IL GAZZETTINO DI TREVISO DEL 26-04-2003 "Caffè scorretto" No alla sicurezza fai da te

Di fronte all'iniziativa di oggi degli invisibili e della società civile davanti al bar dei prezzi maggiorati, (che noi chiamiamo caffè scorretto) "Caffè gratis per tutti ai giardini di S. Andrea" come radicali di Treviso e Venezia, dopo aver protestato di fronte al bar e aver contribuito a denunciare e far conoscere la questione, rilanciamo la nostra proposta, il nostro invito pubblico alla gestrice del bar, ai pubblici esercizi in genere, al comune e ai cittadini per un approccio "Non fai da te" alle questioni di ordine pubblico e sicurezza. Non abbiamo inteso prendere una semplice iniziativa di contrapposizione e denuncia ma di ragionevolezza e dialogo,come da tradizione radicale. Alla titolare del locale diciamo che se nel bar si verificano problemi di varia natura si deve rivolgere alle forze dell'ordine, se nelle forze dell'ordine non ci fosse una corretta attenzione, o se questo non dovesse bastare, le consigliamo di compiere denuncie, o proteste formali presso il comune, la polizia municipale e i carabinieri. E' chiaramente illegale e, a nostro parere non giustificabile, una scelta come quella sbandierata ai giornali, che risulta discriminante. Altra questione sarebbe se il problema non derivasse da comportamenti scorretti dei clienti, ma dal colore della loro pelle o dal loro stato di salute, se così fosse è ovvio che questo non è compatibile ad un esercizio pubblico, ma ad un circolo privato. Nonostante le quanto meno particolari dichiarazioni della gestrice, che racconta ai giornalisti di dover buttare le tazzine usate dagli extracomunitari, prendiamo atto di averla sentita dire ai giornalisti di non essere assolutamente razzista, quindi la invitiamo ad un trattamento equo nei prezzi e nella cortesia verso i clienti, pronti noi stessi a protestare se gli organi preposti non le garantissero sicurezza e tranquillità nello svolgimento del suo lavoro. 

Davide Nicolosi  presidente Associaz. Radicale Tv e Ve 


TRIBUNA DI TREVISO 26-04-2003 L'INIZIATIVA Dagli Invisibili caffè gratis ai «barboni» di Sant'Andrea


Caffè gratis ai giardini di Sant'Andrea. L'iniziativa promossa dagli Invisibili e dalla «Società Civile» ha concluso ieri la mattinata dedicata alle celebrazioni del 25 aprile. I ragazzi, dopo aver ripiegato labandiera di 25 metri che avevano portato in piazza dei Signori, si sono incontrati ai giardinetti di via Toniolo, affacciati sulla riviera del Sile. «Non è un'iniziativa contro la barista Marzia Marchi che ha raddoppiato il prezzo del caffè a tossicodipendenti e ad extracomunitari - spiega Alberto Cocco, segretario cittadino di Rifondazione - vogliamo sottolineare come in questa città non si è fatto nulla per dare un'alternativa a chi vive in questi giardini, suscitando l'impazienza degli abitanti. A creare il problema giardinetti di Sant'Andrea ha concorso anche l'amministrazione leghista, che non si è mai preoccupata di creare un centro di accoglienza. Questa è una politica che crea le situazioni di contrasto e poi usa l'odio a scopo elettorale».
Sul tema interviene anche l'associazione dei Radicali, che invita i titolari dei bar a evitare il «Fai da te» sulle questioni di ordine pubblico. Una candidata della Lega Nord, Pamela Prizzon, auspica in una nota «l'applicazione puntuale dell'articolo 668 del codice civile, contro l'ubriachezza molesta».


TRIBUNA TV Provocazione degli Invisibili davanti al bar dei prezzi maggiorati Caffè gratis per tutti ai giardini di S. Andrea


Caffè per tutti questa mattina ai giardinetti di Sant'Andrea. L'iniziativa promossa dalla Società Civile e dagli Invisibili è ideata come provocazione ironica nei confronti di quanti hanno espresso solidarietà al caffè a prezzo doppio adottato da Marzia Marchi per allontanare extracomunitari e tossici dal suo bar. Tutti quelli che sono contrari a qualsiasi atteggiamento di discriminazione si incontrano oggi verso mezzogiorno (dopo le manifestazioni di commemorazione del 25 aprile) ai giardini a pochi metri dal bar, luogo di ritrovo di numerosi immigrati, alcolizzati e spacciatori.

