per non mollare

Newsletter per l'azione liberale

 

"La democrazia ha per lo meno un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori, perché più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo". (Bertrand Russell)

Anno III – n. 23 – 10 dicembre 2002

 

5° CONGRESSO DI VENETO LIBERALE

15 DICEMBRE 2002

TREVISO – HOTEL CONTINENTAL

DALLE ORE 9,45

"L’UNIONE LAICA PER LA RADICALE ALTERNATIVA LIBERALE"

O.d.G.:

1) Relazione coordinatore;

2) Dibattito generale;

3) Mozioni particolari e/o raccomandazioni;

4) Votazione mozione generale;

5) Varie ed eventuali.

per informazioni:

http://groups.yahoo.com/group/liberali_veneti

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SOLDI AI PARTITI

2003: 125.089.621,44

2004: 125.089.621,44

(fonte ANSA-CENTIMETRI da IL GAZZETTINO del 26 luglio 2002)

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VENETO LIBERALE

Ci siamo. A Treviso Veneto liberale, in occasione del suo 5° congresso che si svolgerà all’hotel Continental dalle ore 9,45 di domenica 15 dicembre, farà il punto sulla propria esperienza.

Sono trascorsi poco più di 24 mesi dalla sua costituzione e il coordinamento dei moderati e radicali, dei riformisti e dei riformatori si sta costruendo. Veneto liberale è ormai parte essenziale di quel progetto nazionale denominato LIBERALITALIA. E il progetto è molto simile, per le finalità, a quelle proclamate sin dall’inizio della nostra avventura. Ora occorre confrontarsi con altri progetti simili, se non uguali, e primo fra tutti quello denominato AREA LIBERAL. Unire l’obiettivo della radicale alternativa liberale, alle occasioni da offrire ai cittadini una terza opzione in occasione di elezioni amministrative e sfidare la difficile opportunità delle elezioni europee del 2004 è la logica conseguenza del percorso intrapreso.

Da soli non si va da nessuna parte: atti di testimonianza non servono, sono necessarie azioni politiche. Sapersi raccordare ad altri è quanto di più sensato si possa immaginare. Perciò, se si sapranno suscitare energie umane e finanziarie provenienti da soggetti diversi da Veneto liberale, si potrà pensare di percorrere la strada intrapresa, altrimenti occorrerà un momento di sosta per riprendere fiato.

E’ questo che è in gioco al congresso. Ingenui, forse, ma non illusi. (bl)

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APPUNTAMENTI

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* LIBERALITALIA

III MEETING DEI LIBERALI

da www.liberali.net

Si è concluso a Viareggio il III° Meeting Nazionale dei Liberali, promosso da Liberalitalia.

Nel corso del dibattito il "Progetto" di Liberalitalia si è confrontato con il diverso "progetto" di "Area Liberal", illustrato dai suoi fondatori Silvio Simi e Vittorio Gatti, e da Raffello Morelli, segretario nazionale della "Federazione dei Liberali". Proprio Silvio Simi ha ricordato come l'incontro tra "Area Liberal" e "Federazione dei Liberali" è stato propiziato dalle iniziative di LIBERALITALIA. Vittorio Vivona ha manifestato la propria soddisfazione per questo primo importante risultato conseguito da Liberalitalia ricordando che esso è attribuibile proprio a quella funzione di "mediatrice" che Liberalitalia si è data al fine di facilitare l'incontro, il dialogo e la collaborazione tra le varie componenti del liberalismo italiano. Tale importante risultato, però, come è stato ricordato dal coordinatore nazionale Beppi Lamedica, dal coordinatore per l'Italia centrale Claudio Pietroni, dallo stesso Vittorio Vivona e da numerosi altri interventi che si sono succeduti, non esaurisce il ruolo di Liberalitalia e, soprattutto, non può intendersi come assorbimento di Liberalitalia entro il progetto di "Area Liberal" e "Federazione dei Liberali", così come entro analoghi progetti, quali ad esempio quello di Costa e Biondi - specie se quest'ultimo ha come obiettivo quello di traghettare i liberali verso l'adesione al Partito Popolare Europeo. Al contrario, Liberalitalia ha davanti a sé ancora una lunga strada da percorrere per fare incontrare, dialogare e collaborare tra loro anche tutte quelle componenti liberali che provengono, sia da esperienze di collaborazione con i partiti del centro-destra o del centro-sinistra, sia da esperienze elettorali di autonomia rispetto ai due schieramenti, frustrate proprio da quella assoluta incapacità di incontro, dialogo e collaborazione tra loro che le ha portate, perché divise, a lasciare senza rappresentanza parlamentare il 7% degli elettori italiani.

Liberalitalia ritiene che il suo "progetto" debba trovare attuazione proprio nella dimensione locale e regionale, dove sono meno avvertiti i settarismi nazionali e dove il terreno della salvaguardia ed estensione dei diritti e delle libertà individuali è ancora tutto da esplorare a seguito della massiccia attribuzione a regioni ed enti locali di competenze prima spettanti allo Stato nazionale.

