RADICALI DI TREVISO: "UNINDUSTRIA E LE PROMESSE NON MANTENUTE DEL
GOVERNO"
E' rottura tra Unindustria ed il centrodestra e non potrebbe essere altrimenti
dal momento che, a quasi un anno e mezzo dal trionfo elettorale della Casa
delle Libertà, il governo non sta tenendo fede alle promesse fatte in tema di
liberismo ed infrastrutture.
In tema di articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, il Presidente del
Consiglio aveva proposto la sua abrogazione sperimentale in soli tre casi
molto marginali, salvo poi fare retromarcia e mantenerne solo uno previsto dal
Patto per l' Italia. E proprio qui nella Marca gli imprenditori sanno bene
cosa significa aver paura di ingrandirsi perchè, superati i quindici
dipendenti, un' assunzione diventa più indissolubile di un matrimonio. Questo
porta a restare sotto i quindici, magari essendo proprietari di più
piccolissime imprese contemporaneamente, oppure ad assumere a tempo
determinato.
Anche in tema di infrastrutture tutte le promesse pre-elettorali sembrano
ormai dimenticate.
Tornando alla questione dell' articolo 18, come radicali di Treviso reagiremo
alla demagogia della CGIL organizzando un tavolo di controinformazione in
piazza contemporaneamente al loro sciopero generale. Rilanciamo la proposta
della creazione di uno Statuto dei NON Garantiti, che preveda diritti per
i disoccupati ed i lavoratori in nero. E' sterile difendere i privilegi dei
propri iscritti, dei soli operai delle grandissime imprese, come fa la CGIL.
L' articolo 18 non è un diritto ma un privilegio perchè riguarda solo un
terzo dei lavoratori e proprio la situazione locale di Treviso -in cui
spopolano le piccolissime imprese ed in cui tale privilegio non ha quindi
vigenza- dimostra una volta di più che l' assenza di tale privilegio non
comporta la libertà di licenziamento, il licenziamento "selvaggio", quanto
invece quella di assunzione come dimostrano i dati sulla disoccupazione
della nostra zona.
Raffaele Ferraro, segretario dell' "Associazione Radicale di Treviso e
Venezia"