SOMMARIO DEL 22 MAGGIO 2004
- Introduzione sul convegno del 14 maggio 2004
- Intervista all'On.Deputato Gruppo Misto Marco Boato
- Intervista a Sante Dellisanti (Responsabile Getronics S.p.a.)
- Intervista ad Alberto Verra della rubrica "Egr. Sig. ladro"
- Intervento con immagini dell'ex magistrato di Sorveglianza Dr. Margara
- Commento conclusivo a cura della redazione
- Legambiente Circolo "Marianna" in collaborazione con Nonsolochiacchiere. Proposta di legge di modifica della "Legge Gozzini"
 
 
Introduzione sul convegno del 14 maggio 2004
Casa di Reclusione due Palazzi, ore 10 di venerdì 14 maggio 2004.
Questa mattina nella palestra dell'Istituto si è tenuta una giornata di studi dal titolo "Carcere: l'alternativa che non c'è", organizzato dal Centro di Documentazione Due Palazzi, dalla Casa di Reclusione, e dalla Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia.
La legge italiana prevede una varietà di misure e sanzioni, alternative alla detenzione in carcere, che permettono di scontare la pena nel territorio, consentendo così una continuità alle relazioni sociali intrattenute dal condannato.
Le carceri però restano sovraffollate di persone con pene brevi e brevissime, e questo è il segno che l'accesso alle misure alternative alla detenzione spesso non funzionano.
Si parla quindi di Lavoro esterno, semilibertà, affidamento in prova ai servizi sociali, detenzione domiciliare ma anche di attività risarcitorie e socialmente utili.
Alla giornata di studi erano presenti persone da tutta Italia che, a titolo volontario o per professione, lavorano col carcere.
I relatori intervenuti hanno portato tutti spunti interessanti alla discussione, Alessandro Margara, ex Magistrato di Sorveglianza, ha proposto un suo lavoro di revisione dell'intero Ordinamento Penitenziario introducendo finalmente il concetto di "diritto del detenuto" per quanto prima era considerato invece "dovere dell'Amministrazione Penitenziaria". Per chi conosce il carcere è molto evidente il capovolgimento di una logica che finora ha spesso ha spesso tenuto fuori dalle mura dei penitenziari i diritti elementari della persona.
Ma l'ex magistrato ha anche fatto un'analisi approfondita dell'attuale situazione ed ha evidenziato come il fenomeno della "detenzione sociale", ossia il riempire le carceri di soggetti quali i tossicodipendenti e gli immigrati irregolari. E' una situazione alla quale si sta rispondendo solo con la legge Bossi-Fini che porterà ancora più immigrati in carcere e il disegno di legge Fini sugli stupefacenti che farà altrettanto con i tossicodipendenti.

