per non mollare
Newsletter per l'azione liberale
"La democrazia ha per lo meno
un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori,
perché più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo".
(Bertrand Russell)
Anno IV – n. 20 – 11
ottobre 2003
SOLDI
AI PARTITI
·
COSA PREVEDE LA NUOVA
LEGGE?: I movimenti o partiti possono (quindi, non è obbligatorio?) chiedere il
finanziamento adducendo la scusa di un rimborso per le spese elettorali
sostenute.
2002:
125.328.611,95
2003:
125.089.621,44
2004:
125.089.621,44
(fonte ANSA-CENTIMETRI da IL GAZZETTINO del
26 luglio 2002)
<<[…] Un fatto rilevante si è
manifestato […] dal punto di vista finanziario, ed è relativo all’ottenimento
dell’anticipo del rimborso elettorale spettante alla Lista Pannella […]>>
(dalla relazione del tesoriere di Radicali
Italiani letta al Comitato nazionale - Roma, Hotel Ergife, 27-29 giugno ’03)
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·
BANCHETTO ELETTRONICO
SEMPRE APERTO
SU HTTP://IT.GROUPS.YAHOO.COM/GROUP/LIBERALI_VENETI/FILES/
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APPUNTAMENTI
·
ROMA 15 ottobre 2003 alle ore 18,00 Hotel Massimo
D’Azeglio, sala Azzurra via Cavour 18 Incontro organizzato da "Società
Aperta" (i lavori proseguiranno fino alle 22 circa, è previsto un buffet).
·
CHIANCIANO TERME 17, 18 e 19 ottobre Congresso straordinario
dell’Unione delle Camere Penali Italiane "Attuazione del giusto processo:
separare le carriere e difendere le garanzie". Per maggiori informazioni
potete cliccare al seguente indirizzo internet http://www.camerepenali.it/index.html
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DOVE VA’ FINI?
Dopo l’annuncio proibizionista sulle
droghe, il vice presidente del consiglio propone che gli immigrati possano
votare alle elezioni amministrative. Soprattutto questa seconda proposta ha
portato scompiglio nella maggioranza e nel suo partito. Fini preannuncia un
nuovo ribaltone? Neanche per sogno. E’ proprio la dichiarazione proibizionista
che lo àncora sulla sponda della cosiddetta destra. Fini non si accontenta di
essere il leader di Alleanza Nazionale. Dopo lo strappo di Fiuggi, dopo che è
riuscito a traghettare addirittura al governo una componente politica sempre
emarginata, non gli basta essere il leader. A costo di spaccare il suo partito
vuole fare uno strappo ulteriore. Inoltre a Fini va’ stretta la posizione di
vice-Berlusconi, tanto più che costui coccola più Bossi che AN. Il vice
presidente del Consiglio vede già il dopo Berlusconi.
E’ il partito della destra europea che ha
in mente. E’ il partito della destra disponibile ad allearsi con il PPE. E
quale occasione migliore potrà trovare se non le prossime elezioni europee? In
fondo, con più determinazione, accade alla destra quello che vorrebbe fare
(parte) della sinistra con il partito dell’ulivo.
Con questi aficionados di vecchi linguaggi
(destra-sinistra) i liberali (moderati e radicali, riformisti e riformatori)
avrebbero sempre più spazio. Basta che non si lascino irretire dal linguaggio
destra-sinistra e propongano riforme politiche, economiche e civili. Tre sono i
punti nevralgici: il rilancio dell'alternativa presidenzialista, federalista,
maggioritaria, anglosassone; b) il rilancio delle lotte liberiste per la
liberazione del lavoro e dell'impresa; c) il rilancio delle lotte
antiproibizioniste non solo sulla droga, ma anche sulla libertà terapeutica e
di ricerca scientifica.. I cittadini disgustati e delusi sono pronti a dar loro
una mano e potrebbero rinunciare a turarsi il naso o a disertare le urne
elettorali. I cittadini senza potere li aspettano, ma i liberali devono fare
presto. Il tempo sta per scadere. (bl)
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* NIGERIA E PENA DI MORTE
di Giulio Maria Corbelli da www.gay.it
Il 23 settembre scorso, Jibrin Babaji è stato
condannato a morte per lapidazione da un tribunale islamico di Bauchi, in
Nigeria, per il reato di sodomia, in accordo con la sezione 133 del Codice
Penale Islamico (Sharia) di Bauchi, e del capitolo 11, verso 82 del Sacro
Corano. La condanna è stata pronunciata praticamente lo stesso giorno in cui è
stata concessa la grazia ad Amina, condannata anch’essa alla lapidazione, in
conseguenza del reato di adulterio, e per la quale si era verificata una grande
mobilitazione internazionale.
