per non mollare
Newsletter per l'azione liberale
"La democrazia ha per lo meno
un merito, ossia che un deputato non può essere più stupido dei suoi elettori,
perché più stupido è lui, più stupidi sono stati loro ad eleggerlo".
(Bertrand Russell)
Anno IV – n. 25 – 22
dicembre 2003
BUON NATALE
E FELICE ANNO NUOVO
-------------------------------------------------------------------
* VENETO LIBERALE
6° CONGRESSO:
CONFERMATO LUCA MIOTTI QUALE COORDINATORE
Si è svolto oggi domenica
21 dicembre, a Padova al Corso Hotel il 6° Congresso della federazione
denominata "Veneto liberale". Dopo una breve introduzione del
Presidente che ha ricordato la figura dell’amico indimenticato Nino Viscuso, di
recente scomparso, il coordinatore – segretario, Luca Miotti ha svolto la
propria relazione introduttiva. Miotti paragonando la situazione odierna a
quella dell’anno scorso intravede luci e speranze nuove nel moltiplicarsi di
circoli, associazioni e comunità liberali sempre più svincolati dai grossi
aggregati politici. "Anche se la situazione politica generale è
ulteriormente degenerata a causa dell’incapacità delle maggiori aggregazioni ad
affrontare, non tanto le sfide della globalizzazione, ma addirittura l’ordinaria
amministrazione – ha, tra l’altro affermato il coordinatore-segretario – il
fatto che in Veneto non c’è più solamente la nostra federazione a propugnare
una radicale alternativa liberale alle coalizioni del centrodestra e del
centrosinistra, ci fa essere ottimisti sul percorso intrapreso"
E’ seguito un intenso
dibattito il cui succo è stato trasfuso in un documento politico proposto dal
coordinatore-segretario e che è stato approvato con una unica astensione.
Nel documento si legge:
"[…] si sostiene
1. che è possibile realizzare il
soggetto politico dei moderati e dei radicali, dei riformisti e dei riformatori
se, a livello locale, si riescono ad immettere nelle istituzioni attivisti
liberali che rifuggano dalla tradizionale gregarietà ai soggetti politici
maggiori o che rifiutino l’autoisolamento in torri d’avorio;
2.
che
vi sono condizioni politiche, oggi in Veneto, che permettono tale percorso: non
solo il consenso nei confronti dei maggiori schieramenti non è affatto
consolidato, come affermano anche studi recenti, ma vi è un fiorire di
associazioni, circoli, comunità liberali che non si riconoscono più in soggetti
centralisti.
Detto ciò il 6° congresso
di Veneto liberale
dà incarico al
coordinatore – segretario di prendere al più presto contatti con i vari
soggetti liberali in Veneto affinché, non oltre il mese di febbraio 2004, si
organizzi una occasione di incontro per verificare la volontà e la possibilità
di presentare liste liberali e/o laiche, alle prossime consultazioni
amministrative alle seguenti condizioni: 1) pluralità di componenti senza
egemonia di alcuno; 2) contribuzione reciproca di energie umane e finanziarie;
3) alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra (senza ricadere nella
solita "lista civica"); 4) simbolo unico; 5) candidati e programma
concordati con tutte le componenti partecipanti.
Delibera
1. di accantonare la tradizionale
scelta del non voto qualora si realizzassero le condizioni per una radicale
alternativa liberale possibile, la cui sussistenza sarà sottoposta a verifica
nel corso della predetta occasione di incontro;
2.
di
essere disponibile a sostenere alle prossime elezioni europee le candidature di
una lista liberale, che sia a) rappresentativa di varie componenti senza
egemonia di alcuna, b) non semplicemente simbolica;
3.
di
sostenere l’eventuale campagna di raccolta firme per l’indizione del referendum
abrogativo della cd. legge sulla "procreazione assistita" a
condizione che sia anche l’occasione per costituire un terzo polo laico
alternativo al centrodestra e al centrosinistra."
In tal modo si è
tracciato il percorso delle prossime settimane e dei prossimi mesi in vista
delle consultazioni della primavera prossima.
Beppi Lamedica continuerà
a svolgere il suo ruolo di presidente onorario.