Intervista all'On.Deputato Gruppo Misto Marco Boato
Alla giornata di studio ha partecipato anche l'onorevole Marco Boato al quale abbiamo chiesto tra l'altro notizie sulla bocciatura della sua proposta di legge riguardo la concessione della Grazia ai detenuti.
On. Boato: Dunque la proposta di legge, come forse avete saputo è stata prima stravolta, purtroppo e poi bocciata, nell'aula della Camera il 17 marzo scorso, però la proposta di legge era di attuazione costituzionale e quindi non metteva in discussione quello che è già il testo della Costituzione bocciata la legge resta il testo della Costituzione che l'articolo 87 / 11° comma dice che il Presidente della Repubblica può concedere la Grazia e commutare le pene.
Marco: Un'altra questione che riguarda i detenuti è la riforma del Codice Penale, che da prima doveva essere presentato in ottobre, ora hanno detto ad aprile.
Come parlamentare sa qualcosa di più di quanto comunicano gli organi d'informazione?
On. Boato: Purtroppo la riforma del Codice Penale, è una vicenda che ormai si trascina da molti anni, già nella scorsa legislatura si era istituita una Commissione presieduta dal professor Carlo Federico Grosso, che aveva elaborato una proposta di riforma all'insegna del Diritto Penale minimo che a me sembrava positiva e come centro-sinistra abbiamo presentato come proposta di legge in questa legislatura.
L'attuale Governo ha istituito una propria Commissione Ministeriale "Nordio", presieduta da un Magistrato veneziano, anzi trevigiano ma che esercita a Venezia, che è il Dottor Carlo Nordio e questo progetto che è stato più volte anticipato, come ricordato, dovrebbe essere quasi completato però, allo stato un testo definitivo non c'è ancora, e quindi non è stato neppure presentato alle Commissioni Parlamentari, io credo che oramai non sia lontana la scadenza della presentazione, io penso che quando sarà approvato il Codice Penale logica vorrebbe anche su piano storico che ci fosse un provvedimento più generale e più incisivo che non la legge sull'Indultino, però ripeto, l'ipotesi si può fare, ma io credo che non bisogna, specialmente per i detenuti che ci ascoltano, sollevare illusioni.
Marco: Un'altra cosa che stà particolarmente a cuore, anche se i carceri sono super affollati all'inverosimile, e appunto il tema della proposta, inerente l'affettività all'interno delle carceri, di cui Lei è anche promotore, mi sembra ci siano 60 firmatari, è avanzata? Si sa qualcosa in merito?
On. Boato: Ma, intanto devo dire che il merito della presentazione di quella proposta e del lavoro che si è fatto, qui nel carcere Due Palazzi, insieme alle consulenze ed ai contatti con gli operatori di tutta Italia, perché voi, fortunatamente, ogni anno diventate il centro di riferimento di Giuristi, di Volontari, oltre che i detenuti ovviamente, sul piano nazionale, è stata qui elaborata con l'apporto straordinario del Presidente Margara, questa proposta che Lei ha citato, e che io ho presentato sulla quale ho raccolto firme, sia nel centro-sinistra che nel centro-destra, per intenderci anche il Presidente della Commissione Giustizia della Camera che è di Forza Italia il Professor Pecorella, il problema è purtroppo anche in questo caso, che una proposta di grande importanza, di grande rilievo anche se di difficile attuazione, Lei ha ricordato, rispetto al sovraffollamento delle carceri, fa fatica a camminare sotto il profilo parlamentare!

Intervista a Sante Delli Santi (Responsabile Getronics S.p.a.)
Quando si parla di misure alternative alla detenzione non si può che arrivare ad affrontare il problema del lavoro che tuttora si presenta di difficile soluzione sia per chi accede alle misure alternative sia per chi è detenuto.
Esistono però alcune realtà che provano soluzioni nuove, sentiamo Sante Dellisanti, responsabile della Getronics, azienda che impiega detenuti per la gestione abbonati per conto della RAI.
Marco: Ci parla dell'attività lavorativa all'interno delle carceri?
Dellisanti: Direi che procede abbastanza bene, nel senso che abbiamo attivato, attraverso due cooperative, che si occupano del recupero dei detenuti e di ex detenuti delle attività di archiviazione elettronica di documenti, che stiamo facendo per conto della Rai, è un progetto che è partito due anni fa, oggi siamo in una fase abbastanza tranquilla di regime, tanto che oggi anche al Convegno, da parte dell'ISTAT è stata espressa grande soddisfazione proprio sulla qualità che viene espressa da quest'attività, fatta all'interno del carcere di San Vittore, di Bollate a Milano.
Marco: Quanti detenuti sono coinvolti attualmente?
Dellisanti: Diciamo che c'è una varietà, anche dinamico il numero degl'impegnati, perché è un tipo di attività abbastanza funzionale dei picchi che si creano in funzione del fatto che le bollette Rai, che i bollettini Rai, archiviati arrivano tutti nello stesso periodo, quindi c'è una media annuale che è di circa 15-16 detenuti, tra Bollate e San Vittore e c'è un picco, tra l'altro quest'anno è avvenuto tra gennaio e febbraio, che tocca anche una cinquantina di unità.
Marco: Ci sono possibilità d'espansione?
Dellisanti: Beh, le possibilità ci sarebbero, il problema è che bisogna trovare le committenze giuste, voglio dire che siano sensibili, com'è stata la Rai in particolare, al fatto che vengono impiegati i detenuti e gli ex detenuti, perché comunque, ci sono delle difficoltà oggettive, nell'inserimento di queste persone sia per fatti burocratici che per fatti ostativi e per costi che in qualche maniera sono abbastanza diciamo diversi da quelli del mercato libero.
Marco: E prospettive per aprire qua al Due Palazzi, da dove stiamo parlando?
Dellisanti: Eh, questa è una bella domanda, diciamo che la speranza c'è, bisogna però appunto che si possano concretizzare quelle cose che dicevo prima, cioè, una convergenza d'interessi tra parte dell'amministrazione e da parte, diciamo noi ci siamo, che abbiamo anche le infrastrutture per poterlo fare, chiaro che manca la committenza cioè, bisogna trovare un qualcuno come la Rai, che ci commissiona questo tipo di servizio.

