SOMMARIO DEL 16 OTTOBRE 2004
- I veri ladri stanno dentro o fuori?
- Nasce a S. Vittore il nuovo "Monopoli".
- Ex bandito diventa avvocato.
- Calciatori detenuti in trasferta.
- Legambiente Circolo "Marianna".
- No all'arresto dei tossicodipendenti.
- La macchina della giustizia.
- Tempi maturi per amnistia ed indulto.
 
I veri ladri stanno "dentro" o "fuori" ?
Ma chi sono a Venezia i ladri veri:
quelli che stanno in carcere o quelli che gestiscono tanti bar e ristoranti ?
Qualche volta è difficile capirlo.
Il 20 di settembre, nell'isola veneziana di San Servolo, si è tenuta la festa del volontariato penitenziario, alla quale hanno partecipato 11 detenuti in permesso premio, facenti parte della redazione di "Ristretti Orizzonti", periodico prodotto al "Due palazzi", e del nostro TG.
Prima di rientrare in carcere qualcuno ha sete e questi 11 detenuti si fermano in un bar non certo di lusso, con brutte sedie in plastica bianca e come unica attrattiva la vista sulla laguna.
Fanno la follia di non controllare il listino dei prezzi, per altro collocato in posizione strategica, non visibile immediatamente agli incauti clienti.
Il conto è una stangata:
6 euro una lattina di the freddo, 8 euro una birretta, 3 euro un caffè, 5 euro una bottiglietta da mezzo litro di acqua minerale.
Abbiamo di fronte degli ex ladroni forniti di coscienza, come alcuni di loro si definiscono, che al termine del permesso devono rientrare in carcere, e dei ricchi commercianti del NordEst che gestiscono un caffè a Venezia:
siamo così sicuri che "fuori" ci stanno degli onesti e "dentro" i ladri ?

Nasce a San Vittore il nuovo "Monopoli"
Si chiama Kriminalmouse, è un gioco da tavola simile al gioco dell'oca incrociato con Monopoli.
Di speciale ha un tema: il carcere, dall'arresto alla libertà.
C'è di tutto: dalla burocrazia, l'evasione, che però per riuscire deve coinvolgere anche gli altri e non essere violenta, la sofferenza le piccole gioie, i tic del carcere.
L'hanno creata i componenti della redazione del sito. www.ildue.it, piazza virtuale dei carcerati di San Vittore.
Il gioco ha per protagonista un topo un po' scalognato e i disegni sono stati realizzati da un detenuto.
Il gioco, che sarà portato nelle scuole nel corso di un progetto sulla legalità, è stato premiato il 3 ottobre a Venezia, nell'ambito del prestigioso premio Archimede, una sorta di Oscar dei giochi da tavolo, con una menzione speciale "per l'alto valore sociale".

Ex bandito diventa avvocato.
Da rapinatore ad avvocato.
Succede a Nimes, cittadina nel sud della Francia, una controversa sentenza del Tribunale ha abilitato un ex delinquente ad esercitare la professione di Perry Mason.
Quest'uomo, di 41 anni, nel 1987 venne arrestato e condannato a cinque anni di prigione per due rapine a mano armata.
Nel corso di una di queste due rapine, il neo avvocato ferì un poliziotto sparandogli a bruciapelo con un fucile a canne mozze.
Durante la permanenza in galera si è messo a studiare e ha preso la laurea in giurisprudenza con il massimo dei voti.
L'Ordine degli avvocati di Nimes con una mozione unanime si è rifiutato di accoglier l'ex bandito avvocato nei suoi ranghi citando una norma che esclude dalla professione "gli autori di fatti che abbiano dato luogo a condanne penali per azioni contrarie all'onore, alla probità o al buon costume".
Di parere contrario la Corte di Appello che ha avvallato il punto di vista del pubblico ministero, secondo il quale si può parlare di "completa redenzione" nel caso di questo ex delinquente e neo avvocato e quindi non gli può essere negato l'accesso alla professione legale.

Calciatori detenuti in trasferta
Sul campo di Mediglia, cittadina immersa nel Parco Agricolo Sud di Milano, si è svolto un incontro di calcio insolito.
Su un pulman scuro con la scritta Polizia Penitenziaria è arrivata la Free Opera, formazione composta totalmente da detenuti iscritti ad un campionato ufficiale della Figc, quello di seconda categoria.
Non c'è stata fuga per la vittoria, ma la sconfitta ha avuto ugualmente il sapore della libertà
Un evento senza precedenti.
E anche se hanno perso la partita tre a zero, per la prima volta la squadra dei detenuti del carcere milanese di Opera ha giocato fuori dalle mura .
Lo scorso anno la Free Opera aveva partecipato all'intero campionato dilettanti, però disputando in carcere anche le trasferte.
Quest'anno grazie alla tenacia del direttore, i detenuti potranno affrontare un torneo regolare.
Siamo certi che si faranno onore.