Il tesoriere Marco Cantini,
anche lui riconfermato verificate le contribuzioni, certifica aderenti
attualmente alla federazione le associazioni "F.lli Rosselli" di
Castelfranco Veneto (TV), "A.R.C.A" di Conegliano (Tv),
"Lib.id.o.s." di Padova, "G.A.L." di Venezia e "mov.
radicale bassanese" di Bassano del Grappa (Vi). Naturalmente ci si augura
che nel corso del prossimo anno si aggiungano altri sodalizi liberali affinché
la federazione "Veneto liberale" possa meglio agire nel territorio. (bl)
IL TESTO INTEGRALE
DELLA MOZIONE POLITICA GENERALE APPROVATA, CON UNA SOLA ASTENSIONE, A
CONCLUSIONE DEL 6° CONGRESSO
Il 6° congresso di Veneto
liberale, riunito in Padova presso il Corso Hotel, domenica 21 dicembre 2003
premesso
·
che
i casi "Cirio" e "Parmalat" provano ancora una volta lo stato
del sistema economico finanziario nel nostro paese: il "declino"del
nostro sistema economico non è solo una constatazione di teorici ma è la
constatazione di un fatto sotto gli occhi di tutti;
si afferma la necessità
di applicare una radicale ricetta di riforme politiche, economiche e civili per
modernizzare il paese: presidenzialismo, federalismo e maggioritario dovrebbero
essere i capisaldi di un nuovo patto politico per passare finalmente ad una
democrazia compiuta. Liberare il mercato da interferenze corporative e
burocratiche per renderlo maggiormente flessibile ed adattabile alle nuove
opportunità. Diritti individuali maggiormente riconosciuti a fronte della
attuale riduzione del cittadino a suddito, a contribuente e a consumatore;
si afferma, inoltre, che
un soggetto politico che si facesse carico di questi impegni e che si facesse
interprete delle esigenze dei cittadini senza potere è necessario per tentare
di evitare che l’attuale crisi del sistema si risolva in una catastrofe per
tutti.
Ciò premesso si sostiene
1. che è possibile realizzare il
soggetto politico dei moderati e dei radicali, dei riformisti e dei riformatori
se, a livello locale, si riesce ad immettere nelle istituzioni attivisti
liberali che rifuggano dalla tradizionale gregarietà ai soggetti politici
maggiori o che rifiutino l’autoisolamento in torri d’avorio;
2.
che
vi sono condizioni politiche, oggi in Veneto, che permettono tale percorso: non
solo il consenso nei confronti dei maggiori schieramenti non è affatto
consolidato, come affermano anche studi recenti, ma vi è un fiorire di
associazioni, circoli, comunità liberali che non si riconoscono più in soggetti
centralisti.
Detto ciò il 6° congresso
di Veneto liberale
dà incarico al
coordinatore – segretario di prendere al più presto contatti con i vari
soggetti liberali in Veneto affinché, non oltre il mese di febbraio 2004, si
organizzi una occasione di incontro per verificare la volontà e la possibilità
di presentare liste liberali e/o laiche, alle prossime consultazioni
amministrative alle seguenti condizioni: 1) pluralità di componenti senza
egemonia di alcuno; 2) contribuzione reciproca di energie umane e finanziarie;
3) alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra (senza ricadere nella
solita "lista civica"); 4) simbolo unico; 5) candidati e programma
concordati con tutte le componenti partecipanti.
Delibera
1. di accantonare la tradizionale
scelta del non voto qualora si realizzassero le condizioni per una radicale
alternativa liberale possibile, la cui sussistenza sarà sottoposta a verifica
nel corso della predetta occasione di incontro;
2.
di
essere disponibile a sostenere alle prossime elezioni europee le candidature di
una lista liberale, che sia 1) rappresentativa di varie componenti senza
egemonia di alcuna, 2) non semplicemente simbolica;
3.
di
sostenere l’eventuale campagna di raccolta firme per l’indizione del referendum
abrogativo della cd. legge sulla "procreazione assistita" a
condizione che sia anche l’occasione per costituire un terzo polo laico
alternativo al centrodestra e al centrosinistra.
