SOMMARIO DEL 15 MAGGIO 2004
- Via libera al Decreto che tutela gli animali.
- Pietro Maso apostolo? Uno scandalo da censura!
- Morde la moglie marito sanzionato.
- Spose ignare a mariti stranieri.
- Francia: le ricette dei detenuti finiscono in una guida gastronomica.
- Legambiente Circolo "Marianna". Il Presidente Marco Marastoni
- Stati Uniti: cuoco del braccio della morte in un libro si racconta.
- Esperienze milanesi "Made in Jail".
- Colombia: droga sulla nave scuola della Marina.
- Obbligo di dimora? Meglio il carcere.
- Carcere: l'alternativa che non c'è.
 
 
Via libera a decreto che tutela gli animali.
Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al decreto che fissa norme innovative per la gestione degli zoo e per la salvaguardia degli animali.
Diete a doc per un alimentazione equilibrata, piantumazione di alberi, tane e piante per maggior confort, un sano esercizio fisico e naturalmente negli zoo, sarà tassativamente proibito fumare, perchè fa male agli animali.
Inoltre gli animali dovranno vivere in spazi adeguati, saranno sottoposti a chek-up veterinari anti stress, e garanzie anti abbandono in caso di chiusura della struttura.
Il ministro dell'Ambiente Altero Matteoli ha sottolineato che "il grado di civiltà di un Paese si misura anche con l'attenzione che viene posta nei confronti degli animali".
Siamo certi che il grado di civiltà di un paese, come diceva Voltaire in primis lo si vede visitando le prigioni dove vengono rinchiusi in gabbia degli esseri umani.
Nelle nostre patrie galere invece ci sono 12.000 detenuti di troppo, ma purtroppo il guardasigilli Castelli riesce solo a far aumentare i letti a Castello invece di risolvere il drammatico problema dell'incivile sovraffollamento .
Meno male, che almeno negli zoo, a breve, gli animali avranno modo di vivere in spazi adeguati e verranno curati sicuramente meglio dei carcerati, ne siamo lieti.

Pietro Maso apostolo? Scandalo da censura.
Era il novembre del 2003 quando i giornali hanno titolato "Pietro Maso Superstar".
Il primo caso di un ragazzo che sconta 30 anni per aver massacrato la famiglia non poteva passare inosservato.
Tanto più se dai panni di carnefice passa a quelli di apostolo, anche su un palco.
La notizia, appunto, era ghiotta, e il carcere di Opera che aveva concesso a Maso di partecipare al musical si è presa una lavata di capo dal ministero della Giustizia.
Detto fatto: il sipario è calato di colpo e Pietro Maso non ha fatto un bel niente.
La censura è calata come une scure, che ha tagliato non i fondi, che non ci sono mai stati, ma l'idea rivoluzionaria di Antonella Balbo, professionista che ha partecipato a numerosi spettacoli teatrali e televisivi, varietà e show, tra cui Fantastico in Rai che voleva fare del volontariato e far ballare proprio tutti, galeotti compresi.
Dal novembre del 2003, il primo carcere italiano che aveva ammesso il ballo per i detenuti ha chiuso le porte a tutti gli altri, da allora i detenuti possono recitare, ma solo in prosa.

Morde la moglie, marito sanzionato.
Per avere dato un morso alla polposa guancia della moglie durante un litigio piuttosto acceso, un professionista quarantenne è stato condannato dal giudice monocratico a 1000 euro di multa per lesioni, giudicate guaribili in sette giorni.
Il PM più che una multa in denaro aveva chiesto un anno di condanna, quindi, con i suoi denti aguzzi quest'uomo ora può sorridere, ….. gli è andata bene.

Spose ignare a mariti stranieri.
Si è concluso con nove condanne variabili fra i 16 e i 52 mesi di reclusione il caso delle ragazze sposate senza saperlo.
La vicenda nacque quando alcune ragazze nubili recandosi all'anagrafe con stupore scoprirono di essere sposate con degli extracomunitari.
Emerse così che su alcuni documenti rubati al comune di Milano erano state apposte foto di donne diverse da quelle di cui le carte di identità recavano le generalità.
Con questo stratagemma alcuni cittadini stranieri acquistavano il diritto di permesso di soggiorno nel nostro paese.
I giudici hanno dichiarato la falsità dei documenti utilizzati per i matrimoni, che saranno sciolti anche in sede civile.

