In
questi giorni nei luoghi di lavoro i delegati della CGIL stanno girando tra i
lavoratori muniti di un modulo per la raccolte di firme: Di cosa si tratta?
I
moduli prestampati, scaricabili anche dal sito del sindacato, informano
che firmando si aderisce alla campagna “Due no al lavoro come merce, due sì
a diritti e tutele per tutti”. I due no preannunciano due futuri referendum
contro l’attacco all’art.18, i due sì CONCRETIZZANO (si legge sul modulo)
due proposte di legge per garantire più diritti e più tutele per tutti.
Non
intendo minimamente mettere in discussione i temi proposti ne tantomeno le
iniziative che la CGIL intende intraprendere per attuare la sua linea
politica, vorrei solo dei chiarimenti.
In
particolare vorrei sapere come tali firme saranno utili per i referendum e le
proposte di legge menzionate e perché i moduli prevedono vengano riportati,
oltre a nome cognome data di nascita indirizzo e firma, anche gli estremi di
un documento.
Sono
certo che alla CGIL conoscono le modalità relative alla sottoscrizione di
referendum e proposte di legge e pertanto sanno perfettamente che le firme,
come impone la legge, devono essere raccolte da una delle figure (notaio,
cancelliere del tribunale, consigliere comunale, delegato del sindaco ecc.) che
la legge autorizza a svolgere funzioni di autenticatore con il compito di
certificare l’identità di ogni sottoscrittore. Assolutamente superfluo
dire che mai si potranno presentare referendum o proposte di legge le cui
firme siano state raccolte in maniera differente. Sarebbe un reato.
Non
riesco quindi a vedere in questa raccolta firme altro che uno scopo
propagandistico. Ma forse sbaglio.
In
conclusione mi permetto di dare un piccolo consiglio agli organizzatori di
questa iniziativa che potrebbe aiutarli a fare chiarezza: informate i
sottoscrittori che la firma apposta non ha nessuna utilità per realizzare
quello che il modulo ed il volantino allegato lasciano intendere.
Ovviamente resto in attesa di più corrette ed approfondite spiegazioni.
Franco Fois