-------------------------------------------------------------------
* INFORMAZIONE NEGATA
Castelfranco Veneto 20
dicembre 2003 - Alcuni liberali, "alternativi" ai poli di
centrodestra e di centrosinistra, si riuniranno a Padova domenica 21 dicembre
dalle ore 10 alle ore 14 al Corso Hotel, in Corso del Popolo 2. L'occasione è
il 6° congresso della federazione denominata "Veneto liberale" che
raccoglie associazioni liberali, liberiste e libertarie di varie province
venete. Il tema del congresso è elementare: "i liberali nelle
istituzioni"
Il risveglio dei liberali
"alternativi", in Veneto, è sottolineato dal fatto che questo
incontro segue la II consulta svoltasi a Venezia il 9 novembre, l'incontro di
Vicenza di sabato 13 dicembre con il segretario nazionale della Federazione dei
Liberali e la partecipazione di Veneto liberale al 4° meeting nazionale dei
liberali organizzato da Liberalitalia a Bergamo nel fine settimana scorso.
In Veneto, tra i liberali
"alternativi", non c'è solamente la federazione (che terrà il suo 6°
congresso in 3 anni di vita), c'è anche il consigliere regionale Claudia
Cadorin che ha dato vita al movimento dei "Riformatori liberali" e il
gruppo che fa capo al rodigino Giorgio Cicogna. Se a questi si aggiungono
frange di radicali ed altri spezzoni laici, la componente liberale
"alternativa" in Veneto è significativa. Per far sentire la propria
voce in una regione in cui il consenso ai grandi raggruppamenti è tutt'altro
che stabilizzato, questi liberali dovrebbero coordinarsi e darsi un obiettivo
comune: immettere nelle istituzioni i liberali "alternativi" e non
succubi dei maggiori schieramenti politici. Per questo si riunisce Veneto
liberale visto che l'anno venturo, oltre alle elezioni europee, si svolgeranno
anche elezioni amministrative in varie località, tra cui proprio Padova.
"La radicale
alternativa liberale ai poli conservatori è necessaria, visto il declino del
sistema economico-finanziaria del paese, cui il sistema politico non è in grado
di reagire. La radicale alternativa liberale diventerà possibile se si sarà in
grado di fornire ai cittadini senza potere un soggetto politico capace di
immettere anche nelle istituzioni locali attivisti liberali cui questa Italia,
così com'è, non piace - afferma l'avv. Giuseppe Lamedica, presidente della
federazione - Altrimenti non resta che continuare ad essere al fianco dei
cittadini delusi e disgustati, che sono stufi di turarsi il naso nel momento in
cui dovrebbero esercitare il loro diritto di voto".
Beppi Lamedica
---------------------------------------------------------------------
* LIBERALITALIA
"Siamo incazzati
neri e tutto questo non lo sopportiamo più". E’ questo il succo del 4°
meeting nazionale dei liberali svoltosi a Bergamo nei giorni 13 e 14 dicembre.
Sono intervenuti liberali di varie aree politiche e geografiche. Significativa
è stata la constatazione dell’assessore forzista di Milano, Salvatore Carrubba,
che non vede spazio né per un nuovo soggetto liberale né tantomeno di un terzo
polo alternativo a quelli esistenti. Significativo perché proviene da chi è
soddisfatto della situazione politica attuale. Liberalitalia, invece si rivolge
a coloro che dicono "questa Italia così com’è non ci piace". Lo
avevano detto alto e forte a Colleferro (Roma) in conclusione del 2° meeting, e
questa ulteriore assemblea ha ribadito la linea politica radicalmente
alternativa ai poli conservatori del centrodestra e del centrosinistra.
Altrettanto significativi
sono stati gli interventi di Enrico Cisnetto (Società Aperta) e Silvio Simi
(Lobbyliberal), di recente ospiti anche alla seconda Consulta dei liberali in
Veneto svoltasi a Venezia Mestre Domenica 16 novembre. Entrambi hanno ribadito
l’insoddisfazione per la situazione presente e la necessità di ricominciare a
fare "politica" seriamente offrendo ai cittadini strumenti utili per
farsi ascoltare dai governanti. Interessante l’intervento di Cominelli, ex
segretario dell’associazione radicale milanese e ed ex componente del comitato
centrale dei "radicali italiani". Interessante perché ha manifestato
un certo pessimismo sulla possibilità del superamento dell’autoisolamento di
Pannella & soci.