Francia, le ricette dei detenuti finiscono in una guida gastronomica.
Frutto di un singolare concorso indetto tra i detenuti delle 165 carceri francesi, una nuova guida gastronomica va ad aggiungersi alla storia della cucina.
Si intitola "Cucino per me soltanto" e raggruppa un centinaio di ricette uscite dalla fantasia di altrettanti detenuti.
Dopo un inchiesta fatta nel 2002 sulle abitudini alimentari dei carcerati, un medico di una prigione francese ha constatato che parecchi cucinavano nella loro cella e ha pensato di indire un concorso aperto a tutti i carcerati di Francia, ricevendo più di 600 ricette e selezionandone solo un centinaio, sopratutto di dolci e insalate.
Vincitore del concorso un detenuto con un orata ai funghi su un letto di lattuga, che ha vinto il televisore in palio.
In Italia un cosa analoga è stata fatta dai reclusi di San Vittore in un cd rom che si chiama "Avanzi di galera" , nella quale si possono trovare 80 ricette e consigli vari su come costruire artigianalmente utensili da cucina.

Legambiente circolo "Marianna".
Dimostra di aver smesso di fumare e vinci una vacanza alle Seychelles.
Questa offerta sarà certamente presa al volo da quelli che stanno pensando di spegnere l'ultima sigaretta.
Si tratta di un concorso internazionale organizzato dall' Organizzazione Mondiale della Sanità, che partirà a maggio ed è denominato "smetti & vinci".
Possono partecipare all'estrazione dei premi tutti i fumatori maggiorenni che, dopo essersi iscritti, proveranno di non aver fumato per almeno quattro settimane, con un testimone che garantisca l'astinenza per il periodo in questione.
Ci chiediamo se anche i detenuti possono partecipare a questo concorso ?
Testimoni "attendibilissimi" potrebbero essere i compagni di cella, del resto negli spazi stretti in cui viviamo nulla può sfuggire al loro controllo.
Però, in caso di vincita, dubitiamo fortemente che mandino un detenuto in viaggio premio alle Seychelles.
Informiamo comunque che i vincitori saranno premiati il 31 maggio, in occasione della "Giornata mondiale del tabacco" . Abbandonato il miraggio della vincita e del viaggio, comunque il nostro Circolo da tempo ha chiesto che sorga un centro antitabacco all'interno del "Due Palazzi" per dare un aiuto psicoterapeutico ai reclusi che intendono smettere di fumare.
Recentemente, con dei questionari, abbiamo dimostrato che molti detenuti intendono togliersi questo vizio, ma per ora abbiamo udito chiacchiere, fiutato tanto fumo e visto poco arrosto.
Per Legambiente Circolo "Marianna" il pres. Marco Marastoni

Stati Uniti: cuoco del braccio della morte in un libro si racconta.
Non molti possono raccontare di aver cucinato l'ultimo pasto di un condannato a morte.
Brian Price detiene un primato, essendo per undici anni lo "chef" del penitenziario texano di Huntsville, dove ha "servito" trecento morituri.
Brian ha narrato la sua esperienza in un libro dal discutibile titolo "Pasti da morire", nel quale insegna a cucinare piatti come l'insalata di patate postuma, la zuppa di patate dell'autopsia o il chili con la scossa, a seconda della quantità di peperoncino usato.
Intervistato dal quotidiano britannico "Observer" lo "chef" del braccio della morte ha raccontato di aver fatto amicizia con un ragazzo gay, che era stato chef in un ristorante a quattro stelle di El Paso che gli insegnò le cose fondamentali.
Poi cominciò a cucinare ogni giorno per 1800 detenuti e due anni dopo lo incaricarono di cucinare per quelli che stavano nel braccio della morte.
Brian Price rivela che non sempre quello che i morituri chiedono è quello che effettivamente ottengono e ricorda che il suo primo "ultimo pasto" lo cucinò per un omicida , che chiese un filetto ma ebbe una bistecca.
Brian si commosse quando il condannato a morte gli mandò a dire che la cena gli era piaciuta molto.
A chi gli fa notare che nel suo libro c'è qualcosa di morboso, Brian ribatte che è il governo a fare una cosa morbosa " quando incatena una persona per ammazzarla come un animale davanti a decine di testimoni".

