Eutanasia a Nordest.
Su Il Gazzettino di lunedì 9 dicembre 2002 è stato pubblicato un interessante sondaggio che analizza l’opinione della gente del nordest sull’eutanasia.
Dai dati emerge come ci sia una prevalenza di quanti si dichiarano favorevoli all’eutansia con una percentuale molto alta tra la popolazione più giovane; in generale, comunque, si evidenzia come entrambi gli schieramenti siano supportati da grandi numeri.
Anche nel nostro territorio, dove sono forti le influenze della chiesa cattolica da sempre avversa a questa pratica, sembra sia destinata a crescere la percentuale di coloro che ritengono debba essere riconosciuto all’individuo il diritto di decidere se e come porre fine alla propria vita quando questa è diventata, o sta per diventare a causa di malattie incurabili, fonte di insopportabili sofferenze. La divisione netta di questi schieramenti lascia capire come la questione sia di grande rilevanza e come sarebbe utile poter sviluppare un dibattito che, oltre a far aumentare la conoscenza, portasse il governo a legiferare senza sottostare a condizionamenti di tipo confessionale, soprattutto ora che sempre più spesso emorgono dati che confermano come l’eutanasia sia di fatto praticata in Italia anche se, ovviamente, in modo illegale.
L’associazione Exit-Italia ha da tempo presentato una proposta che, partedendo da un testamento biologico in cui l’individuo dispone come porre fine alla PROPRIA vita, si pone l’obbiettivo di rendere legale l’eutanasia, il testo è stato ripreso dal Partito Radicale per una proposta di legge di iniziativa popolare che chiede di legalizzare, e quindi normare con regole certe, la pratica dell’eutanasia per consentire a tutti quelli che lo vogliono, e non solo a chi se lo può permettere, di usufruire di questo diritto.
Tale proposta di legge attualmente giace in parlamento in attesa di essere messa all’ordine del giorno, purtroppo i vari schieramenti sono troppo impegnati nelle loro questioni di bottega, e nella gara a chi è più democristiano, per prendere una decisione, legittimando così una situazione in cui chi ha i soldi può, grazie ad un medico compiacente, porre fine in modo dignitoso alla propria vita, mentre chi non li ha deve continuare a sopportare indicibili sofferenze.
Mi auguro che i mezzi d’informazione, che dichiarano in continuazione di essere dalla parte della gente, vogliano prendere spunto da questo sondaggio per approfondire l’argomento magari coinvolgendo anche chi da anni, con proposte concrete, cerca di imporre al potere di governare le grandi questioni che, proprio perché riguardanti la vita personale di ognuno, riguradano tutti.