La proposta di Umberto Bossi di ieri per le amministrative in Veneto e
Friuli è davvero una grande stupidaggine. Correre da soli al primo turno per
poi apparentarsi col Polo al secondo turno... è la solita questione di poltrone
a cui ci ha abituato questa partitocrazia. Per i componenti di una coalizione
non sarebbe più assennato concordare un programma tutti assieme e poi
partecipare alla competizione elettorale sulla base di quello? In questo modo
invece l'apparentamento si avrà tra primo e secondo turno e il soccombente tra
Lega e Polo dovrà accettare quasi supinamente il programma dell'alleato/rivale.
Questo avviene perchè la Lega vuole pesare la propria forza e la propria
coseguente possibilità di ricatto/veto all'interno del governo Berlusconi.
Raffaele Ferraro, segretario dell'associazione radicale di Treviso e Venezia
Il Gazzettino di Treviso DEL 10 GENNAIO 2003
TREVISO I radicali "Gentilini sistema gli argini"
L'ultima dichiarazione dello "sceriffo" calza a pennello, appena due giorni dopo la nostra visita al carcere di Santa Bona. Cosa ha dichiarato il sindaco? Che per costruire argini nuovi e pulire il greto del Piave devono essere utilizzati i detenuti, affermando anche che è dal '94 che sostiene che i carcerati devono lavorare. Avrà letto il Signor Gentilini i dati pubblicati ieri da tutti i giornali locali? A fronte di una media nazionale di un detenuto su quattro con un lavoro esterno, a Treviso hanno un lavoro esterno solo in 2 su 227, circa un detenuto su 114! Sarà una mancanza mia ma in questi anni proprio non ricordo di aver sentito il nostro sindaco - di solito così abituato ad esternare ogni sua opinione ai media - dolersi di questo. Lo "sceriffo" afferma anche che quando c'è una guerra tutti collaborano per vincerla - riferendosi al pericolo esondazione - e noi siamo lieti di ricordargli che tra qualche mese, terminato il suo secondo mandato, sarà un pensionato come tanti altri e, se ritiene, potrà dedicare il suo tempo libero anche ad attività di questo tipo.
Raffaele Ferraro segretario dell'associazione radicale di Tv e Ve
UNA RISPOSTA APPARSA SUL GAZZETTINO :
Mercoledì, 15 Gennaio 2003 DAL CARCERE Detenuti a lavorare lungo ... DAL CARCERE Detenuti a lavorare lungo il Piave?
Sono d'accordo
Vi prego di permettermi di rispondere alla lettera in data 10 gennaio, scritta dal segretario dell'associazione radicali di Treviso e Venezia, riguardo alle affermazioni del sindaco Gentilini sull'utilizzo dei detenuti per sistemare gli argini del Piave.
Il vivo in prima persona l'esperienza del carcere in qualità di detenuto. Come tale sono perciò molto attento a tutte le notizie intorno al "pianeta carcere" e anche alle sue problematiche.
Quanto dichiarato da Gentilini, col solito tono provocatorio, non mi sembra così deleterio rispetto sia al nostro status e nemmeno rispetto alla nostra dignità personale. Si può non essere d'accordo con certe esternazioni del sindaco, ma d'altro canto non si può negare il suo fattivo e costante impegno per la città; a volte facendo, magari, confusione, ma pur sempre si tratta di una grande mole di lavoro!
Ecco il punto nodale: il lavoro... trascorrere 20 ore al giorno chiusi in una cella in assoluta inattività è una cosa che ti toglie ogni velleità, un'inoperosità della quale nemmeno noi, "i reclusi" andiamo orgogliosi.
Tempo addietro ho letto sul Gazzettino come nel territorio di Conegliano vengano impiegati i condannati per lievi reati in lavori socialmente utili. Rilevo inoltre (come il signor Ferraro ) che attualmente a Santa Bona due detenuti sono impiegati nel lavoro esterno proprio alle dipendenze del Comune. Gli esempi dimostrano che dove ci sono disponibilità ed impegno i progetti diventano realtà.
Per questo motivo, anziché bacchettare il sindaco, come fatto dal segretario dei radicali, lo inviterei a tradurre i propositi in fatti concreti, seguitando a offrire valide opportunità per l'inserimento di questa riserva di "forza lavoro" nel suo impiego pratico sul territorio.
Due detenuti in articolo 21 (lavoro esterno), concordo, sono ben poca cosa, ma sono pur sempre un inizio, un punto di partenza. Anzicheé fare polemiche, è bene passare ai fatti, lasciando da parte le parole, quindi, anche per non ricadere nella "solita e strumentale" demagogia.
Lettera firmata
Radicali di Tv e Ve "Consiglio Regionale meglio del parlamento sull'indulto"
Accogliamo con grande favore la
notizia secondo cui il consiglio regionale del Veneto ha approvato una mozione a
favore dell'indulto nelle carceri italiane. In questa circostanza i consiglieri
si sono dimostrati molto più responsabili dei parlamentari, tanto pronti ad
applaudire il discorso del Pontefice di qualche tempo fa mentre chiedeva un atto
di clemeza quanto ugualmente tempestivi nell'insabbiare l'argomento e con esso
la dignità di 57.000 detenuti in carceri che ne potrebbero contenere 40.000,
quasi tutti senza lavoro o spesso condiviso, ecc.
Noi radicali prestissimo andremo in visita al carcere trevigiano di Santa Bona
ma nel frattempo continuiamo ad invitare i parlamentari ad assumersi le loro
responsabilità e aprendere una decisione in un verso o nell'altro sul tema
indulto.
www.venetoradicale.it
Raffaele Ferraro, segretario dell'associazione radicale di Tv e Ve