GAZZETTINO NAZIONALE Giovedì, 24 Aprile 2003

Volantinaggio dei radicali contro l'iniziativa di una barista del centro
Treviso

NOSTRA REDAZIONE

Con Gentilini "Doge", a Treviso gli scontri sociali più accesi si sono scatenati per i giardini. Prima per scacciare gli extracomunitari dal fazzoletto che aveva perso quasi tutte le tracce di verde davanti alla stazione ferroviaria. Via alle panchine per evitare ogni parcheggio umano abusivo. Ora è la volta dei saccopelisti ad essere invitati, gentilmente ma con fermezza, a togliersi di mezzo, sparire, svanire dai giardinetti di S. Andrea dirimpetto al Sile, alle spalle di piazza Borsa, cuore dell'economia della Marca.

Quell'angolo incantevole di verde e d'acqua, fino a qualche tempo fa rifugio nemmeno tanto segreto di ragazzi in fuga dalla scuola e magari alla ricerca dei primi baci, ora ospita tanti extracomunitari apparentemente senza occupazione e con tanta voglia di sole. In più ci sono i tossicodipendenti, una presenza imbarazzante e fastidiosa. Da ieri sono comparsi i vigili urbani a montare la guardia ai cancelli. La prima risposta al problema che per gli abitanti della zona era diventato una vera e propria emergenza, è venuto però da Marzia Marchi (nella foto) titolare del bar di via Toniolo a due passi dai giardinetti. Per togliersi d'attorno i tossicodipendenti che rischiavano di compromettere l'immagine del locale, ha portato - solo per loro - il caffè a due euro alla confezione. Una scelta drastica, efficace, polemica. Tanto è vero che ieri, fra un battibecco e l'altro, c'è stato un volantinaggio dei radicali proprio davanti al bar per denunciare il "Caffè (s)corretto". Marzia Marchi dice: "Sono stata fraintesa, io non ce l'ho con gli extracomunitari in genere, ma con i drogati. Quando entra uno di loro e beve il caffè io butto via la tazzina per rispetto degli altri clienti e della loro salute, ma non posso continuare così". Raffaele Ferraro leader dei radicali di Treviso e Venezia incalza: "Comunque sia, lei viola i principi fondamentali sanciti dall Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, variando il prezzo a seconda del cliente che le garba o meno".E lì, al di là della strada, all'entrata dei giardinetti di S. Andrea, un vigile urbano a braccia incrociate presidia con una collega il cancello di accesso. Di fronte c'è un gruppetto di uomini con enormi zaini e sacchi a pelo. "Non siamo delinquenti perché ci cacciate? Stiamo cercando solo un posto dove riposarci, sederci, mangiare un panino". Le forze dell'ordine presidiano l'area verde di fronte al Sile a causa di episodi inquietanti: agggressioni, spaccio di droga, sporcizia. Tra gli "homeless", i senza dimora trevigiani. Il trevigiano Maurizio tenta di spiegare il suo punto di vista: "Sono sette anni che vivo in strada e non per scelta dal giorno in cui mi sono separato da mia moglie e pur avendo fatto domanda, non sono riuscito ad ottenere un alloggio popolare". Lavora per uno studio legale dove fa le pulizie e fa i salti mortali per sopravvivere in maniera onesta, senza rubare. Lui e gli altri dichiarano di non aver nulla a che fare con le aggressioni avvenute recentemente nella zona di Sant'Andrea, anzi giurano di non voler guai e di raccogliere ogni mattina le cartacce (anche quelle che buttano i ragazzi).S.Z.


IL GAZZETTINO DI TREVISO Giovedì, 24 Aprile 2003
LA TITOLARE DEL BAR PRECISA: «CE LHO SOPRATTUTTO CON I DROGATI»
Caffè con battibecco tra Marzia e i radicali
(la.si.) Non è andata come nelle previsioni: il caffè che avrebbero dovuto bere tranquillamente scambiando le proprie opinioni si è trasformato in un battibecco acceso, a partire dalle 10 di ieri mattina, tra Marzia Marchi titolare del bar in via Toniolo e Raffaele Ferraro leader dei radicali di Treviso e Venezia. "Mi avete frainteso - ha esordito Marzia - io non ce l'ho contro gli extracomunitari in genere ma con i drogati. Quando entra uno di loro e beve il caffè io butto via la tazzina per rispetto degli altri clienti e della loro salute, ma non posso continuare così". Replica di Ferraro: "Comunque sia, lei viola i principi fondamentali sanciti dall Costituzione italiana e dalle leggi vigenti, variando il prezzo a seconda del cliente che le garba o meno". Altro punto controverso la capacità di riconoscere fin da subito una persona che fa uso di droga.

