| Il weekend di Ferragosto ha visto la più massiccia ispezione carceraria della storia. Centinaia di parlamentari e consiglieri regionali di tutti i partiti politici hanno partecipto all’iniziativa lanciata da Radicali Italiani per la visita nelle carceri nel periodo in cui il sovraffollamento le rende ancora più invivibili: quello estivo. Quasi 200 istituti visitati tra venerdì 14 e domenica 16 agosto. Anche l’Associazione VenetoRadicale ha voluto essere presente in questo giro delle carceri, una presenza non certo occasionale in quanto la storia dell’associazione è caratterizzata da una costante attenzione verso la situazione delle carceri venete. Quattro gli istituti in cui, nei giorni di ferragosto, sono potuti entrare rappresentanti di VenetoRadicale al seguito di parlamentari e consiglieri regionali: Mariagrazia Lucchiari e Franco Fois al circondariale e al femminile di Venezia con i parlamentari Marco Perduca (Radicali), Giuseppe Giulietti (Gruppo Misto), i consiglieri regionali Carloalberto Tesserin (PDL) e Francesco Piccolo (MPV), Raffaele Ferraro al circondariale e al minorile di Treviso con l’onorevolo Elisabetta Zamparutti (Radicali) e Sergio D’Elia segretario di Nessuno Tocchi Caino. In rappresentanza dell’associazione Articolo 21 ha vistitato il carcere femminile di Venezia anche l’attrice Ottavia Piccolo. Il giro degli istituti veneti non si è concluso con il weekend ferragosto ma si è protratto, concludendosi, per quanto riguarda VenetoRadicale, il 25 agosto al carcere di Rovigo dove Franco Fois si è recato al seguito del Senatore Marco Perduca Le visite hanno ancora una volta evidenziato quello che i radicali denunciano da anni: Le carceri del nostro paese sono in una situazione di assoluta illegalità. Sovraffollamento al di fuori di ogni accettabilità con celle previste per 4 persone in cui ne vengono stipate 8 o 9 con letti a tre piani, materassi sul pavimento, turni per stare in piedi; enormi carenza di organico che costringono agenti a fare doppi turni e straordinari in continuazione e a sopportare condizioni di lavoro intollerabili, condannandoli, di fatto, a scontare una pena che nessuno gli ha mai comminato; carenza di fondi che obbliga i direttori a ridurre i servizi e gli ausili per i detenuti, che li costringe a cercare donazioni volontarie per fare la normale manutenzione alle strutture o per cercare di realizzare attività di recupero per i detenuti. Tutte queste mancanze portano il carcere a trasformarsi in “discarica” di esseri umani, azzerando totalmente la funzione che la costituzione assegna agli istituti di pena: rieducazione e reinserimento. Da questo scenario desolante esce il carcere femminile di Venezia dove, grazie anche all'impegno di alcune cooperative sociali come il il cerchio e il granello di senape, si è creata una importante realtà lavorativa. Sartoria, laboratorio di cosmetica, coltivazione di un’orto interno, sono le attività che offrono alle detenute la possibiltà di lavorare con la stesso livello di serietà ed impegno necessaria all’esterno, e che hanno permesso di instaurare un forte rapporto con il tessuto urbano e produttivo della città. Questa realtà se da un lato è una dimostrazione di efficienza, dall’altro è una forte denuncia verso quanti, avendone la possibiltà, non si adoperano per mettere in atto politiche che sappiano creare le condizioni per la diffusione di queste attività lavorative, le uniche che, attraverso la cooperazione tra il carcere e il mondo esterno, possono dare una concreta speranza di reinserimento e, come dimostrano i dati, quasi azzerare il fenomeno della recidività. C'è da augurarsi che il grande sforzo profuso ancora una volta dai Radicali per far conoscere la realtà del sistema carcerario, veda anche quanti una visita ispettivita non l’avevano mai fatta, pur avendone l’autorità, attivarsi per mettere in atto soluzioni per rendere il carcere finalmente un luogo di recupero e reinserimento, ristabilendo così il rispetto del dettato costituzione che, come dice lo stesso ministro della giustizia Angelino Alfano, oggi è costantemente disatteso nelle carceri italiane. |

