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PEDAGOGIA DEL SERVIRE Occorre
educare bene, educare con amore e fiducia: parole affermate da chi grande è
stato ieri come Don Enzo Boschetti e
da chi oggi come Don Franco Tassone
prosegue nel campo della pedagogia del servire alla Comunità Casa del
Giovane di Pavia. Nell'incontrare
tanti giovanissimi e tanti adulti in una comunità, viene da pensare ai volti
nuovi e alle carni zigrinate dagli
inciampi, dalle droghe, dagli abbandoni seguiti a catena. Viene
da pensare agli abiti vecchi e al tempo che ogni cosa riporterà al suo posto,
ma io che di tempo ne ho avuto tanto, a ben pensare non so ancora bene cos'è,
figuriamoci se posso spiegarlo ad un giovanissimo che del tempo a venire non
sa che farsene. Ascoltando
( i ragazzi ) e le più autorevoli figure di riferimento nel campo della
pedagogia e del metodo educativo, mi rendo conto che nel tentativo di "
tirare fuori ", di costruire e crescere insieme, non può resistere
all'usura del tempo chi parte per " questa avventura " con un
bagaglio di certezze inossidabili, di regole intransigenti, di binari
singoli. E'difficile
sapere, conoscere e agire, quando un giovane se ne sta impettito, a muso
duro, felice di avere scelto il vicolo cieco , è davvero difficile spiegargli
quanto è doloroso, POI, il resto che se ne ricava. Prevenire
con progetti condivisi e realizzabili rimane solo una intuizione che soccombe
alle pressioni economiche-politiche: reprimere costa meno che prevenire, ma
il risultato è l'accettazione dell'esclusione, del "sei fuori dal gioco
e ci rimani ". Messa
in prova, misure alternative, meno carcere per il minore, più tutela per chi
arranca, ebbene, stanno per diventare strategie pedagogiche obsolete . Mi
chiedo quale può essere il metro di misura da usare con chi è lacerato
dentro, se poi questa vista prospettica richiesta al conduttore, è annebbiata
da queste norme a venire. L'impressione
che si ricava nel camminare insieme alle tante lentezze e devastazioni
interiori, è che non solo è difficile ben operare dalle ridotte specole di
osservazione a causa della marea di disagio dilagante, ma lo è anche
soprattutto per l'avanzare di nuove forme di malessere, che non hanno più
l'etichetta protestataria di un tempo. E' un inverso ipnoticamente diritto
che assale generazioni diverse, che si insinua più facilmente in chi non ha
strutture mentali formate, in chi nell'evoluzione intellettuale ha ceduto
sotto il peso di una libertà inconsciamente percepita come una condanna, per
l'incapacità ad onorare reciprocamente le proprie responsabilità. E' un disagio che avanza, che intacca aree di vita in maniera sempre più esponenziale, allora, e forse, per chi conduce attraverso eredità pedagogiche più che mai attuali, perché mai minimamente superate, è necessario accrescere la consapevolezza che l'unica ricompensa per essere riusciti a ben educare , "è averlo fatto" davvero. Vincenzo Andraous Tutor e Responsabile Centro Servizi Interni Comunità Casa del Giovane via Lomonaco 43 Pavia 27100. tel. Uff. 0382-3814462 tel. Cell. 348-3313386 |