Legambiente circolo "Marianna".
"Se fai i capricci ti do un antidepressivo. Cosi la smetti di frignare".
Anche i bambini sono sempre più vittime del farmacobusiness.
A New York, il procuratore Eliot Spitzer chiede alla GlaxosmithKline, multinazionale della ricerca farmacologica, 400 milioni di dollari di risarcimento per i minori cui è stato prescritto il Paxil.
L'accusa è di aver occultato gli studi che dimostravano non solo l'inefficacia del farmaco, ma anche il rischio che potesse spingere gli adolescenti al suicidio.
In Italia invece a rilanciare l'allarme è la procura di Torino, dove Raffaele Guariniello indaga su 94 medici per 109 ricette che prevedono la somministrazione a minori di medicinali contenenti la paroxetina:
un principio attivo contenuto in alcuni antidepressivi controindicati per pazienti sotto i 18 anni.
E' facile intuire perché alcuni dottori prescrivono farmaci a minori malgrado siano espressamente controindicati.
Taluni medici incoscienti andrebbero radiati.
Per ulteriori informazioni www.legambiente.com oppure www.lanuovaecologia.it
Il Presidente del circolo "Marianna" Marco Marastoni

No all'arresto dei tossicodipendenti
Non è legittimo arrestare i tossicodipendenti, al massimo si possono multare, ma non rinchiudere in un carcere perché la dipendenza dalla droga non è una colpa grave ma un "disvalore sociale".
Lo sottolinea la Cassazione, affermando che "il mero stato di tossicodipendenza, pur costituendo un illecito amministrativo in caso di importazione, acquisto o detenzione illecita di sostanze stupefacenti per uso personale, non può da solo dare causa al provvedimento privativo della libertà personale".
Secondo la Suprema Corte, lo stato di tossicodipendenza non può legittimare l'arresto, equiparandosi così il tossicodipendente allo spacciatore".

La macchina della giustizia
Che la macchina della giustizia sia lenta ma inesorabile è un dato di fatto.
Lo sanno i detenuti che si ritrovano in carcere anche dopo 10-12 anni dal reato commesso, periodo in cui taluni si erano già reinseriti nell'ambito sociale e lavorativo.
Purtroppo la burocrazia giudiziaria non tiene in considerazione il fattore spazio - tempo e alcuni detenuti anche con pene irrisorie, si ritrovano a pagare il proprio debito a distanza di anni, e in molti casi perdono tutto quello che hanno faticosamente costruito, casa, lavoro e a volte la famiglia.
Si costretti a ricominciare da capo, accettando la detenzione, le sue regole ferree e il fatto di dover essere di nuovo reinserito nel tessuto sociale.
E' paradossale che operatori penitenziari debbano darsi da fare per riattaccare un bottone strappato non alla criminalità ma al tessuto sociale.
Sarebbe più saggio prima lavare per bene il tessuto giuridico ed eliminare talune muffe di procedure burocratiche, che fanno finire in prigione persone a distanza di decenni dalla commissione dei reati.
Una condanna scontata a distanza di anni è profondamente irrazionale ed ingiusta, lo diceva anche Cesare Beccaria.

Tempi maturi per amnistia e indulto ?
Un articolo apparso su "Panorama" di Giorgio Mulè, illustra con chiarezza e obbiettività la situazione carceraria in Italia.
Il suo pezzo desta interesse perché mette in evidenza la precaria situazione delle carceri, riassumendo in sintesi tutti i malanni che l'affliggono.
La cura che propone per sanare il sistema della Giustizia è l'amnistia e l'indulto, anche se tutti gli schieramenti politici sono contrari, perché non c'è rispetto reciproco e non valutano che l'interesse comune dovrebbe comunque prevalere sulle parti.
L'Italia è democratica e lo deve dimostrare con i fatti, e non con le parole.
Giovanni Paolo II°, nel novembre 2002 , parlando alle Camere riunite disse che la clemenza costituirebbe grande sensibilità per un percorso di recupero dei detenuti, in vista di un positivo reinserimento nella società.
La risposta del Parlamento fu un "Indultino", insufficiente per risolvere una situazione che è rimasta di fatto irrisolta.
Il giornalista crede ad un indulto generalizzato proporzionato alla pena e subordinato alla successiva condotta, anche perché per un detenuto condannato a 20 anni di carcere, beneficiare di uno sconto di 3 anni assumerebbe un significato positivo per la continuazione della sua pena.
L'indulto consentirebbe di sfoltire carceri sovraffollate e di tornare a condizioni più umane, mentre l'amnistia toglierebbe un carico enorme di lavoro dagli uffici dei tribunali.
Secondo il noto
giornalista di "Panorama" i tempi sono maturi per una decisione che farebbe onore a uno Stato che sa distinguere la Giustizia dalla vendetta.