Il giudice, Mallam Sani Jibrin Darazo,
emettendo la sentenza, ha spiegato che questa era conseguenza diretta dalla
confessione di Babaji, che avrebbe ammesso di aver pagato altri ragazzi per
fare sesso con lui. Jibrin Babaki ha trenta giorni per presentare ricorso.
Alcune fonti di informazione riferiscono che
i due ragazzi con cui Babaji avrebbe avuto rapporti omosessuali (a loro volta
condannati a fustigazione), avrebbero 13 e 10 anni. Pur condannando lo
sfruttamento sessuale dei bambini, Gay.it invita tuttavia il governo nigeriano
e la comunità internazionale a mobilitarsi contro l´uso della pena di morte
anche in questo caso, esattamente come è avvenuto per la condanna di Amina, rea
di aver fatto sesso fuori del matrimonio. E lancia per questo una petizione
online che è possibile sottoscrivere cliccando qui http://it.gay.com/petizione/.
La vicenda presenta ancora alcuni punti
oscuri, a partire dall´età del condannato, che secondo alcune fonti sarebbe di
soli 20 anni, secondo altre di 43. In generale, tuttavia, sorprende che la
mobilitazione massiccia che si è avuta per Amina e che ha portato alla revoca
della condanna, non si abbia per il giovane omosessuale. Preoccupazione è stata
espressa dal presidente nazionale Arcigay, Sergio Lo Giudice: "L'opinione
pubblica mondiale - afferma Lo Giudice - trovi la forza e la determinazione per
intervenire anche in soccorso di Jibrin, per fermare la mano del boia, per
contrastare l'odio che ogni anno nel mondo porta alla morte, alle torture, alla
prigionia persone colpevoli solamente di essere se stesse".
Parole simili da Italo Arcuri, della
segreteria romana del PdCI: "Proprio la bella notizia dell´assoluzione di
Amina testimonia come l´impegno civile e la mobilitazione attenta e costante
possano contribuire a bloccare la mano del boia, in qualunque parte del mondo e
in qualunque circostanza. L´opinione pubblica prenda a cuore, adesso, la
vicenda di questo ragazzo, che rischia di essere condannato a morte solo perché
gay".
Maurizio Turco e Marco Cappato, eurodeputati
Radicali della Lista Bonino, e Ottavio Marzocchi, collaboratore dei Deputati
Radicali al PE, hanno depositato al Parlamento europeo interrogazioni al
Consiglio ed alla Commissione relative al caso di condanna a morte per
lapidazione di Jibrin Babaji in Nigeria e sull´arresto di 62 presunti
omosessuali in Egitto. In riferimento al caso di Babaji, i Radicali chiedono
"quali misure intendono prendere la Commissione ed il Consiglio, in conformità
con le politiche europee volte a promuovere la moratoria sulla pena di morte
nel mondo, per evitare che tale condanna a morte sia eseguita".
La sezione italiana di Amnesty International,
contattata, ha riferito di non aver raccolto al momento sufficienti
informazioni sul caso di Jibrin Babaji: l´organizzazione umanitaria, che è
stata protagonista della campagna per salvare Amina, ed è sempre in prima linea
contro l´uso della pena di morte, opera sempre scegliendo dei casi
"pilota", non disponendo neanche delle risorse per potersi mobilitare
per ogni violazione perpetrata sul globo.
La vicenda di Babaji ha scatenato
l´attenzione dell´opinione pubblica in Nigeria: un gran numero di spettatori
erano presenti all´udienza, durata 90 minuti, conclusasi con la condanna a
morte. Il verdetto è stato accolto con grande favore dai presenti al grido di
"Allah è grande".
