|
EROI DI VERGOGNA Non
c'è colpa per il colpevole, non c'è giustizia per la vittima, non c'è neppure
inizio né fine per alcuno, c'è solamente sangue e distruzione. Irakeni
e americani, palestinesi e israeliani, Bibbia o Corano, kamikaze o esercito,
tortura o sepoltura, l'imbarazzo non è in mio figlio che muore, ma nella
scelta, che obbliga, che impone, che costringe e restringe ogni azione di
coscienza, fino al punto da conservare il solito metro di distanza che ci
separa dall'incontro con la disperazione degli altri. Chissà
dove sta la ragione nel colore del sangue, nel raccontare questo mondo che non sa più migliorare, in
chi muore e non ha più diritto neppure di essere sconvolto, siano
cristiani, mussulmani, ebrei, senza bandiere né privilegi, soltanto popoli
custodi della propria dignità-identità, dei propri diritti e dei propri
doveri. Forse
la ragione sta nel guardare a occhi davvero aperti i morti, tanti, troppi,
crescono nelle fosse scavate a misura. Morti
senza onore dei vincitori, perché non c'è sconfitta più pesante
dell'omicidio. Alle
donne, ai bambini, nudi o travestiti di futuro, tutti derubati di sogni e di
speranze, Vergogna,
c'è vergogna per ciò che accade in terra di ogni continente, per coloro che
innalzano vessilli e barricate, ideologie superate nelle povertà moderne. Vergogna,
c'è vergogna, per la richiesta di andare contro all'uno o contro all'altro,
smentendo e nascondendo ciò che accade, soprattutto ciò che è. Vergogna,
c'è vergogna, in chi non rispetta i domani, ancora tutti dentro al presente
che non esiste. In
chi abbarbicato alle proprie inadempienze politiche e umane, decide di optare
per i plotoni di esecuzione, per le vendette autorizzate, per le follie
omicide assunte a regole auree. C'è
vergogna da gridare e da liberare nelle strade a mattatoi, nelle vie dedicate
a eroi sconosciuti. Per
gli innocenti dilaniati, per il popolo tutto incarcerato, per chi non mangia,
non lavora, non sorride. Per
chi imbraccia il mitra e non sa dove mirare e sparare, perché ogni cosa è
diventata priva di valore. C'è vergogna,
per chi arretra, per chi avanza, per chi a 16 anni è spedito al
creatore. Per
chi difende, per chi attacca, per chi condiziona i più giovani, fino a
renderli meno liberi di quanto è dato immaginare. C'è
vergogna per ogni tortura, persino per i silenzi, per le sviste, forse anche
per chi lo ritiene giusto ma non lo dice. C'è
vergogna nella scelta di stare da una parte o dall'altra, dalla parte di chi
ha pagato il dazio più grande alla storia, e dalla parte di chi anela un po'
di giustizia e di terra inzuppata di sangue. C'è
vergogna, tanta vergogna per il potere che non è servizio né umana
condivisione. Per
il mondo che si scandalizza, ma rimane avvinto al proprio sepolcro
imbiancato. C'è vergogna da vendere, allorché Dio, Gesù, Santi e Profeti, sono branditi come clave per demolire coscienze e vite tutte a perdere, c'è tanta vergogna se la Fede che ognuno professa è il mezzo e non il fine, soprattutto è un abito dismesso più volte. Vincenzo Andraous Tutor e Responsabile Centro Servizi Interni Comunità Casa del Giovane via Lomonaco 43 Pavia 27100. tel. Uff. 0382-3814462 tel. Cell. 348-3313386 |