per non mollare

Newsletter per l'azione liberale

"La democrazia ha per lo meno un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori, perché più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo". (Bertrand Russell)

Anno IV – n. 21 – 25 ottobre 2003

II CONSULTA DEI LIBERALI IN VENETO

I LIBERALI COME PROTAGONISTI DI UN'ALTERNATIVA POSSIBILE

DOMENICA 9 NOVEMBRE 2003

VENEZIA – MESTRE

VIA PIAVE 214

HOTEL BOLOGNA (+39.041.931000)

DALLE ORE 9 ALLE ORE 14

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·        BANCHETTO ELETTRONICO SEMPRE APERTO

SU HTTP://IT.GROUPS.YAHOO.COM/GROUP/LIBERALI_VENETI/FILES/

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APPUNTAMENTI

·        MILANO 28/10 h. 18, Pier Lombardo Culture Via Pier Lombardo, 14 in occasione della presentazione del volume "Cecenia Nella morsa dell’Impero" a cura del Comitato Cecenia edito da Guerini e Associati incontro-dibattito con Olivier Dupuis, Paolo Mieli e Sergio Romano coordina Edoardo Vigna

·        ROMA, 30-31 ottobre – 1-2 novembre Hotel Ergife (via Aurelia n.619) 2° Congresso Nazionale dei Radicali Italiani

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IL VECCHIO AVANZA.

Dopo gli aficionados della contrapposizione destra-sinistra, ci ritroviamo con i neoguelfi che sperano di incontrare dei neoghibellini a contrastarli. I neoguelfi fanno mucchio e ostacolano l’approvazione della riforma del divorzio che dovrebbe essere sempre più allineato ai tempi europei. Splendida la prima pagina del quotidiano "Libero" di venerdì 24 ottobre. "Il Polo dei divorziati ostacola il divorzio". E tante fotografie di leaders antidivorzisti divorziati, separati, coniugati con divorziati, etcc. Bella foto di famiglia dei neoguelfi. E se invece dei neoghibellini, i neoguelfi trovassero i liberali a contrastarli? I liberali potrebbero scegliere la loro dignitosa libertà e tentare di diventare protagonisti di un'alternativa possibile, piuttosto che trovarsi una nicchia in uno dei due schieramenti. Ormai i due poli sono egemonizzati da catto-populisti e da catto-postcomunisti e si assomigliano sempre più come i chicchi di riso.

Il vecchio avanza ma lascia spazi aperti ai liberali che vogliono contare con le loro idee e i loro propositi di liberazione individuale. Occorre approfittarne. Anche per questo è un’occasione da non perdere la Consulta dei liberali in Veneto che si terrà a Venezia-Mestre il prossimo 9 novembre. E’ un’occasione per i liberali, per i liberalmoderati, i liberalradicali, i liberalsocialisti , i cattolico-liberali, i liberaldemocratici, ossia per i riformisti ed i riformatori. E’ possibile trovare un minimo comun denominatore per stare assieme per essere l’alternativa ai conservatori che si dicono di destra o di sinistra.(bl)

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* II CONSULTA DEI LIBERALI IN VENETO

I LIBERALI COME PROTAGONISTI DI UNA ALTERNATIVA POSSIBILE

Castelfranco Veneto 22 ottobre 2003

Cari amici,

Il consenso nei confronti del "sistema", in questi ultimi anni, è sempre più scemato.

Aumentano in ogni occasione elettorale i cittadini che si rifiutano di recarsi a votare anche perché sono stufi di votare "turandosi il naso". La consapevolezza che il voto è un diritto e, come tale ci si può rinunciare perché privo di qualsiasi utilità, sta crescendo. La delusione ed il disgusto di chi, ad esempio, per anni ha lottato ed ha votato per abolire il finanziamento pubblico dei partiti e poi vederselo riproposto sotto altro nome, prova inequivocabilmente l'inutilità del proprio voto. Basti pensare alle ultime elezioni politiche. Si sapeva che avrebbe vinto la coalizione che aveva in Berlusconi il proprio leader e si sapeva che non avrebbe potuto mantenere le promesse fatte sia per i trascorsi (diserzione e conseguente fallimento dei referendum liberali e liberisti) sia per la composita coalizione. Si sapeva che la coalizione perdente che aveva in Rutelli l'apparente leader non sarebbe stata in grado di svolgere il proprio ruolo di opposizione sia per mancanza di proposte alternative e sia per la contemporanea presenza di riformisti e classisti (che la condanna all'immobilismo).