Il commissario di polizia di Bauchi, che ha
testimoniato al processo, ha detto alla Corte che l´imputato era stato
arrestato il 14 settembre da membri della squadra di rinforzo della Sharia, in
seguito a una denuncia di alcuni uomini in cui si affermava che Babaji aveva
attirato alcuni minorenni per fare sesso con lui. Lo stesso imputato avrebbe
ammesso la veridicità delle accuse, e pare abbia confermato di aver fatto sesso
con un tredicenne e due bambini di dieci anni per tre volte ciascuno, pagandoli
una somma equivalente a poco più di 10 centesimi di dollaro. I tre ragazzi sono
stati condannati a sei scudisciate ciascuno.
Babaji è il secondo uomo a essere condannato
a morte dalla legge islamica introdotta nello stato nigeriano del Bauchi due
anni fa: il primo fu Mallam Rafin Kiyawa condannato alla lapidazione per essere
fuggito con una donna sposata.
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* L’ASTENSIONE DALLE UDIENZE DEGLI AVVOCATI
PENALISTI
LETTERA APERTA AL PRESIDENTE CIAMPI
da www.camerepenali.it 8/10/2003
Illustre Presidente,
nei giorni dal 13 al 17 ottobre prossimi gli
avvocati penalisti si asterranno dalle udienze per protestare innanzitutto
contro il mancato adeguamento dell’ordinamento giudiziario e del codice di
procedura penale ai principi espressi dall’articolo 111 della Costituzione, ed
a Lei, quale rappresentante di tutti i cittadini e supremo garante della
Costituzione, sentiamo il bisogno di rivolgerci pubblicamente per spiegare le
ragioni della protesta.
La nostra decisione non è stata facile, non
lo è mai per un penalista astenersi dal difendere chi gli affida il proprio
destino e, anche se le rigide regole che disciplinano l’astensione
dall’attività professionale ridurranno al minimo i disagi per i cittadini,
siamo consapevoli della gravità della nostra scelta, peraltro ineluttabile.
In questo delicato passaggio, signor
Presidente, non potevamo far altro che percorrere questa strada, posto che gli
appelli, le sollecitazioni, gli incontri ai più alti vertici istituzionali non
hanno sortito che impegni fino ad oggi non mantenuti.
La VII disposizione transitoria della
Costituzione reclama da oltre cinquanta anni l’adeguamento in senso democratico
dell’ordinamento giudiziario e l’articolo 111 della Costituzione impone la
terzietà del Giudice rispetto alle altre parti del processo: questi sono i
motivi che ci spingono a chiedere, assieme ai milioni di italiani che in questo
senso si espressero tre anni fa con un referendum, che le carriere dei giudici
e dei pubblici ministeri siano separate.
Tutto ciò non ha nulla a che vedere con
l’indipendenza di tutti i soggetti della giurisdizione, che deve essere difesa
strenuamente, evitando in particolare qualsiasi forma di sottoposizione del
Pubblico Ministero all’esecutivo; ma, soprattutto, non ha nulla a che vedere
con la libertà di espressione del pensiero che deve essere garantita, secondo
la legge, a tutti i cittadini. Anche su questo, senza incrinature, si alza la
nostra voce in questi giorni a difesa della Costituzione.
Queste richieste, peraltro, non esauriscono i
motivi della nostra protesta.
Abbiamo assistito, negli ultimi mesi, anche
ad una ulteriore riduzione delle già magre risorse destinate alla
amministrazione giudiziaria con le conseguenze che questa produce su di un
settore la cui inefficienza è da decenni endemica: la durata dei processi non
dipende da presunti eccessi di garanzie ma da questa situazione.
Non difendiamo gli interessi di una categoria
professionale, signor Presidente, ma quelli di tutti i cittadini italiani, che
hanno diritto ad un sistema giudiziario moderno, equo, democratico, in una
parola a quel "Giusto Processo" che oggi è previsto dalla
carta fondamentale ma non è realizzato in concreto.
Per questo ci siamo battuti in passato, ci
battiamo oggi e, se necessario, ci batteremo in futuro.
