SOMMARIO DEL 24 GENNAIO 2004


  1. Manicomi criminali, indegni ed inadeguati.
  2. Intervista a "Ristretti Orizzonti".
  3. Usa: Corte Suprema.
  4. Guantanamo: detenzioni illegali.
  5. Turchia: censurata.
  6. Nigeria: lapidazione.
  7. Legambiente circolo "Marianna".
  8. Protocollo d'intesa sul polo universitario.
  9. 2003: prodotti oltre 6 quintali di leggi.


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Manicomi criminali, indegni ed inadeguati.


L'Italia è l'unico Paese europeo nel quale gli Ospedali psichiatrici giudiziari hanno una struttura da penitenziario. Alcuni politici hanno rivolto un appello ai Ministri della Giustizia e della Salute affinché gli ammalati abbiano opportunità diverse. Nel luglio 2003, la Corte Costituzionale ha definito gli Ospedali Psichiatrici inadeguati a curare e a riabilitare. Il direttore dell'Ospedale psichiatrico giudiziario di Barcellona Pozzo di Gotto denuncia una realtà da far accapponare la pelle. Asserisce che il personale è qualificato per fare custodia ma non per assistere un malato psichiatrico e l'internato non fruisce della quota di fondi, pur avendone diritto. Nell'ospedale psichiatrico che dirige, ci sono circa 220 internati di cui 60 in attesa del procedimento penale. Lo stesso afferma che è capitato che una persona abbia aspettato per 4 anni il processo e quando ciò è avvenuto è stato condannato a 2 anni. Inoltre, sostiene che è proibitivo l'acquisto degli psicofarmaci, perché sono molto cari e con i tagli effettuati dall'attuale governo, possono permettersi di fare degli acquisti molto modesti. Manca addirittura il vestiario, che facilmente si usura addosso ad un malato di mente e per il cibo giornaliero, un internato ha a disposizione solo 2 euro. Anche noi ci associamo all'appello rivolto ai Ministri, affinché provvedano al più presto a sanare gli Ospedali psichiatrici giudiziari con fatti concreti e non con le solite chiacchiere.


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Intervista a "Ristretti Orizzonti".


Ornella Favaro, coordinatrice del periodico "Ristretti Orizzonti"

Domanda Marco: Siamo nella Redazione di Ristretti Orizzonti, con la coordinatrice di questo periodico, che a detta di Sofri, è uno tra i più autorevoli che vengono prodotti in tutte le carceri italiane, volevo chiederti, siccome recentemente vi è stato dato un riconoscimento dal Presidente della Repubblica, che ci parlassi di cosa si tratta?

Risposta Ornella: Si ! Si tratta del premio più importante nell'ambito del volontariato che si occupa di carcere, del volontariato italiano istituito dalla F.I.V.O.L. e c'è stato dato appunto, nelle nostre mani dal Presidente Ciampi, nelle nostre intendo dire che erano presenti un detenuto della redazione di Padova ed una detenuta della Giudecca (carcere femminile di Venezia ndr.). E credo che questo sia anche significativo al Quirinale, tanto è vero che dal Quirinale mi avevano telefonato, per chiedermi che pena avevano, ed ho dovuto rispondere che non glielo potevo dire, e che queste persone sarebbero venute autorizzati dal Magistrato. Quindi forse c'era qualche pregiudizio, anche lì, invece questa cosa è stata superata e c'è stato consegnato questo premio. La cosa interessante, e che è un premio dato anche per la capacità di una associazione di coinvolgere nella sua organizzazione, nel sua lotta contro il disagio dei soggetti stessi che soffrono per questo disagio, la cosa più significativa sia nelle nostre attività: redazione, rassegna stampa e tg, sono diretti interessati, cioè detenuti nel ruolo di volontariato, per occuparsi dei propri problemi.

volevo chiederti, ma questo premio al di là della solita targa che danno, c'è stato anche un riconoscimento tangibile? Di quanto si tratta?

certo il premio, dato all'associazione " Il granello di senape" che appunto è anche il nostro editore ammonta a 15.000,00 €. E' il primo premio nazionale ed abbiamo deciso che larga parte verrà utilizzato per dar vita ad una nuova cooperativa che prenderà il nome di " Altra Città" altra nel senso di città diversa dove ci sia spazio per tutti, anche per quelli appunto vengono ritenuti diversi ed esclusi, ma una città quindi con un idea che non abbia esclusioni, e ci piace impegnare questo premio per una ricerca di lavoro per i detenuti, che oggi, credo sia il problema più importante del carcere.

poi mi risulta che oltre al periodico, avete anche un sito internet, anche questo visitatissimo e se poi ci puoi fornire il numero degli utenti che si sono collegati, e di cosa vi occupate principalmente?

si, il sito ,(WWW.Ristretti.it) naturalmente si occupa delle problematiche delle carceri italiane in generale, di territori ed assessorati, di quello che si fa e che si potrebbe fare, sono più di 5000 pagine quindi un sito enorme, tutto gestito da volontari e dai detenuti, e mi preme dire che è fatto tutto qua anche se non si può usufruire di Internet, però poi io porto fuori gli aggiornamenti, ma l'importante è che sono i diretti interessati ad occuparsi dei loro problemi. Esiste solo da due anni, e l'ultimo anno ha avuto oltre 60.000 visitatori ,e nel giro di poco tempo si è accreditato come sito più importante sulle tematiche del carcere e del disagio.

