SOMMARIO DEL 09 OTTOBRE 2004
- Appello del Pontefice ad Agenti Penitenziari.
- Como : detenuti invitano Castelli.
- Castelli: più tecnologia e meno agenti.
- California: vietato fumare nelle carceri.
- Legambiente Circolo "Marianna".
- 10.000 detenuti positivi al test della Tubercolosi.
- Fido: l'amico dei detenuti.
- Carceri egiziane disumane.
 
 
Appello del Pontefice a neo agenti penitenziarie.
Il Papa, tramite i cappellani che operano nelle carceri, ben conosce le condizioni disumane dei penitenziari italiani , nella quale ora ci sono 14 mila detenuti di troppo che vivono in condizioni sempre più insostenibili.
Il Pontefice durante il Giubileo del 2000 e anche quando si recò in Parlamento nel novembre del 2002 , chiese a tutti i politici maggiore attenzione per le persone private della libertà costrette a vivere in condizioni disumane.
Quasi tutti i parlamentari dopo aver ascoltato l'appello del Papa lo applaudirono per ben tre volte spellandosi le mani.
Nove mesi dopo… il Parlamento pachiderma partorì un topolino che venne chiamato "indultino", subito ribattezzato "insultino".
Nove mesi di gestazione per mettere al mondo una legge che altro non è che un clone malriuscito di una legge che già esiste, e cioè l'affidamento in prova ai servizi sociali.
Misura alternativa che però è difficilissima da ottenere , e le condanne invece di tendere al reinserimento , come recita l'art 27 della Costituzione, si traducono con l'essere quasi sempre punitive e afflittive.
Però i detenuti non comprendono perchè devono essere anche disumane.
Il Papa è rimasto molto amareggiato per quel parto di topolino battezzato "indultino", e anche se i parlamentari hanno fatto orecchie da mercante, l'anziano ed affaticato Papa non demorde e spende sempre una parola in favore delle persone che stanno vivendo sulla loro pelle un regime detentivo sempre più incivile e vergognoso.
Recentemente il Pontefice a Castel Gandolfo ha ricevuto in udienza 284 allieve di Polizia Penitenziaria provenenti dalle scuole di Verbania e di Parma.
"Abbiate sempre cura della vostra vita spirituale - ha detto il Papa alle allieve - perché il vostro lavoro in carcere richiede una solida maturità umana, senza dimenticare che il valore primario della persona deve essere alla base di ogni etica civile e professionale e della relativa formazione".
Il Santo Padre ha ricordato San Vincenzo De'Paoli, ed ha spiegato come il santo chiedesse comprensione e un trattamento umano per i carcerati.
Peccato che i nostri politici non ascoltino il Pontefice e men che meno i suggerimenti che provengono dai santi.

Como: detenuti invitano Castelli
Dopo che sono passate quattro settimane dalla tragica morte del ventottenne Sergio La Scala, deceduto per edema polmonare dopo alcune settimane di detenzione, la tensione all'interno dell'istituto Comasco di Albate continua ad essere alta.
Per far sapere come si vive in carcere i detenuti hanno fatto una esplicita richiesta "Vogliamo una visita urgente di Castelli".-
Motivo della richiesta è che dal giorno dell'accaduto il detenuto che condivideva la cella con La Scala dopo la morte dello stesso ha cominciato a rifiutare sia il cibo che le cure dei sanitari.
Secondo il portavoce dei detenuti, avrebbe organizzato una forma di protesta al fine di ottenere giustizia sulla morte dell'amico.
Di diverso parere, sono i medici dell'istituto che, avrebbero dichiarato che si tratterebbe solamente di simulazione, e mentre il braccio di ferro tra il detenuto e gli operatori continua, in parallelo va avanti anche l'indagine della Magistratura, per chiarire le cause del decesso di La Scala, ascoltando testimonianze di vari detenuti e degli operatori sanitari.
L'inchiesta che per il momento risulta ancora a carico di ignoti potrebbe avere dei risvolti, che potrebbero coinvolgere medici ed agenti della Polizia Penitenziaria.

Castelli : più tecnologia e meno agenti
Il Ministro Castelli da buon ingegnere desidera carceri tecnologici.
Vorrebbe mettere dei robot al posto degli Agenti e ha presentato una proposta di legge in commissione giustizia alla camera.
Nelle celle vorrebbe installare delle videocamere, le finestre intende sostituirle con un impianto di ventilazione forzata, e mettere porte ad apertura e chiusura automatica.
Secondo Castelli, tale lavoro porterebbe più sicurezza e meno spese.
Per questi interventi, l'Amministrazione penitenziaria può contare su poco più di 84 milioni di €, che sono sicuramente pochi per poter realizzare progetti "marziani".
Per giunta esiste una legge sulla privacy che mal si coniuga con le telecamere nelle celle.
I detenuti non sono attori e non vogliono effettuare una specie di "Grande Fratello" penitenziario.

LCalifornia vietato fumare nelle carceri.
Rigide regole anti fumo anche nelle prigioni californiane.
Il governatore Arnold Schwarzenegger, accanito fumatore di costosissimi sigari, ha firmato una legge che bandisce le sigarette e altri prodotti a base di tabacco dalle carceri nei centri correzionali per i giovani della California a partire dal luglio del 2005.
Si stima che metà dei 160.000 detenuti nelle carceri dello Stato fumi, e che il divieto permetterà di ridurre le spese sanitarie di 280 milioni di dollari.
Secondo gli oppositori della legge, il provvedimento favorirà il contrabbando di sigarette anche all'interno delle carceri.

