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Il sesto Congresso dell'Associazione VenetoRadicale, riunitosi a Treviso il 16 dicembre 2007:
- Saluta con grande soddisfazione la vittoria della lunga battaglia radicale per la moratoria internazionale sulla pena di morte, vittoria che dovrebbe essere definitivamente sancita nei prossimi giorni dall'assemblea generale delle Nazioni Unite con un voto il cui esito è dato per scontato ma per il quale siamo in trepida attesa.
- Lancia una campagna d'iscrizioni per il rilancio dell'associazione stessa, chiedendo a tutti i propri militanti e simpatizzanti di tesserarsi. Chiede altresì ai tesserati di iscriversi anche a Radicali Italiani per il perseguimento dell'ambizioso obiettivo di 25 iscritti che ci darebbe diritto ad un rappresentante al Comitato Nazionale di Radicali Italiani e, soprattutto, contribuirebbe ad accrescere le speranze di conoscenza e affermazione delle proposte radicali.
Sempre di più infatti si rende necessario, a livello locale come a livello nazionale, reagire all'attuale situazione in cui verte l'area radicale, che, a fronte della crisi di iscritti, sempre più appare come una delle poche in grado di dare risposte compiutamente laiche, liberali e nonviolente al contesto italiano, europeo e - come è emerso dalla mozione approvata dall'ultimo Consiglio Generale del Partito Radicale Transnazionale tenutosi a Bruxelles e dall'approvazione presso Terza Commissione dell'Assemblea Generale dell'O.N.U. - anche mondiale.
- Saluta come positiva la collaborazione che si è continuata ad avere con esponenti di area laica e socialista anche dopo la paralisi di fatto della Rosa nel Pugno a livello nazionale. Non si deve lasciare che il patrimonio di idee che quell'esperienza voleva rappresentare venga abbandonato e che soprattutto in area socialista vincano logiche appartenenti al passato. A tale scopo il congresso auspica che tale collaborazione possa proseguire in tutta la Regione Veneto e impegna l'associazione a sostenere la candidatura di Giampaolo Sbarra a Treviso, candidatura lanciata ormai più di un anno fa e di cui l'associazione stessa si è fatta fin dall'inizio promotrice, proprio perché segno di un possibile nuovo inizio.
- Impegna l'associazione a continuare la battaglia iniziata col caso Ravasin sulla mancanza o inadeguatezza di strutture sanitarie per determinate tipologie di malattie e, sulla scia di Luca Coscioni e Piergiorgio Welby, le battaglie per la libertà di ricerca scientifica e per la libertà di decidere quando vivere e morire e per il testamento biologico.
- Impegna l'associazione a promuovere e sostenere ovunque, laddove possibile, registri comunali per le coppie di fatto, siano esse eterosessuali o omosessuali, per contribure a far cessare una odiosa discriminazione e sollecitare il parlamento per una legge nazionale in grado di dare pieno riconoscimento alle nuove forme di famiglia.

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