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A TE CHE NASCI Nel silenzio senza rumori,
questo
mio tempo in
suoni intimi. Nei
detriti frantumati della
memoria, i
ricordi agitano il mio mare sommerso. Odissee
inenarrabili, rigurgitano
onde impetuose, che
gridano di
credere. A chi e
per cosa? Se
l’universo cosmico ha
perduto il suo tempo, il suo
spazio. Ma Tu
nasci! Per chi
e per cosa? Nella
mia bestemmia la
condanna alla
condanna. Poi
trovo la forza di
pensare a Te, che
nasci e già ami. Pensando
a Te, riesco
persino a
ritrovare la mia arte, e se
mai sarà arte maledetta, la
parola mia
scritta, o
vissuta, chiedo
a Te perdono, che
nasci e muori, anche per me. |