Essere speranza per i cittadini senza potere è il compito dei liberali.

Ma chi sono, secondo noi oggi, i liberali? Sono coloro che dicono di essere alternativi a questa destra e a questa sinistra? D'Antoni diceva nel 2001 di essere alternativo a questa destra e a questa sinistra, ma da ex sindacalista democristiano mai è stato liberale, perciò confluendo oggi nel centrodestra ha dimostrato la sua coerenza. Allora, liberali sono coloro che aderiscono a qualche organizzazione così denominata? Di Pietro aderisce al gruppo liberale europeo ma il suo giustizialismo non lo rende liberale. Ma sono liberali quelli che dicono di esserlo? Costoro sono potenzialmente liberali, perché dicono di volerlo essere però occorre qualcosa in più. Quel qualcosa in più sono i programmi e la volontà di agire assieme ad altri simili, anche sacrificando qualcosa dei propri propositi. Ad esempio i radicali del 1999. I radicali si sono sempre qualificati liberali, liberisti e libertari. Hanno sempre avuto propositi in quella direzione. Nel 1999 lanciarono referendum liberali e liberisti ed avevano messo la sordina ai loro propositi libertari. E lo avevano fatto appositamente affinché moderati e radicali, riformisti e riformatori insieme potessero realizzare quello che chiamavano "Rivoluzione liberale". (Che poi quell'avventura è stata l'acme della loro parabola, per poi vertiginosamente crollare, è un'altra storia che qui non interessa).

Ecco, secondo noi, essere liberale significa tentare di mettere assieme moderati e radicali, riformisti e riformatori senza una particolare egemonia da parte di qualche componente.

Ciò detto, riteniamo importante consultarci con associazioni, circoli, forum, liberali (liberaldemocratici, liberalradicali, liberalsocialisti, cattolico-liberali, etcc.) ossia moderati e radicali, riformisti e riformatori: riteniamo importante sapere come la pensano anche in vista delle prossime tornate elettorali del 2004.

Per questo convochiamo la

II CONSULTA DEI LIBERALI IN VENETO

I LIBERALI COME PROTAGONISTI DI UN'ALTERNATIVA POSSIBILE

DOMENICA 9 NOVEMBRE 2003

VENEZIA – MESTRE

VIA PIAVE 214

HOTEL BOLOGNA (+39.041.931000)

DALLE ORE 9 ALLE ORE 14

Luca Miotti - coordinatore di Veneto liberale

Luciano Fabris - presidente del consiglio federativo

Beppi Lamedica - presidente onorario

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* LA DEMOCRAZIA E I SUOI LIMITI

ISTITUZIONI, COME PESA LA VOLONTÀ DEGLI ELETTORI

di SABINO CASSESE dal CORRIERE DELLA SERA 21/10/2003

"Un conto è rispondere agli uffici studi, un conto è rispondere ai cittadini". Vorrei provare a svolgere qualche riflessione su questa frase del ministro dell’Economia e delle Finanze (che è anche un acuto studioso delle istituzioni) e sulle sue implicazioni, perché essa tocca un problema centrale del buon governo, quello dell’ accountability . Si può dire, innanzitutto, che la politica non risponde agli "uffici studi"? I governi (e anche i Parlamenti) sono sottoposti al controllo di giudici; sono limitati dall’azione di autorità indipendenti e di organi sovranazionali; debbono operare attraverso funzionari scelti secondo il criterio del merito e vincolati al rispetto della legge; amministrano a mezzo di procedure e sottoponendosi a regole; oltre a essere giudicati ogni giorno da agenzie di rating e dall’opinione pubblica. Insomma, la politica non è interamente libera, perché la democrazia è solo una delle componenti di uno Stato costituzionale.