Esperienze milanesi "Made in Jail".
In un salone di Palazzo Marino a Milano, allineate su un tavolo c'erano dieci statuette coloratissime, destinate ad alcuni benemeriti della solidarietà per una cerimonia di premiazione.
Quei minuscoli e affascinanti mosaici di vetro avevano uno stile inconfondibile, una griffe "Made in Jail" San Vittore.
Candido Cannavò, che da tempo svolge volontariato all'interno del carcere milanese e recentemente in occasione della presentazione del suo libro "libertà dietro le sbarre" è stato intervistato qui al Due Palazzi ( immagini di repertorio) aveva visto nascere queste fantasiose creazioni di un detenuto siciliano, patrocinato generosamente da Milly Moratti.
Molto più solida e vivace è la situazione della cooperativa Alice che ha dato vita a una grande sartoria di alta classe.
Lavoro e commesse sempre più numerose impegnano allo stremo le detenute che vi lavorano e producono abiti che si possono trovare in Via Montenapoleone o sono indossati da belle ragazze nelle trasmissioni televisive.
Sempre a San Vittore, l'installazione di un call center (immagini di repertorio) della Telecom, collegato con il numero 12, è stato un evento eccezionale, che nel giorno dell'inaugurazione ha commosso il presidente Tronchetti Provera.
Lo dirige un detenuto 46 enne mago dei computer con un ergastolo e mezzo sulle spalle.
Bisognerebbe che molti imprenditori capissero che dare lavoro a un carcere è un investimento, non solo sulle persone che scontano una pena, o sulla ricerca di guadagni, ma su quel grande enigma che si chiama : DOPO.
E quindi sulla società e sulla sicurezza.

Colombia, droga sulla nave scuola della Marina.
La nave da addestramento della Marina Colombiana "Gloria", che doveva partire per una missione negli Stati Uniti, era carica di cocaina e eroina.
Lo ha annunciato con un certo imbarazzo la Marina stessa.
Il governo ha detto di aver sospeso i 75 membri dell'equipaggio perchè nella stiva dello storico veliero, seppur occultati, erano stati scoperti sedici chili e mezzo di eroina e dieci chili di cocaina.
Naturalmente ora è stata aperta un inchiesta.

Obbligo di dimora? Meglio il carcere.
Un trentenne milanese si è presentato ai carabinieri del suo paese chiedendo di essere arrestato.
Sei anni di carcere non gli sono sembrati talmente duri e insopportabili come gli ultimi dieci mesi con l'obbligo di dimora.
Per circa un anno era stato sballottato da una casa all'altra, e da più e di una settimana dormiva in auto.
Questo episodio dimostra che moltissime persone che escono di prigione incontrano enormi difficoltà per reinserirsi nella società perchè si fa poco o nulla per aiutare i detenuti che hanno o stanno saldando il loro debito con la giustizia.

Carcere: l'alternativa che non c'è.
"Carcere: l'alternativa che non c'è" è il titolo della giornata di studi che si terrà nella Casa di Reclusione di Padova il 14 maggio del 2004. organizzato dal Centro Documentazione "Due Palazzi", dalla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia e dalla Casa di Reclusione, sarà il momento per fare il punto della situazione sulle misure alternative alla detenzione. Questi strumenti di legge consentono oggi a molti condannati di scontare la pena fuori dal carcere; senza le misure alternative la popolazione carceraria raddoppierebbe, eppure le carceri sono ancora piene di persone che ancora non ne usufruiscono. La giornata di studi alla quale parteciperanno personalità dell'Amministrazione Penitenziaria, della Magistratura, delle Amministrazioni Locali e del Terzo Settore, tenterà un approfondimento sul problema, alla ricerca di nuove soluzioni.