Il volantinaggio dei radicali veneti in via Toniolo, ieri mattina, si è trasformato in una serie di piccoli comizi, prima all'interno e poi all'esterno del bar di Marzia, poiché dalla questione del prezzo maggiorato del caffé si è passati alla più ampia questione del razzismo, della giustizia sociale e della politica gentiliniana nel capoluogo della Marca. E se molte persone come la signora Renata Marinelli hanno visto tutto sommato positivamente il gesto di Marzia Marchi, "perché bisogna dare segnali forti a chi non sta alle regole", molti altri, giovani e meno giovani, solidarizzavano con i radicali e con la loro ferma protesta.

"Se ci sono problemi di sicurezza e di altro genere con i clienti bisogna chiamare la Polizia e non assumere atteggiamenti discriminatori", borbottavano un paio di anziani, leggendo ad alta voce l'inizio del volantino in cui si trova citato il terzo articolo della nostra Costituzione: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".


IL GAZZETTINO DI TREVISO : VICINI NEGOZIANTI EXTRACOMUNITARI«Non è una cosa buona»

la.si.) "It's no good!" non è cosa buona questo aumento del prezzo a due euro per gli extracomunitari. Augustine, giovane nigeriano, gestisce il negozio di prodotti alimentari proprio accanto alla caffetteria di Marzia Marchi salita agli onori della cronaca per la scelta di variare il prezzo delle consumazioni in base al tipo di clienti. Augustine è davvero stupito del fatto e, pur non parlando molto bene l'italiano e non avendo dunque letto i giornali di questi ultimi giorni, ha seguito la vicenda grazie agli amici come Franca, che ieri mattina con lui commentavano l'episodio. "Siamo stupiti di come si possa compiere questa scelta discriminante" dicevano, senza però voler alzare i toni della polemica. "Noi vogliamo stare tranquilli, lavorare in pace" spiega Augustine sorridendo. Comunque ieri sul tavolo accanto alla cassa c'erano i volantini dei radicali con la dicitura ben visibile "Caffè "s"corretto".

Augustine, così come i clienti che entravano ed uscivano ieri mattina, ha seguito con curiosità il volantinaggio di fronte al suo negozio, inserito nella catena Continental supermarket, ma non è intervenuto. Ha continuato a lavorare mormorando: "Non s'è mai vista una cosa del genere".


IL MESSAGGERO VENETO  FINO A DUE EURO Treviso, caffè più caro per i tossicodipendenti

TREVISO. Il rincaro della tazzina di caffè fino a due Euro è applicato, nel bar «Da Marzia» di Treviso, «solo per i tossicodipendenti». Lo ha precisato ieri la titolare, Marzia Marchi, durante un volantinaggio operato all’esterno del locale dall’associazione radicale di Treviso e Venezia per informare i passanti sulla «violazione dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica» che si configurerebbero nel comportamento della barista. «Non ho mai parlato di extracomunitari - ha detto la donna, rispondendo alle domande dei giornalisti -, la mia decisione è dovuta esclusivamente all’esigenza di allontanare dal bar gli assuntori di stupefacenti sia per motivi igienici, sia per i fastidi che spesso queste persone arrecano alla clientela». Secondo Marchi, infatti, tazzine e bicchieri usati per servire bevande a tossicodipendenti devono essere sottoposte ad un processo di sterilizzazione che incide sui costi.


TRIBUNA DI TREVISO ----I Radicali hanno distribuito volantini di protesta di fronte al locale contro la discriminazione messa in atto dalla titolare «Nel mio bar solo chi lavora» 
Marzia Marchi insiste: caffè più caro per immigrati e tossici