Legambiente circolo "Marianna".
Nella città di Bhopal, In India, nel dicembre del 1984, da un impianto per la produzione di pesticidi, fuoriuscirono 40 tonnellate di gas tossico isociamato di metile, che uccise subito 3.800 persone.
La compagnia americana proprietaria dell'impianto, la Unione Carbide, nel 1989 pagò 470 milioni di dollari di indennizzi, ma finora solo una parte del denaro è stata distribuita a causa di controversie giuridiche sulle categorie in cui dovevano essere suddivisi i risarcimenti.
Nel marzo del 2002 gli avvocati delle vittime avevano chiesto ai Giudici Supremi di sbloccare i restanti fondi depositati presso la Banca centrale.
Recentemente la Corte Suprema Indiana ha intimato al governo di New Delhi di versare gli indennizzi rimanenti pari a 262 milioni di euro alle vittime del grave incidente di Bhopal.
A quasi vent'anni dal disastro, finalmente i legali riusciti ad ottenere un po' di giustizia.
Per ulteriori informazioni www.legambiente.com oppure www.lanuovaecologia.it
Il Presidente del circolo "Marianna" Marco Marastoni

10.000 detenuti positivi al test per la tubercolosi.
L'allarme per il ritorno di malattie gravi nelle carceri è motivo di grande preoccupazione.
L S.O.S. è stato lanciato dai medici penitenziari.
Le malattie infettive, come la Tbc, è allarmante, - spiega il presidente della Società di Medicina e Sanità penitenziaria- perché il diffondersi di questo particolare virus è causato soprattutto dalla presenza nelle carceri italiane di 17.000 detenuti stranieri, che ignorano di essere portatori di potenziali bacini di infezione.
La presenza di così tanti extracomunitari è la causa dei circa 10.000 detenuti che risultano positivi ai test per la tubercolosi.
E questo vale anche per i sieropositivi se si considera che la maggior parte dei detenuti è sieropositiva già all'ingresso in carcere e il loro stato sierologico è spesso identificato attraverso il test eseguito durante il periodo di detenzione.
Le associazioni di volontariato che operano nelle prigioni , davanti alla Commissione Affari Sociali e Giustizia della Camera, hanno denunciato la drammatica situazione della Sanità penitenziaria e l'aumento di decessi per malasanità.
I dati forniti parlano di oltre 500 vittime dal 2.001 al 2.003, ma è impressionante apprendere che, nel 58 % delle carceri, vengono registrati casi di Tbc e il ritorno della sifilide.

Fido: l'amico dei detenuti.
La speranza ha quattro zampe, il naso umido e la coda, può essere bastarda o di razza pura.
Siamo nella sezione femminile del carcere di Rebibbia dove, da qualche mese, è in atto un progetto che si chiama "ConFido".
L'idea è semplice: il rapporto con un cane, un animale che ama incondizionatamente, al quale non importa se sei bello o brutto, ricco o povero, oppure detenuto.
Prendersi cura di un cane, insegnargli a vivere in sintonia con un essere umano è un attività che responsabilizza.
Con un cane non poi fingere: per insegnargli le regole devi imparare a rispettarle anche se in passato le hai infrante, e per questo sei finito in prigione.
Per addestrare un cane l'unica strada è seguire le regole del gioco.
Un cane bene addestrato non è solamente l'amico del cuore, ma può diventarle gambe di chi non può camminare, gli occhi di chi non può vedere, le orecchie di chi non può sentire.
Educare un cane per l'assistenza ai disabili fa bene ai detenuti e insegna loro un lavoro che potranno continuare fuori dal carcere.
Questo progetto negli Stati Uniti ha funzionato così bene sull'abbattimento della recidività, sulla drastica riduzione della violenza e dei suicidi tra i detenuti, che oramai è presente in moltissime prigioni.
A Rebibbia siamo solo agli inizi e tutto è affidato alla buna volontà di un gruppo di volontari che crede in questa idea e si è rimboccato le maniche.
Speriamo che il progetto "Con Fido" decolli anche in altri Istituti penitenziari.

Carceri egiziani disumani.
I detenuti delle carceri Egiziani vivono la loro detenzione con disperazione, perché sono tenuti in isolamento in celle di un metro per 2 senza finestre per l'aerazione.
Possono usare i servizi per i loro bisogni corporali e igienici solo ogni 24 ore, considerando che le celle, in cui vivono, ne sono sprovviste e in più gli vengono negate visite e ogni forma di comunicazione.
Lo afferma un comunicato diffuso dall'Organizzazione Egiziana per i Diritti Umani nel quale si esprime apprezzamento per la decisione del Ministro degli Interni di rimuovere le doppie sbarre dai parlatori, che tengono i prigionieri a distanza di più di un metro dai loro interlocutori.
L'organizzazione sollecita anche un'inchiesta da parte di una commissione Nazionale Indipendente, sulle cause del deterioramento delle condizioni di detenzione e una riforma dei regolamenti interni per il trattamento dei prigionieri, che impediscano torture e maltrattamenti, che garantiscano il diritto all'istruzione, alle cure mediche, ad alimentazione di alto valore nutritivo, esercizi fisici, visite e comunicazioni con il mondo esterno.
L'Organizzazione Egiziana per i diritti umani chiede inoltre l'eliminazione della pratica degli arresti ripetuti per ragione politiche e la liberazione immediata di tutti i detenuti che hanno ottenuto una sentenza di scarcerazione dal Tribunale.
