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IO HO SMESSO DI FUMARE In una sala della Comunità
Casa del Giovane di Pavia, Don Dario stava parlando ai ragazzi di un oratorio
lombardo: c'ero anch'io invitato a partecipare a quell'incontro." Non
esiste differenza tra droghe leggere e droghe pesanti, esistono le
droghe e sono tutte negative", diceva Don Dario. Questa premessa
mi ha consentito di raccontare la mia ultima esperienza, e rendermi conto una
volta di più, di quanto una scelta importante sia sempre difficile al punto
che non credevo possibile mantenerla fino in fondo. Io ho smesso di fumare. Sessanta
sigarette al giorno, tre pacchetti, dal mattino alla sera, tra le labbra una
sigaretta per svegliarmi, e l'ultima per addormentarmi. Mai sprovvisto nella
tasca, mai sprovvisto nella mente. Quante volte mi sono detto.. smetterò
domani.. ma chi me lo fa fare. Smettere di fumare... quante volte ho
ascoltato saggi, santoni e predicatori, elencare medicamenti miracolosi, ed
ho sorriso per tanta presa in giro. Per tanti anni ho fumato,
eppure su una cosa non mi sono mai sbagliato, e cioè che smettere non dipende
da un cerotto o da una pastiglietta, bensì dal peso e dalla somma della
propria volontà. Ho avuto modo di pensare bene alle sigarette fumate, così ai
motivi che mi sono sfuggiti volutamente per non raccogliere motivazioni
valide a porre fine al mio tabagismo. Non è stato semplice dire basta, non è
facile tuttora, la sofferenza è davvero molta. A volte sono motivi di salute
a obbligare a voltare pagina, altre volte è il costo elevato del pacchetto di
sigarette a indurre a smettere di fumare, quasi mai un sentimento di sana
cultura ambientalista. Di rispetto del prossimo. Vorrei poter citare
quest'ultimo passo per disegnare la mia scelta, invece questo sentimento non
mi appartiene, né quanto precedentemente sottolineato. Ho smesso di fumare
per il carico opprimente di un percorso analitico sistematico, scatenato da
una frase buttata lì per caso, rivolta da un padre al proprio figlio: "
tu non sei capace di smettere, con te vince la sigaretta ". Così a poco a poco, nella
mente si insinuava l'urto e il fastidio per quelle parole, l'urto per avermi
strattonato dalle mie lentezze, e il fastidio per aver messo a nudo le mie
debolezze. I giorni sono corsi via come le sigarette portate alle labbra, ma
ora ad ogni boccata, saliva la domanda: vinci veramente tu? La domanda era sempre lì, più
che mai ingombrante. Ho pensato alla sigaretta che nasconde un disagio, una
difficoltà che serpeggia, ma viene celata. Una sigaretta dietro l'altra,
comunicando insofferenza per qualcosa, per qualcuno, addirittura dimenticando
il linguaggio del proprio corpo, del piacere che deriva dalla sua naturale
relazionalità. Ho riflettuto sui limiti, sui miei, quelli sottaciuti per
egocentrismo, per personalismo, per superbia, ho sentito il morso del nervo
scoperto per la mia arrendevolezza, per le mie ottuse ostinazioni, scambiate
per tenacia. Ho riflettuto davvero sotto il peso della solita domanda: vinci
davvero tu? Non è facile smettere di fumare, come non è facile fare leva, ricorrere a tutte le proprie energie interiori per trovare appunto quella leva. Ho riflettuto a lungo su questa sfida. La paura di non farcela è stata molta, tant'è che ad ogni persona incontrata, confidavo di avere chiuso con le sigarette......così se non fosse stata sufficiente la volontà e motivazione per continuare nella scelta fatta, l'eventuale " perdere la faccia "avrebbe figurato da deterrente di non poco conto. Credo sinceramente che non si smette di fumare per lo stesso motivo per cui non si coglie il valore della preghiera, per paura. Paura di non riuscire a fare a meno di una sigaretta, timore di non reggere alla sofferenza della privazione. Non si prega e non ci si ascolta per paura di una chiamata, non quella che eleva a Santità, bensì quella che demanda alle proprie responsabilità, ai propri impegni assunti, al proprio essere in quanto tale perché insieme agli altri. Forse anche in una sigaretta c'è la cecità e l'ottusità che annebbia il cuore, e allora, chissà, io ho smesso di fumare non solo per vincere una sfida, ma piuttosto per sentirmi veramente più libero. Vincenzo Andraous tutor Comunità Casa del Giovane 27-2-03 Pavia |