Come sede esterna, adesso che avete intenzione di aprire, inizialmente andrà qualche detenuto? Di che cosa si occuperà?

si, avremo una sede esterna in due spazi, una presso i Comboniani, che è uno spazio importante, perché ci saranno molte associazioni che operano, nell'ambito del sociale, e poi nel quartiere 6 dov'è situato il carcere, ci ha dato uno spazio per gestire, un informazione sul territorio, ci lavorerà un detenuto con una borsa lavoro del Comune. Quindi anche questo sarà un, nuovo ed importante di una presenza sul territorio, però ancora una volta con un impegno in prima persona dei detenuti.


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Usa: Corte Suprema.


In america d'ora in avanti chi è accusato di terrorismo potrà sparire a Guantanamo o in qualche carcere speciale senza che se ne sappia niente. Alcune associazioni per la difesa dei diritti e delle libertà civili, avevano chiesto alla Suprema Corte di intervenire, sostenendo che prolungati arresti segreti violano la legge sulla libertà d'informazione e dei diritti previsti dal primo emendamento della Costituzione americana. I nove giudici della Suprema Corte hanno respinto l'appello senza peraltro rilasciare alcun commento.


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Guantanamo: detenzioni illegali.


A due anni dalla creazione di Camp Delta, il campo di prigionia di massima sicurezza nella base di Guantanamo, a Cuba, Human Right Watch rilancia le accuse: gli Stati Uniti continuano ad ignorare la legislazione internazionale rispetto alla detenzione dei prigionieri. Attualmente ci sono circa 660 detenuti, compreso un numero imprecisato di minori" che vengono trattenuti senza capi d'accusa né possibilità di visita da parte di parenti e legali.


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Turchia: censurata.


L' 8 gennaio la Corte europea dei diritti umani ha condannato la Turchia per "trattamenti inumani e degradanti" inflitti da agenti a tre uomini arrestati nel 1994 e 1995 sospettati di appartenere all'organizzazione separatista curda del Pkk. I tre, detenuti per alcuni giorni nei locali dell'antiterrorismo a Istanbul, hanno riferito di aver subito ogni genere di tortura tra cui colpi in tutto il corpo, scariche elettriche sugli organi genitali e di essere stati appesi a testa in giù. Erano stati quindi costretti a firmare una deposizione in cui confessavano di aver svolto attività in seno al Pkk.


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Nigeria: lapidazione.


Nel nord della Nigeria , un uomo di 45 anni è stato condannato a morte mediante lapidazione, con l'accusa di "adulterio", per aver messo incinta una figlia adottiva quindicenne. La giovane madre, essendo minorenne, è stata condannata a cento scudisciate, pena che le sarà comminata dopo il parto.


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Legambiente Circolo "Marianna"


L'effetto dell'indultino sul sovraffollamento delle carceri è stato praticamente nullo. A rivelarlo questa volta è il provveditore regionale lombardo dell'Amministrazione Penitenziaria. Mette in luce come la situazione non sia sostanzialmente cambiata rispetto ad un anno fa, quando il sovraffollamento era uno dei principali problemi da risolvere. Secondo il Provveditorato lombardo, l'effetto della legge è stato praticamente ininfluente e ben pochi sono coloro che hanno beneficiato dell'indultino. Poca incidenza ha avuto anche l'introduzione della legge Bossi-Fini, che prevede la possibilità di espellere gli stranieri senza permesso di soggiorno che abbiano un residuo pena sotto ai due anni. Ci auspichiamo che i politici non facciano "orecchie da mercante" e se vogliono risolvere il problema dell'incivile sovraffollamento, in futuro dovranno fare un atto legislativo serio e coraggioso.

Per Legambiente Circolo "Marianna" il pres. Marco Marastoni


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Protocollo d'intesa sul polo universitario.


Dal 1° gennaio 2004 l'Università degli Studi di Padova entra in Carcere. La Casa di Reclusione Due Palazzi di Padova offrirà, a 12 detenuti del Triveneto, la possibilità di accedere agli studi universitari con la creazione di una piccola sezione dedicata a questo. L'avvio di questa esperienza è il frutto dell'accordo firmato tra il Dipartimento all'Amministrazione Penitenziaria e l'Università di Padova. All'inaugurazione, tenutasi al Palazzo del Bò, erano presenti oltre alla Direzione dell'Istituto di Pena e il Rettore dell'Università Vincenzo Milanesi, il Direttore del D.A.P. del Triveneto, il Dott. Ziccone provveditore del triveneto ed il Magistrato di Sorveglianza Dott. Pavarin. Per ora sarà possibile l'iscrizione alle facoltà di Lettere, Giurisprudenza, Scienze Politiche e Scienze dell'Educazione, i detenuti pagheranno il 10% delle tasse di immatricolazione ed i testi di studio saranno forniti gratuitamente. Questi verranno collegati tramite computer con i docenti dell'Università che verranno invece in carcere per le lezioni più impegnative. La percentuale di detenuti che potranno accedere agli studi universitari è bassissima, soprattutto a causa del livello medio di istruzione che caratterizza la popolazione carceraria, ma crediamo che sia comunque un'esperienza importante perché dimostra che, dove esiste la volontà, si possono superare i limiti imposti dal regime di detenzione.


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2003: prodotti oltre 6 quintali di leggi.


Nel 2003, sono state prodotte 243 mila pagine di nuove leggi fra nazionali e regionali, pari a 626 chilogrammi di carta. A fare il conto è l'ex ministro Costa, critico con "l'alluvione burocratica" che caratterizza l'Italia. Del resto, anche se il corpo giuridico non si misura a peso, il peso delle leggi espresso in chili può avere un significato.


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