Si può dire, in secondo luogo, che il raggio dell’azione degli eletti dal popolo non ha limiti? I nostri Stati sono pieni di istituzioni che non rispondono al popolo. Le autonomie funzionali, quali le Camere di commercio, gli Istituti di ricerca, le Università, rispondono ad altri. Interi corpi pubblici, quali insegnanti e sanitari, rispondono a regole tecniche delle rispettive professioni, perché nessuno entrerebbe volentieri in una sala operatoria dove i chirurghi siano eletti o debbano rispondere agli eletti dal popolo. Schumpeter ha scritto che una condizione per il successo della democrazia è che il raggio effettivo della decisione politica non sia eccessivamente esteso.

Le istituzioni in cui viviamo, poi, si fidano tanto poco delle scelte popolari da imporre non soltanto elezioni ripetute, ma anche elezioni a più livelli (circoscrizione, Comune, Provincia, Regione, Stato, Unione europea). Così si risponde ai cittadini in modo diverso, e si contrappongono tra di loro le rappresentanze popolari: il governo centrale può essere di centrosinistra, uno comunale di centrodestra, uno regionale di altra maggioranza ancora.

Un sottosegretario in lite con il suo ministro dichiarò l’8 aprile 2002 che bisognava "rispettare la volontà politica dei nostri elettori, che non vogliono l’intervento sull’Ara Pacis, non vogliono l’arte dei tubi di gomma alla Biennale". Aveva torto.

Il popolo non prende decisioni estetiche o architettoniche. Anzi, non prende alcuna decisione (salvo i referendum). Si limita a scegliere chi dovrà decidere e, poi, a confermarlo o non confermarlo, in relazione alla bontà delle decisioni prese (Rousseau si chiedeva che cosa potesse impedire la schiavitù di un popolo per tutto il tempo che separa un’elezione dall’altra).

Quel sottosegretario usava il termine democrazia in senso enfatico, come governo del popolo, mentre il governo è nelle mani degli eletti, che non necessariamente sono i migliori, anche se hanno la maggior parte dei voti. Persino l’elezione non è sempre sinonimo di democrazia: anche il Papa è eletto, ma nessuno si aspetta che risponda ai suoi elettori.

Concludo dubitando che il ministro dell’Economia e delle Finanze abbia ragione nel distinguere così nettamente il popolo dagli "uffici studi". Temo che egli si sia, per un momento, lasciato incantare dalla mitologia (di sinistra) d’una espansione infinita della democrazia e d’un esclusivo rapporto della politica e del governo con il popolo.

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* SOCIETA’ APERTA

<<UN MOVIMENTO D'OPINIONE CHE SOLLECITA IL PASSAGGIO AD UNA NUOVA FASE DELLA VITA POLITICA>>

da M-L yahoo liberali_veneti 16/10/03

Si è svolto il 15 ottobre, a Roma il terzo incontro di "Società aperta" così definita dal padrone di casa, Enrico Cisnetto <<movimento d'opinione che sollecita il passaggio ad una nuova fase della vita politica che per convenzione potremmo definire Terza Repubblica.>>

Cisnetto nell'occasione ha annunciato la costituzione di un sito internet (www.societa-aperta.org) e l'apertura di una sede a Roma, nonchè la pubblicazione sul settimanale "Sette" della prossima settimana (ndr questa settimana) di una intervista fattagli da Sabelli Fioretti.

<<Un grande bisogno di Politica si aggira nel nostro Paese. Esso ha fatto sentire la sua confusa voce fin da quando, alla fine degli anni Ottanta, la Prima Repubblica cominciava a mostrare crepe cui non era sufficiente rimediare con " pannicelli caldi".>>. Anche per questo nel corso del mese di novembre si svolgerà una convention cui parteciperanno quei cittadini che sentono la necessità del ritorno alla Politica in un momento in cui l'antipolitica del centrodestra e del centrosinistra sta sempre meno interessando i cittadini perché non è in grado di dare risposte soddisfacenti ai bisogni del paese.

