IL GAZZETTINO 24/05/04

come cella resta solo la sala giochi

Carcere sovraffollato, Pegoraro (cgil):«Faremo lo sciopero della fame,intervenga il prefetto»

È sul punto di collassare la casa circondariale di via Verdi. E le guardie della penitenziaria sono pronte allo sciopero della fame e all'autoconsegna, ovvero a rimanere all'interno del carcere permanentemente finché la situazione non verrà risolta. A lanciare questo ennesimo grido d'allarme è Giampietro Pegoraro, segretario regionale degli agenti aderenti alla Cgil che rivolge anche un accorato appello al prefetto: «Il dottor Ciro Lomastro venga a vedere quale è la condizione in cui devono vivere i detenuti e in cui dobbiamo operare noi, così potrà rendersi conto di persona che quel che raccontiamo è la pura verità». Soltanto cinque giorni fa, lo stesso Pegoraro aveva denunciato il sovraffollamento nella sezione femminile. «Ma ora la situazione è precipitata - aggiunge - perché sabato sono arrivate altre tre recluse. Con il fatto che una di loro deve rimanere in assoluto isolamento, in quattro celle ci sono ventiquattro detenute. Abbiamo sistemato delle altre brande, quindi i letti a castello adesso sono a tre piani. Se oggi o domani arrivassero altre donne, saremmo costretti a sistemarle nella sala giochi, dove non ci sono nemmeno i servizi igienici». Una situazione particolarmente difficile, dunque. «Quattro celle sono inagibili - spiega ancora Pegoraro - perché l'impianto idraulico è rotto. I lavori di ristrutturazione vanno a rilento, e non potrebbe essere diversamente perché tutta la rete è vecchissima, i tubi sono marci. Una volta sistemati, potrebbero nuovamente rompersi in qualunque momento. Bisognerebbe chiudere l'intera sezione femminile, fare gli interventi, e poi riaprirla. Invece, non solo continua a essere utilizzata, ma anche in regime di sovraffollamento. Complessivamente siamo a più di cento detenuti, quando al massimo dovrebbero essere una settantina».

C'è poi la carenza di organico. E a breve ci saranno ulteriori riduzioni: «Abbiamo cinque ausiliari ma tre di loro tra un paio di mesi andranno via e non saranno rimpiazzati. La finanziaria aveva previsto l'assunzione di duemila e 500 nuovi agenti, però il decreto resta fermo dov'è. Come Cgil lanciamo un appello ai politici polesani affinché intervengano con il Governo per sbloccare questa situazione. Anche perché si stanno praticando altre strade per girare intorno al problema. Da domani (oggi per chi legge, ndc), nella sezione femminile, dove c'è una sola agente per turno che deve controllare le cinque celle divise in due piani, entrerà in funzione una telecamera. A parte che credo si vadano a violare le norme sulla privacy, in questo modo si andrà ad appesantire chi sta in portineria, che già deve controllare una quindicina di monitor. Cosa che deve fare per otto ore, quando la legge direbbe invece che dovrebbe essere per due. Inoltre, dai primi di luglio verrà ridotto l'orario dei medici e degli infermieri di guardia».

Egle Luca Cocco