A conclusione dei lavori, Vittorio Vivona si è detto consapevole che i tempi di attuazione del "progetto" di Liberalitalia non possono essere brevi e neppure trovare una scadenza nella prossima competizione elettorale per il rinnovo del Parlamento europeo. Le lacerazioni del mondo liberale sono ancora profonde e, per ricomporle, dovrà anche essere necessario attendere che molte delle sue componenti abbiano metabolizzato ed espulso tutto ciò che li ha portati ad essere parte degli schieramenti di destra o di sinistra o solitari oppositori di essi, rendendosi pronti ad una più ampia alternativa liberale che può nascere solo da sempre più diffuse ed estese esperienze locali.

Il progetto di "Area Liberal" e della "Federazione dei Liberali", pur non incompatibile con quello di Liberalitalia, è tuttavia diverso, sia nei modi che nei tempi di attuazione. E' diverso, perché, rientrando in una dimensione nazionale rischia di sottovalutare la profondità delle lacerazioni nel mondo liberale, così come oggi sono evidenti tra le organizzazioni nazionali di area liberale e come si riflettono anche sulle loro organizzazioni territoriali; sia perché sottovaluta i tempi della loro ricomposizione. Soprattutto, sottovaluta la difficoltà di assimilazione da parte degli elettori, che ha tempi assai più lunghi rispetto a quelli di una élite di pensiero nazionale.

D'altra parte, si sono colti anche a Viareggio elementi di incomprensione e vecchi pregiudizi tra le associazioni - di diversa provenienza - che partecipavano al Meeting. Tali elementi non possono essere assolutamente sottovalutati da Liberalitalia, perché il successo del suo progetto non dipende soltanto dal numero delle associazioni che vi aderiscono, ma soprattutto dalla loro disponibilità a collaborare. E' già un ottimo risultato riunirle intorno a un tavolo, ma nessuno deve trascurare che da quel tavolo ci si deve alzare con un valido accordo di duratura collaborazione.

Al termine dei lavori, su proposta di Giuseppe Viviani è stato deciso di organizzare a Napoli, nel prossimo mese di gennaio, un seminario di studio sul "progetto" di Liberalitalia.

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* LOBBYLIBERAL

REALIZZARE UNA VASTA AREA LIBERAL

da www.lobbyliberal.it

Nel corso del III° meeting di LiberalItalia, appena conclusosi a Viareggio, LobbyLiberal, che insieme alla Federazione dei Liberali, aveva iniziato nei mesi scorsi un percorso politico per dar vita in Italia ad una vasta Area Liberal, ha colto l'occasione per aprire il progetto a tutti coloro che sono impegnati in Italia in analoghe iniziative locali o nazionali.

La discussione ampia e chiarificatrice delle ragioni che animano le diverse iniziative, ha aperto concrete prospettive di collaborazione.

LobbyLiberal ha proposto che si giunga in tempi rapidi ad una ricognizione generale delle realtà territoriali di ispirazione democratica, liberale e riformatrice disponibili a dar vita ad incontri periodici di confronto per iniziative comuni.

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* AREA LIBERAL

DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL SEMINARIO DI LATERINA

Pubblico il testo dell’accordo sottoscritto tra Lobbyliberal e Federazione dei Liberali

da www.liberali.it

A differenza dei principali paesi europei, l’Italia non ha una rappresentanza parlamentare autonoma dell’area liberal-democratica-riformatrice ed è uno stato dove la divisione dei poteri e delle funzioni pubbliche è ancora solo un’enunciazione inattuata.

1.Vogliamo raccogliere la sfida di costruire un’AREA LIBERAL che costituisca l’opposizione liberale e sviluppi la Grande Alleanza dei Liberali, Democratici e Riformatori imperniata sul primato della libertà per avviare la riforma e l’ammodernamento della Repubblica; l’obiettivo è uno Stato che garantisca ai cittadini il diritto alle proprie scelte di vita senza imporre comportamenti dettati da particolari comunità politiche, ideologiche o religiose.

2.Vogliamo realizzare una vera e completa divisione dei poteri e delle funzioni pubbliche, un’incompatibilità assoluta tra mandato parlamentare e incarichi di governo, una diffusione dell’etica della responsabilità ad ogni livello della pubblica amministrazione.

3. Vogliamo realizzare un vero stato di diritto in cui il potere legislativo, quello esecutivo, l’ordine giudiziario, il mondo economico e le strutture mediatiche operino ciascuno in un proprio ambito bonificato dai conflitti di interesse e si controllino a vicenda attraverso regole chiare e severe; una giustizia in cui i giudici siano indipendenti dai pubblici accusatori ma anche dalle pressioni politiche; un nuovo sistema di garanzie costituzionali che tenga conto dal sistema elettorale maggioritario.

4.Vogliamo una scuola laica che educhi al senso critico e formi soprattutto buoni cittadini della Repubblica.