In sala, quale osservatore curioso si è visto e sentito Valerio Zanone, patriarca liberale a disagio anche nello schieramento di centrosinistra, ove attualmente è posizionato. Zanone spiega con parole chiare il suo disagio <<Attualmente i poli si aggregano per una politica "contro" ma si sfaldano allorchè devono fare una politica "per">>. Non è una frase criptica in quanto vediamo che le aggregazioni maggiori si formano tra tifosi filoberlusconiani e tifosi antiberlusconiani e si sfaldano nel momento di scelte concrete (ad esempio, ora, sul voto amministrativo agli immigrati).<< In fondo manca anche chi svolge un ruolo fondamentale nella democrazia liberale: l'opposizione. >> Infatti o si ingiuria l'avversario oppure si hanno atteggiamenti isterici. Poi, quasi distrattamente afferma <<Quello che manca al nostro paese è l'opposizione liberale>>.

Manna per l'avv. Lamedica presente quale osservatore per conto di "Veneto liberale". Pertanto il suo intervento non si è limitato a portare i saluti di prammatica di una federazione regionale di associazioni, liberali, liberiste e libertarie. Ha spiegato cosa si è fatto e come sia necessario aggregare in modo federativo associazioni, anche piccole, ma disseminate sul territorio. Non per nulla nel logo di "Veneto liberale" vi è l'impegno (una parafrasi di Carlo Rosselli) "Oggi in Veneto, domani in Italia".

Veneto liberale, pur evidenziando alcune diversità di analisi (Società aperta si propone la "terza" repubblica, mentre Veneto liberale non ritiene neanche incominciata una "seconda") non può rimanere insensibile all'iniziativa di Società aperta, perché essa si aggiunge a quelle di Liberalitalia e Lobbyliberal, il che denota la bontà della linea ormai intrapresa sin dalla sua fondazione del dicembre 2000. (bl)

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* PARLAMENTO EUROPEO

DIBATTITO SU VERTICE UE/RUSSIA: INTERVENTO DI OLIVIER DUPUIS

Strasburgo, seduta di mercoledì 22 ottobre 2003

Olivier Dupuis (NI-Radical). Signor Presidente del Consiglio, signor Commissario, mi dispiace, ma la politica che voi incarnate oggi non è più soltanto una politica vile e irresponsabile: è una politica criminale, perché quello che lei sta facendo, signor Presidente del Consiglio, è la criminalizzazione di un intero popolo.

Lei l'ha presentato come un popolo terrorista; i ministri degli Esteri dei cinque grandi paesi dell'Unione europea, che si sono incontrati a Parigi la settimana scorsa, si sono ripromessi di scambiarsi informazioni sui campi di addestramento per terroristi internazionali in Cecenia. Eppure, non avete mai dato a noi, all'opinione pubblica, la pur minima prova di questo.

Avete parlato di terroristi ceceni presenti in Afghanistan: ma non è mai stato trovato nessun ceceno in Afghanistan. Ci avete detto la stessa cosa per l'Iraq, ma non avete mai trovato nessun ceceno, né vivo, né morto, in Iraq.

Questa è un'operazione identica a quella che si fece negli anni '30, quando si presentò un intero popolo come un popolo di plutocrati; ebbene, oggi state presentando all'opinione pubblica europea, mondiale, giorno dopo giorno, il popolo ceceno come un popolo di terroristi. Lo fate perché vi conviene farlo; vi conviene farlo per la politica che state portando avanti con la British Petroleum, che interessa molto al signor Blair, con la Shell, che interessa molto al collega Oostlander, con l'Agip, che interessa molto al Presidente Prodi o al Presidente Berlusconi, con la Total, che interessa molto al Presidente Chirac, ed evidentemente con altre imprese. Questo è quello che state facendo, per difendere quella che è una politica di interesse, e certo non una vera politica.