Intervista ad Alberto Verra della rubrica "Egr. Sig. ladro"
Redazione: Alberto Verra, un cittadino regolare, che ha sempre lavorato, che ha avuto un incontro strano con il mondo del carcere, prima mettendosi in contatto con il sito internet www.ristretti e poi scrivendo una bellissima lettera intitolata "Egr. Sig. ladro" a Ristretti Orizzonti, oggi lo abbiamo avuto ospite per la prima volta è entrato in questo mondo fatto appunto di persone ristrette, ci piacerebbe che ci raccontassi la tua impressione avendo finalmente conosciuto queste persone di questo mondo prima per te sconosciuto?
Verra: Niente la mia impressione, all'inizio così, un po' di titubanza, perché non ero mai stato in carcere, quindi uno non sa mai, ciò che l'aspetta, un ambiente strano con tutte queste sbarre.
Poi l'impressione di non essere in carcere, sai tutte brave persone, tutti simpatici, mi sembra di essere ad una festa, tranne le sbarre e gli agenti che girano, per il resto mi sembra di essere ad una festa, fra tutti forse, la faccia più brutta è la mia!
Redazione: Chiacchierando prima, mi hai detto sostanzialmente una cosa, tu pensi da sempre che la pena dovrebbe essere inflitta in maniera più razionale e più civile tra virgolette, anche più economica dal punto di vista dello Stato, cioè prendendo la persona che deve pagare come risorsa economica da spendere piuttosto che come elemento scomodo da cestinare, questa è un impressione che probabilmente hai ancora rafforzato o sbaglio?
Verra: Possiamo fare un esempio banalissimo, visto che siamo in carcere, poniamo caso che venga arrestato il ladro che ha perpetrato il furto a casa mia, ha commesso un reato, mi ha recato un danno, perché ha rotto la porta poi ha portato via oggetti di valore, ora che lui sia arrestato e che venga messo qua dentro, per cui io ora devo ancora pagare perché lui sta dentro, non interessa a me! Quello che a me interessa è che lui non rubi più, e che se fosse possibile che mi restituisse, qualcosa, anche parte del maltolto.
Io credo che invece, l'esclusione, l'isolamento totale porti l'individuo a sentirsi non solo escluso ma anche emarginato che dice "Va beh! Io faccio parte di questo mondo a sé il mio ruolo in questa commedia è questo."
Invece no! Questo ruolo te lo sei creato e te lo devi disfare, ne devi creare uno nuovo e quindi reinserirti ed eventualmente ripagarmi, comunque questa sarebbe l'ultima cosa, poi dipende perché ci sono vari reati.

Intervento con immagini dell'ex Magistrato di Sorveglianza Dr. Margara
Nel pomeriggio si è riunito un gruppo ristretto che ha affrontato il tema delle misure alternative dal punto di vista strettamente giuridico. Questo momento si è concluso con la preparazione di un documento finale e l'impegno a portare la proposta di revisione dell'Ordinamento Penitenziario del Dr. Alessandro Margara in Parlamento.

Commento conclusivo a cura della redazione.
Un'unica nota dolente è stata la partecipazione dei mezzi di informazione a questo evento: erano presenti solo un'emittente locale, Telenuovo, e Radio Radicale oltre a noi che ovviamente non potevamo mancare.
Non c'è stato un grande interesse a dare informazione sul lavoro che da anni si porta avanti in questo Istituto di Pena.
Il carcere di massima sicurezza di Padova va più facilmente in TV e su tutti i giornali solo per discutere di quella morbosa e macabra fiction che è stata l'intervista di Bonolis a Donato Bilancia.