La maggior parte degli
altri interventi (dagli amici di Piacenza e di Parma, da quelli di Napoli e di
Palermo, da quelli di Ancona a quelli di Padova) è stata di fiducia e di
speranza (l'ottimismo della volontà è prevalso sul pessimismo della
ragione)tant'è che è stata annunciata la costituzione di una commissione
composta dai rappresentanti delle associazioni presenti al Meeting e che si
amplierà con l'adesione dei rappresentanti di altre associazioni. Qualcuno ha
parlato che si sta dando vita agli Stati generali dei liberali. Comunque, se
son rose fioriranno. Ulteriori informazioni sono rintracciabili sul sito www.liberali.net (bl)
---------------------------------------------------------------------
* IL DUBBIO
FRANCIA LAICISTA,
ITALIA CINICA E IL DISAGIO DI UN LIBERALE
PIERO OSTELLINO
Dal CORRIERE DELLA
SERA del 20/12/2003
Ecco un caso esemplare di
"giacobinismo applicato": la Francia che vieta il velo alle ragazze
musulmane e la kippah ai ragazzi ebrei nelle scuole, violando il loro diritto
individuale di abbigliarsi come credono. Lo Stato che impone per legge ai suoi
cittadini l' obbligo di essere laici, impedendo loro di "ostentare"
in pubblico i simboli della propria religione. La Francia "laicista",
nel senso che non si limita a tenere separati i valori, le credenze e i simboli
dello Stato da quelli della religione - come fa il laicismo - ma tende a
attribuire ai valori, alle credenze e ai simboli dello Stato lo stesso carattere
di sacralità che la religione attribuisce ai suoi. Insomma, il laicismo,
tradotto in francese, che diventa esso stesso una religione, trasformando lo
Stato laico in "Stato etico", cioè in una sorta di Chiesa. D' altra
parte, nel fervore "iperlaico" dello Stato francese ci sono l'
Illuminismo di Voltaire, ci sono i Princìpi dell' 89, cioè l' eredità storica
della Grande rivoluzione che issava metaforicamente sulle proprie spalle la Dea
Ragione degli uomini in contrapposizione al Dio delle religioni; c' è, che
piaccia o no, la Politica con la "P" maiuscola, nella versione
rivoluzionaria democratico-giacobina in contrapposizione a quella riformista
liberal-democratica. Ed ecco un caso esemplare di "opportunismo
applicato": le strizzatine d' occhio della nostra classe politica alle
gerarchie ecclesiastiche, da Mussolini che firma il Concordato fra Chiesa e
Stato a Togliatti che lo recepisce nella Costituzione con l' articolo 7, da
Craxi che lo riscrive a Berlusconi che promuove la (pessima) legge sulla fecondazione
assistita. Qui, non ci sono la Fede di Sant' Agostino e di San Tommaso o i
dogmi della Controriforma, non c' è l' eredità storica di Pio IX, il Papa del
Sillabo che condannava il liberalismo e il socialismo come figli dell'
Illuminismo; c' è solo il piccolo cabotaggio, permeato di scetticismo e di
cinismo, della politica con la "p" minuscola. Sarebbe difficile,
quindi, sostenere che l' Italia sia uno Stato "clericale", nel senso
di chi si limita a trasferire i valori, le credenze e i simboli della religione
allo Stato, ponendo i valori, le credenze e i simboli di quest' ultimo in una
condizione di subalternità rispetto a quelli religiosi. Insomma, la religione,
tradotta in italiano, non diventa Stato, trasformando lo Stato laico in
"Stato teocratico", cioè in una sorta di succursale della Chiesa.