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* FGM

DUE GIORNI DI SEMINARIO A BOLOGNA SULLE MUTILAZIONI GENITALI FEMMINILI

Da www.radicalparty.org 23/10/03

Nel contesto della campagna internazionale contro le mutilazioni genitali femminili. Non c'è Pace senza Giustizia organizza, congiuntamente con la Regione Emilia-Romagna, un seminario dal titolo: "Mutilazione dei Genitali femminili: informazione e servizi alle donne immigrate. Dalla conferenza del Cairo alle iniziative regionali e nazionali", che si terrà a Bologna il 27 e 28 ottobre prossimi. Questo appuntamento, che cade a pochi mesi di distanza dalla Conferenza del Cairo e dall'adozione della Dichiarazione del Cairo da parte dei 28 paesi afro-arabi presenti, si propone di esaminare la situazione delle Mgf anche nei paesi di immigrazione, e in particolare di analizzare le prospettive di una legge italiana contro le mutilazioni genitali femminili e lo farà nel corso di una tavola rotonda alla quale prenderanno parte deputate italiane ed europee particolarmente impegnate in materia: Patrizia Paletti Tangheroni (Fi), Franca Chiaromonte (Ds), Marina Magistrelli (Margherita), Luana Zanella (Verdi) ed Emma Bonino, che è tra le principali animatrici della campagna "Stop Fgm". Durante il seminario sarà presentato uno spettacolo multimediale dal titolo "Because you are a girl" ideato da una musicista di Fabrica, Joy Frempong. Svizzera di origini africane, Joy Frempong ha realizzato un assolo accompagnato da un video in cui aleggiano disegni fatti da giovani africane sulla mutilazione genitale femminile. (n.n.)

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* LETTURE

COMITATO CECENIA "CECENIA" a cura ed edito da Guerini e Associati 2003

NELLA MORSA DELL’IMPERO

La Cecenia è un luogo dimenticato da tutti perché lì si sta consumando un genocidio a porte chiuse. Il merito di questa pubblicazione è quella di aprire uno spiraglio di informazione su questa tragica vicenda che insanguina l’Europa. E se l’opinione pubblica potesse essere più informata forse certe efferatezze non si compirebbero. Così come in Iraq la distruzione è stata limitata grazie alla pressione dell’opinione pubblica che è stata messa in condizioni di ottenere una qualche informazione, le distruzioni in Cecenia sono state e sono, invece, disastrose proprio perché è mancato il freno dell’opinione pubblica. Olivier Dupuis, deputato radicale al parlamento europeo, si batte come un leone per tentare di far conoscere la situazione cecena e perciò gli è stata affidata la redazione della presentazione nell’edizione italiana. E non senza ragione definisce "prezioso" questo libro. Chi non si vuol rassegnare a pregare un requiem per quella popolazione disgraziata non può non leggere questo libro anche perché spiega che il "piano Akhmadov" è una soluzione ragionevole e opportuna. E, ricordo, che quel "piano" può essere sostenuto visitando il sito www.radicalparty.org. (bl).

Indice: Presentazione di Olivier Dupuis: Cecenia, il genocidio nascosto – Prefazione di Sophie Shihab – I. Cecenia: quali le dimensioni del disastro? – II. Perché i ceceni si battono? – III. Gli islamici sono responsabili della guerra? – IV. E’ una guerra per il petrolio? – V. Perché la guerra continua? – VI. Come organizza Mosca il silenzio e la disinformazione? – VII. Qual è l’impatto della guerra sulla società russa? – VIII. Qual è l’impatto della guerra sulla società cena? – IX. Chi è responsabile della violenza contro i civili? – X. Quale solidarietà di fronte all’atteggiamento rinunciatario della comunità internazionale? – Cronologia – Bibliografia – Il Comitato Cecenia – Contatti

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COMUNICAZIONE: Il prossimo numero e' previsto intorno al 8 novembre 2003.

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Redazione: Beppi Lamedica - Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)

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