Roma, 8 ottobre 2003
Avv. Ettore RANDAZZO
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* VENETO LIBERALE
Da liberali_veneti@yahoogroups.com
Lunedì 29 settembre, a Castelfranco Veneto
(Tv) si è riunita la direzione, allargata al Consiglio federativo, di Veneto
liberale, la federazione di associazioni liberali, liberiste e libertarie del
Veneto. Oltre al coordinatore, al tesoriere a all'owner della M.L.
"liberali veneti", erano presenti i rappresentanti di quattro
associazioni (su sette aderenti), tra cui il presidente del consiglio
federativo. Era altresì presente il segretario di Liberalitalia, presidente
onorario di Veneto liberale. Essendo la riunione aperta a tutti gli
interessati, erano presenti amici di varie province, anche non aderenti alle
associazioni attualmente federate.
L'esigenza, da tutti sentita, di verificare
la possibilità di avere una lista e candidature liberali alle prossime
consultazioni amministrative, ha focalizzato l'attenzione dei presenti, visto
anche il primo punto dell'ordine del giorno stilato dal coordinatore.
Si è convenuto sulla necessità di convocare
tutti i liberali di qualsiasi tendenza o aderenti a qualunque organizzazione,
affinché esprimano liberamente le proprie intenzioni. Naturalmente
accoglieranno l'invito quei liberali che vogliono costruire un'alternativa ai
poli attuali, sfidando consapevolmente le difficoltà imposte dall'attuale
bipolarismo. A questa partecipazione si vorrebbe aggiungere una serie di
relatori, anche esterni a Veneto liberale, affinché possano apportare, con il
loro contributo di idee, riflessioni sulla scelta della radicale alternativa
liberale al regime. In fondo il progetto delineato anche all'ultimo congresso
di Veneto liberale, è ritenuto ancora attuale.
E' indispensabile far sentire la voce
liberale oggi sopraffatta dal clamore delle urla dei conservatori del
centrodestra e del centrosinistra (con o senza trattino!). La modernizzazione
politica, economica e civile è sempre più necessaria in questo paese, e solo i
liberali possono operare in questa direzione, visti i risultati ottenuti dai
poli egemonici.
In linea di massima la consulta per la
radicale alternativa dovrebbe svolgersi a Venezia la seconda domenica di
novembre e sarà anche propedeutica per il quarto meeting dei liberali, che si
svolgerà a Bergamo e sarà organizzato da Liberalitalia.
Il secondo punto all'ordine del giorno
riguardava una rapida disamina degli impegni prossimi delle varie associazioni.
In particolare il gruppo di Bassano del Grappa (Vi), venerdì 17 ottobre, alle
ore 21,00, nella chiesetta dell'Angelo d Bassano del Grappa, organizza una
conferenza sul tema "la violazione dei diritti umani a Cuba".
Parteciperà il deputato europeo Gianfranco dell'Alba. Il gruppo d'azione
veneziano, inoltre, sarà impegnato sul referendum consultivo riguardante
l'eventuale distacco di Mestre da Venezia. Il gruppo sarà una componente attiva
del comitato contrario al distacco.
Infine, il segretario di Liberalitalia ha
illustrato la Carta dei diritti umani del cittadino nella città, redatta nel
Maggio 2000 a Saint Denis (Barcellona). Il documento potrebbe essere
sottoscritto da vari comuni del veneto e potrebbe ispirare gli statuti
comunali. Le associazioni federate a Veneto liberale si adopereranno in questa
direzione. (bl)
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* RADICALI ITALIANI
Da liberali_veneti@yahoogroups.com 28/09/2003
Si è svolta a Roma nei giorni dal 26 al 28
settembre la riunione del comitato nazionale dei Radicali Italiani.
La riunione si è conclusa con l'approvazione
di una mozione che impegna il soggetto politico, che ha in Daniele Capezzone il
proprio segretario, a proseguire nelle battaglie intraprese e si dà
appuntamento al congresso ordinario (dal 30 ottobre al 2 novembre) anche per
decidere il tipo di partecipazione alle prossime elezioni europee.