Legambiente circolo "Marianna".
In considerazione del periodo particolare che sta attraversando lo storico Circolo di Legambiente Giano, in attesa di una vera e propria rifondazione dopo sei anni d'intensa attività all'interno del carcere giudiziario Rebibbia di Roma, "nonsolochiacchiere" ritiene di poter esprimere anche il suo pensiero, soprattutto alla luce di esserne stato a lungo l'organo ufficiale.
Doveroso appare, pertanto, quale atto preliminare, ricordare l'importanza della collaborazione del Circolo di Legambiente Giano di Roma con il Circolo di Legambiente Marianna di Padova, che ha sempre mirato a dimostrare la raggiunta maturità dell'uomo detenuto e la sua potenziale capacità di autogestione.
Troppo spesso, invece, ancora si deve assistere a iniziative che riguardano il futuro del detenuto, nel suo più ampio significato, facendogli piovere addosso provvedimenti dall'alto, frutto di decisioni di molti che si ritengono esperti dei problemi del carcere e del "dopo carcere", prese senza mai ne interpellare il "destinatario", ne verificare la reale utilità di quanto viene realizzato.
Troppo spesso l'utilità si esaurisce nel mettere a posto le coscienze, dimostrando che si è sempre attivi nei confronti dei detenuti.
Troppo spesso il tutto si risolve in uno spreco di soldi, il più delle volte pubblici, perpetrato in una totale assenza di coordinamento delle varie forze.
Per quanto c'è dato a sapere permane tuttora nella grande maggioranza dei Direttori una tradizionale diffidenza nei confronti del detenuto.
Talvolta, addirittura un timore di magari dovergli riconoscere una preparazione, in qualche specifico settore, migliore dei suoi "rieducatori".
Si seguita, quindi, a preferire di portare all'interno il "positivo" dell'esterno, senza, invece, dedicare maggiore impegno a portare all'esterno quanto di buono esiste all'interno.
Non si tiene per nulla nel giusto conto che all'opinione pubblica deve essere mostrato quanto può compiere di positivo l'uomo detenuto, al fine di demolire l'arcaico luogo comune del vedere il carcere quale discarica umana, contribuendo a coinvolgere tutti i cittadini liberi nell'accettare di nuovo quanti hanno offeso quella società, in cui chiedono di rientrare a parità di diritti.
In attesa di trovare una valida alternativa, sino a quando il carcere dovrà esistere, importante impegno dovrà essere, senza alcun dubbio, quello di rieducare il reo, ma non meno importante sarà quello di creargli all'esterno le strutture capaci di accoglierlo.
Devono essere impiegate maggiori risorse, psicologiche e materiali, per far superare il luogo comune del non accettare gli ex detenuti a lavorare.
Un primo passo sarebbe proprio quello di far capire che sono uomini recuperati, dai quali nulla si deve temere, se la società è pronta ad accoglierli e a metterli nelle condizioni di lavorare.
Bisogna impedire che l'ex-detenuto torni a delinquere per legittima difesa, non riuscendo a trovare alcun'altra via, malgrado il suo impegno e i suoi sforzi, per far vivere la propria famiglia.
Le misure alternative devono diventare l'effettivo strumento per abituare l'uomo detenuto a vivere nel rispetto delle regole nella società civile, gradualmente impraticandosi a comprendere le vere e gratificanti soddisfazioni del lavoro onesto.
Evitiamo di ripetere il terrificante elenco delle disfunzioni che caratterizzano l'applicazione della "legge Gozzini", preferendo reclamizzare una nostra iniziativa, che vuole dimostrare come le nostre belle parole siano non solo chiacchiere.
Proprio facendo frutto dell'esperienza diretta di quanti vivono e subiscono tali disfunzioni, forse giungendo addirittura a peccare di presunzione ma non sconfinando nell'utopia, abbiamo preparato una bozza di proposta di legge per migliorare e rendere attuale la "legge Gozzini".
L'abbiamo rilanciata sull'ultimo numero di "nonsolochiacchiere", augurandoci che abbia un sostanzioso seguito di suggerimenti e di adesioni da parte di tutti quanti sono interessati ai problemi dell'esecuzione della pena.
Attendiamo pure un'adesione dai parlamentari, i quali darebbero spessore alla medesima, senza farla rimanere uno sterile esercizio, avente quale unica finalità il dimostrare che anche i detenuti sanno stilare una legge.
Il nostro impegno non è dimostrare un qualcosa con le parole, ma contribuire con i fatti a creare realmente un'alternativa al carcere.
Il Presidente del circolo "Marianna" Marco Marastoni
Il Direttore del periodico "NONSOLOCHIACCHIERE" Giancarlo Trovato
 Proposta di legge per la modifica della "Legge Gozzini"
