Avete ragione entrambi: ciascuno dal punto di vista della sua cultura politica.
Lamedica da autentico Laico Liberale ispirato dalla cultura e dalla storia politica di Ernesto Rossi, Bonacchi da autentico Rivoluzionario Antistatalista Federalista Autonomista. (,-)
----- Original Message -----
From: bonacchip
To: federalismonline@yahoogroups.com  
Cc: Sent: Friday, November 15, 2002 9:33 AM
Subject: Re: Stato laico, religioso o "contrattuale"?
Caro Beppi, se concordo perfettamente con te quando affermi lo scandalo di un parlamento che prende consigli dal Papa, non concordo quando affermi che "Così diventa
necessario rialzare gli steccati per difendere lo stato laico".
Io penso che lo Stato non deve essere né laico né religioso. Deve essere minimo e tale da garantire la giusta autorità e la giusta libertà alla gente. "Giusta" perché è nell'eguaglianza delle condizioni che acquista significato e dimensione il concetto di rispetto della dignità di ogni componente la società; dignità che proprio a causa delle grandi differenze di condizioni politiche, religiose ed economiche,non esiste in Italia. Solo lo Stato federale, o meglio "contrattuale" che offre ai cittadini la garanzia costituzionale della libera scelta sui fatti (e non solo sulle persone), è in grado di garantire sia la condizione della più grande libertà, sia il rispetto della dignità di ognuno. E' attraverso la condizione della "contrattualità" delle leggi prevalente sulla "rappresentanza parlamentare integrale" che lo Stato diventa "minimo" e non rompe i coglioni alla gente sia sulla politica, sia sulla religione, sia sull'economia e sul "mercato". Ciao, Paolo.
"adams@libero.it" ha scritto: Non ho votato per questo parlamento e non ho voluto avere rappresentanti in questo parlamento (Ricordo la propaganda per il non voto,in occasione delle elezioni politiche del 2001). Ne sono contento! Un parlamento italiano che prende consigli dal papa è la prova che la repubblica dei preti possa, presto, diventare la repubblica papalina. Il liberale cattolico Arturo Carlo Jemolo, all'indomani del voto del 18 aprile 1948, disse che quel risultato era la rivincita dello stato del Vaticano sulla liberazione di Roma del 20 settembre 1970. Chissà cosa avrebbe detto oggi con il papa, i cardinali e i vescovi nel parlamento
d'Italia! La pacificazione tra fede religiosa cattolica e convinzioni politiche era già avvenuta molti anni fa: allorchè il non expedit era caduto in disuso. Prima il patto Gentiloni, poi il concordato fascista, la vittoria del 18 aprile 1948 ed il nuovo concordato di Craxi ed ora il papa in parlamento, rischiano di riaprire vecchie ferite. Così diventa necessario rialzare gli steccati per difendere lo stato laico? Beppi Lamedica 


Da 'laico libertario liberal socialista' contro ogni chiesa e ogni dogamtismo appoggio l'evento del Papa che va in Parlamento per gettare un ponte di alleanza tra 'noi' e 'loro' -la ragione e la fede-. Sono d'accordo di percorrerlo nel reciproco rispetto di fronte al grande attacco che viene sferrato oggi ai nostri valori di libertà e di scelte di vita dal mondo fondamentalista mussulmano. pier luigi baglioni, web writer in genova. miei siti: www.fisk.it/bapilu http://utenti.lycos.it/bapilu


Caro Beppi,

se concordo perfettamente con te quando affermi lo scandalo di un parlamento che prende consigli dal Papa, non concordo quando affermi che "Così diventa
necessario rialzare gli steccati per difendere lo stato laico".
Io penso che lo Stato non deve essere né laico né religioso. Deve essere minimo e tale da garantire la giusta autorità e la giusta libertà alla gente. "Giusta" perché è nell'eguaglianza delle condizioni che acquista significato e dimensione il concetto di rispetto della dignità di ogni componente la società; dignità che proprio a causa delle grandi differenze di condizioni politiche, religiose ed economiche,non esiste in Italia.
Solo lo Stato federale, o meglio "contrattuale" che offre ai cittadini la garanzia costituzionale della libera scelta sui fatti (e non solo sulle persone), è in grado di garantire sia la condizione della più grande libertà, sia il rispetto della dignità di ognuno.
E' attraverso la condizione della "contrattualità" delle leggi prevalente sulla "rappresentanza parlamentare integrale" che lo Stato diventa "minimo" e non rompe i coglioni alla gente sia sulla politica, sia sulla religione, sia sull'economia e sul "mercato". Ciao, Paolo.

"adams@libero.it" ha scritto:

 Non ho votato per questo parlamento e non ho voluto avere
rappresentanti in questo parlamento (Ricordo la propaganda per il non
voto,in occasione delle elezioni politiche del 2001). Ne sono contento!
Un parlamento italiano che prende consigli dal papa è la prova che la
repubblica dei preti possa, presto, diventare la repubblica papalina.
Il liberale cattolico Arturo Carlo Jemolo, all'indomani del voto del 18
aprile 1948, disse che quel risultato era la rivincita dello stato del
Vaticano sulla liberazione di Roma del 20 settembre 1970. Chissà cosa
avrebbe detto oggi con il papa, i cardinali e i vescovi nel parlamento
d'Italia!
La pacificazione tra fede religiosa cattolica e convinzioni politiche
era già avvenuta molti anni fa: allorchè il non expedit era caduto in
disuso. Prima il patto Gentiloni, poi il concordato fascista, la
vittoria del 18 aprile 1948 ed il nuovo concordato di Craxi ed ora il
papa in parlamento, rischiano di riaprire vecchie ferite. Così diventa
necessario rialzare gli steccati per difendere lo stato laico?
Beppi Lamedica

Non ho votato per questo parlamento e non ho voluto avere rappresentanti in questo parlamento (Ricordo la propaganda per il non voto,in occasione delle elezioni politiche del 2001). Ne sono contento! Un parlamento italiano che prende consigli dal papa è la prova che la repubblica dei preti possa, presto, diventare la repubblica papalina. Il liberale cattolico Arturo Carlo Jemolo, all'indomani del voto del 18 aprile 1948, disse che quel risultato era la rivincita dello stato del Vaticano sulla liberazione di Roma del 20 settembre 1970. Chissà cosa avrebbe detto oggi con il papa, i cardinali e i vescovi nel parlamento d'Italia! La pacificazione tra fede religiosa cattolica e convinzioni politiche era già avvenuta molti anni fa: allorchè il non expedit era caduto in disuso. Prima il patto Gentiloni, poi il concordato fascista, la vittoria del 18 aprile 1948 ed il nuovo concordato di Craxi ed ora il papa in parlamento, rischiano di riaprire vecchie ferite. Così diventa necessario rialzare gli steccati per difendere lo stato laico? Beppi Lamedica