5.Vogliamo una economia di mercato fondata sulla libera concorrenza e garantita da inflessibili regole di trasparenza sulle imprese e sui rapporti tra di esse, a tutela degli imprenditori, dei risparmiatori e dei consumatori; un nuovo sistema di norme per un intervento dello Stato che, senza orientare il mercato verso direttrici prefissate, ne moderi gli eccessi "anarchici" per garantire una equa tutela ai gruppi sociali più deboli e marginali, quali giovani senza prima occupazione, anziani, portatori di handicaps; una politica di cessione sul mercato di tutte le partecipazioni azionarie del Tesoro e di riduzione delle partecipazioni pubbliche nelle aziende municipalizzate a partecipazioni di minoranza senza poteri di controllo; una politica di robusti investimenti in una università liberata dalle baronie universitarie e in un una ricerca scientifica autoregolamentata e libera da vincoli di ordine religioso; una politica internazionale volta a cogliere le opportunità della globalizzazione anche a favore dei popoli meno fortunati, attraverso la diffusione delle conoscenze, degli investimenti e l’abolizione dei protezionismi dei paesi più ricchi.

6.Vogliamo un’Unione Europea che fondi la sua costituzione sui valori di cittadinanza avviati dalla rivoluzione francese - libertà, tolleranza, laicità dello Stato - e che adotti strutture istituzionali atte ad andar oltre i rapporti tra Nazioni e a far crescere ancora il grande disegno della collaborazione di culture diverse.

Sulla base di questi sei impegni, puntiamo a vincere il senso di frustrazione di tanti cittadini italiani consapevoli che le proprie capacità di lavoro e il proprio sapere non possono oggettivamente competere a livello globale per le arretratezze della macchina pubblica. Vogliamo far tornare a votare per dare rappresentanza nelle scelte a quanti oggi se ne sentono privi.

Al fine di dare stabilità al rapporto tra i gruppi e movimenti che vogliono creare questa Grande Alleanza per la riforma e l’ammodernamento della Repubblica ed irrobustire la formazione della rete di cittadini che vogliono rappresentare le proprie opinioni, viene deciso di dar vita, regione per regione, a una Conferenza Permanente dell’AREA LIBERAL ( Liberali, Democratici, Riformatori ) tra i rappresentanti dei movimenti intervenuti a Laterina e di costruire un portale comune per diffonderne anche a livello telematico le iniziative e le proposte.

Laterina 20 ottobre 2002

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* DIVORZIARE DAL SINDACATO

BANCHETTO ELETTRONICO SEMPRE APERTO

Prosegue la campagna indetta da "Il Giornale" e dai "Radicali italiani" per abolire la trattenuta automatica che permette ai sindacati di incassare quattrini anche grazie all’inconsapevole consenso dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Abbiamo ritenuto opportuno aderirvi perché la volontà popolare espressa in un referendum qualche anno fa, va difesa attuandola e non raggirandola, come ha fatto il regime della consociazione. Il "banchetto elettronico" è aperto 24 ore su 24 per cui chiunque può scaricarsi le istruzioni e i modelli anche dal seguente indirizzo http://it.groups.yahoo.com/group/liberali_veneti/files/Disdetta/

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* LETTURE

FREDERICH VON HAYEK "LA PRESUNZIONE FATALE" Rusconi, Milano 1997

GLI ERRORI DEL SOCIALISMO

Il socialismo reale è l’erede del "razionalismo ingenuo" (secondo la definizione di Popper) illuministico di matrice cartesiana. Tale razionalismo viene definito da von Hayek con il termine "costruttivismo". Secondo questo tipo di razionalismo la ragione può organizzare tutto sin nei piccoli dettagli. Se ciò fosse possibile la società ideale sarebbe già stata realizzata, per cui non sarebbe necessario alcun cambiamento. Il che non è.

Von Hayek sostiene che la mente e la ragione sono il frutto dell’evoluzione culturale, perciò con la ragione si può spiegare la realtà fattuale ma non si può predeterminare l’ignoto: ecco il limite della ragione.

La presunzione del socialismo e quindi di tutte le convinzioni costruttivistiche consiste proprio in ciò: la presunzione di poter "creare" la società perfetta.

Abusando della ragione, per realizzare la società ideale si vorrebbero abolire tutta una serie di pratiche che l’evoluzione ha elaborato e che sono alla base della nostra civiltà.

Grazie alla proprietà privata, alla responsabilità individuale, all’onestà, al contratto, allo scambio, al commercio, alla concorrenza, al guadagno, alla "privacy", etc… la nostra civiltà contemporanea è riuscita a produrre così tanta ricchezza da sfamare un numero di individui che non è mai stato dell’ordine di grandezza attuale.

Perciò la distruzione di queste pratiche porterebbe alla distruzione della nostra civiltà ed alla sicura morte di un notevole numero di individui. Ecco perché la presunzione del costruttivismo è definita "fatale" da von Hayek.

Come Locke e Montesquieu hanno proposto una teoria politica liberale quale risposta all’assolutismo settecentesco, come Tocqueville e Mill l’hanno proposto quale risposta al democraticismo ottocentesco, von Hayek ha proposto la sua teoria liberale quale risposta al totalitarismo del XX secolo, totalitarismo incarnato storicamente anche nel socialismo reale. (bl)

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COMUNICAZIONE: Il prossimo numero e' previsto intorno al 24 dicembre 2002.

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Redazione: Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)

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