Ad avviso di chi scrive le difficoltà per la
segreteria Capezzone, rese evidenti dalla precedente riunione del comitato, non
sono affatto superate. Infatti su 85 membri costituenti il plenum del comitato,
solo 33 hanno approvato la mozione. E le difficoltà dipendono anche dalla
mancanza di dirigenti e politiche alternativi.
Difficoltà che si riverberano anche in una
diminuzione di iscrizioni, di raccolta fondi e di quote individuali di
finanziamento rispetto all'anno precedente, nonostante la visibilità nei media
nel corso di quest'anno.
Inoltre è un grave limite dei Radicali
Italiani restare delusi dal governo Berlusconi e dall'opposizione parlamentare
per aver ignorato offerte di collaborazione ("[...] è sempre più pervicace
– in primo luogo nel Governo, a cui la minoranza non sembra essere seconda, in
questo - la volontà di non fare tesoro dell'offerta politica formulata dai
radicali[...]"). Non si erano accorti che sia gli uni che gli altri
rappresentano la conservazione e, quindi, non sarebbero stati disponibili ad
alcuna politica riformatrice? Se a questo aggiungiamo la mancanza di coesione e
la spasmodica ricerca di visibilità dei singoli gruppi aderenti ai poli, la
stagnazione politica (e la conservazione dello statu quo) ne è una conseguenza
logica. "[...] E' l'ora di denunciare il fallimento, su tutti i fronti, di
un governo pure dotato di una vasta maggioranza parlamentare e nato sotto una
forte spinta riformatrice dei suoi elettori [...]". Altri, sin dalle
elezioni del 2001, con lo sciopero del voto, avevano denunciato l'inutilità per
una politica riformatrice sia del successo del centrodestra e sia della
minoranza di centrosinistra.
Il prossimo congresso dei Radicali Italiani
potrebbe essere quello del rilancio della "rivoluzione liberale" a
patto che riscoprano l'umiltà e si confondino con i riformisti, i riformatori e
i moderati che non vogliono intrupparsi con questo centrodestra o con questo
centrosinistra. (bl)
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* LIBERALITALIA
LA LETTERA DI DIMISSIONI DEL COORDINATORE
NAZIONALE
Per motivi di spazio la lettera di
dimissioni del 9 ottobre non è qui riportata, però e leggibile sul sito della
M-L yahoo liberali-veneti e su www.liberali.net
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* LETTURE
EMILIO GENTILE "RENZO DE FELICE"
Laterza Roma Bari 2003
LO STORICO E IL PERSONAGGIO
Si tratta di un agile volumetto che spiega
come uno storico semplice e schivo, tutt’altro che un gran parlatore, sia diventato
un personaggio. E’ il responsabile del c.d. "revisionismo storico"
che ha attirato (e attira ancora oggi) i giudizi peggiori da parte dei retori
dell’antifascismo. Anzi sono stati proprio loro, i retori, a svalutare
l’antifascismo. <<De Felice – afferma l’autore – ha dato un colpo
decisivo per disincagliare la cultura storica italiana dalle acque stagnanti di
un conformismo ideologico, che rischiava di isterilire la stessa capacità di
studiare e capire razionalmente il passato – e non solo il fascismo. La
storiografia di De Felice si fondava sul principio che la conoscenza storica è
"un’acquisizione continua">>.
Indice: Prefazione – Prologo. Un uomo e il
suo mestiere. - I. Il personaggio delle polemiche. – II. Allievo dello
storicismo – III. La razionalità dello storico – IV. Introduzione alla storia
del fascismo – V. Il fenomeno fascista – VI. Mussolini e il fascismo – VII.
Totalitarismo fascista – VIII. Il duce e il suo biografo – IX. La "lunga
disfatta". Riflessioni di uno storico sulla crisi di una nazione – X. La
storia continua – Epilogo "L’armata Brancaleone: un professore e i suoi
allievi. – Appendice. De Felice nel giudizio di un aspirante storico.
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COMUNICAZIONE: Il prossimo numero e' previsto
intorno al 25 ottobre 2003.
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Redazione: Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6
31033 Castelfranco Veneto (Tv)
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