Credo sia persino superfluo, a questo punto, dire che, da liberale, non mi
piacciono né la Francia "laicista" - che sceglie Rousseau invece di
Tocqueville e interpreta il laicismo come "dittatura della maggioranza
(laica)" nell' illusione di esorcizzare così l' aggressività della
minoranza islamica (fondamentalista) - né l' Italia "opportunista",
che approda sistematicamente al "consociativismo", ieri l' altro
clerico-fascista, ieri catto-comunista, oggi catto-populista, che dà
opportunisticamente un colpo al cerchio del laicismo liberale del Risorgimento
e uno alla botte del magistero della Chiesa controriformista, non credendo a
nessuno dei due. Non mi piace lo Stato scettico e cinico italiano che mette il
crocefisso nelle scuole e negli ospedali e poi non spiega perché lo fa neppure
dopo aver (giustamente) depennato dal proprio ordinamento la religione
cattolica come "religione di Stato"; che non dice se lo si possa o no
rimuovere neppure quando un fanatico musulmano ne pretende la rimozione sulla
base di motivazioni che, paradossalmente, è persino possibile trovare dentro l'
ordinamento giuridico nazionale, recepite da quello internazionale sulla tutela
delle minoranze e sui diritti umani. E poi ci si chiede perché l' Europa
"napoleonica" non convinca e quella "all' italiana" non si
sappia che cosa sia...
---------------------------------------------------------------------
* LETTURE
ILVO DIAMANTI "BIANCO,
ROSSO, VERDE…E AZZURRO" Il Mulino, Bologna 2003
MAPPE E COLORI
DELL’ITALIA POLITICA
E’ un utile strumento per
orientarsi nella politica italiana. Sino agli anni ’80 la politica italiana, in
rapporto al territorio, era stabilmente orientata tra il bianco (la DC) e il
rosso (il PCI). Negli anni ’90 rapidamente la zona bianca (soprattutto il
nordest) si è trasformata in verde per il successo della Lega e la zona rossa
ha cominciato a sbiadirsi. Se prima il territorio era la sede principale della
politica (Piccoli, Rumor, Bisaglia, leaders regionali divenuti leaders
nazionali, da una parte e le cooperative e le sezioni del PCI, soprattutto
nell’Emilia Romagna, quali strumenti di partecipazione politica), con il
successo della Lega nel nordest il territorio assume un ruolo di contestazione
della politica. E anche nella zona rossa i protagonisti passano dal PCI (che si
trasforma prima in PDS e poi in DS conseguendo una riduzione del consenso
elettorale) agli amministratori locali. Il successo nazionale di Forza Italia,
poi, ha colorato d’azzurro molta parte d’Italia svincolando la politica dal
territorio e trasferendola nei media. Il che ha portato tutti gli attori
politici ad imitare il partito del "Presidente" rendendo con ciò
molto instabile la situazione politica. Infatti mentre Berlusconi è un fenomeno
unico ed irripetibile, gli altri, scimmiottando l’organizzazione berlusconiana
senza poter avere un personaggio simile, rischiano di essere molto più volatili
di Forza Italia. Perciò prima o poi si aprirà una nuova fase politica sul
territorio in cui protagonisti saranno comitati e associazioni locali lontani
dai partiti oggi esistenti. (bl)
INDICE: Premessa –
Introduzione – I. Le dimensioni politiche del territorio – II. Il bianco e il
rosso. La politica nel territorio – III. Il verde. Il territorio contro la politica
– IV. L’azzurro. La politica senza territorio – Conclusioni – Riferimenti
bibliografici.
---------------------------------------------------------------------
Non dimenticare la
Cecenia! Puoi sostenere il Piano di Pace del Ministro ceceno degli Affari
Esteri in favore di un'amministrazione provvisoria delle Nazioni Unite sulla
Cecenia firmando l'appello sul sito del PRT: www.radicalparty.org
---------------------------------------------------------------------
COMUNICAZIONE: Il
prossimo numero e' previsto intorno al 4 gennaio 2004.
---------------------------------------------------------------------
Redazione: Beppi Lamedica
- Via Ortigara, 6 31033 Castelfranco Veneto (Tv)
Tel :+39-0423-49.22.51 Cell.+39-328-973.80.29 Fax :+39-0423-49.22.51
E-mail: adams@libero.it http://groups.yahoo.com/group/liberali_veneti