Michela Santi

Il caffè a prezzo maggiorato per extracomunitari e tossicodipendenti della caffetteria di Marzia Marchi nel mirino dei Radicali trevigiani. I militanti ieri mattina hanno volantinato di fronte al bar per protestare contro la discriminazione messa in atto dalla barista. Ma lei, affatto intimorita ha ribadito la sua posizione, specificando: «Nel mio bar c'è posto solo per immigrati che lavorano»
Sono entrati nel bar caffetteria da Marzia, a pochi metri dai Giardinetti di Sant'Andrea, con il testo della Costituzione Italiana in mano. «Lo sa che il suo caffè a prezzo doppio viola i principi fondamentali della Costituzione oltre che delle leggi vigenti?». Così alcuni giovani dell'Associazione Radicali Treviso-Venezia si sono presentati ieri mattina, a Marzia Marchi, indaffarata a preparare i tramezzini della giornata. Ma lei, affatto intimorita, non ha esitato a rispondere. «Allora prendeteveli a casa vostra gli extracomunitari ubriachi o i tossicodipendenti, io qui non li voglio. Per di più sono davvero un costo. Se dò un caffè a un tossicodipendente sono obbligata poi a gettare la tazzina, per dare massima garanzia agli altri clienti che altrimenti non verrebbero più qui. Quindi il caffè costa molto di più di 2 euro».
Il dibattito nel bar è durato alcuni minuti, tra espressioni di solidarietà per Marzia da parte dei clienti. Marzia non ha dubbi. Il metodo, applicato soltanto in casi specifici ha funzionato, e nel suo bar i tossicodipendenti e gli sfaccendati che stazionano durante il giorno nei vicini Giardinetti di Sant'Andrea, non hanno più messo piede. «I clienti - rincara Marzia- non consumerebbero mai un caffè sapendo che da quella tazza ha bevuto una persona che si droga. Sono obbligata a ricorrere a metodi di sterilizzazione specifici che costano, visto che non posso utilizzare bicchieri di plastica come nelle discoteche». Il tentivo di convincere la barista a cambiare idea non è andato a buon fine. Così i Radicali hanno continuato la loro protesta fuori dal bar con volantinaggio e dialogo con i passanti. «Siamo qui per sottolineare la situazione illegale - spiega Davide Nicolosi, presidente dell'associazione - se qui ai Giardinetti barboni e extracomunitari danno fastidio ai residenti, la soluzione non sta nelle iniziative di discriminazione dei baristi. Sono le istituzioni che devono dare una rispota. Ma è evidente che se si arriva a questi estremismi vuol dire che l'amministrazione non ha fatto nulla». Non la pensano così i passanti che raccolgono il volantino intitolato «Caffè «s»corretto». «Ecco a cosa portano iniziative del genere - continua Raffaele Ferraro - far pagare di più il caffè a un extracomunitario non risolve nulla, ma crea barriere e peggiora la situazione. Non siamo qui per dire: «vergogna», ma per fare notare che ci sono leggi da rispettare». Di questo però Marzia è consapevole: «Lo so - ribatte - un aumento arbitrario del prezzo mi costa fino a 300 euro di multa. Basta che il tossicodipendente vada dal vigile a denuciarmi con lo scontrino. Ma io resto della mia idea». L'energica barista non indietreggia neppure di fronte alle telecamere. E non ha paura di ritorsioni: «Assolutamente no, sanno benessimo che non conviene, finirebbero nei guai più di quanto non lo sono già». Si schierano con lei numerosi altri bar del centro che però non hanno ancora adottato il prezzo maggiorato.

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IL GAZZETTINO DI TREVISO Mercoledì, 23 Aprile 2003

«Tutti da Marzia a bere un bel caffè nero»
Volantinaggio provocatorio dei radicali questa mattina davanti al bar che aumenta i prezzi agli extracomunitari
 
Ordineranno un caffè "s"corretto. Oppure un caffè nero che più nero non si può. L'associazione dei radicali di Treviso e Venezia dà appuntamento a tutti per questa mattina alle 10 presso la caffetteria da Marzia, in via Toniolo, "per bere insieme agli amici della non razza Piave un ottimo caffè nero". Sotto tiro, il bar di Marzia Marchi, protagonista di una vicenda che ha suscitato non poche polemiche in città la scorsa settimana. Ai cronisti aveva rivelato di gonfiare i prezzi delle bevande alla variegata umanità che bazzica nei giardini di Sant'Andrea, a due passi dal locale, "nella speranza - aveva giustificato Marzia - che non tornino più". Balordi, tossicodipendenti, extracomunitari allo sbando, alcolisti. Clienti indesiderati, che disturbavano la quiete della caffetteria gestita dalla ragazza. "All'inizio ci ho provato con le buone - aveva chiarito la titolare - spiegando loro che nel mio bar non dovevano mettere più piede, poi ho deciso di passare alle maniere forti, alzando il prezzo: ho fatto pagare 2 euro per una tazzina di caffè". Lo scopo alla fine è stato raggiunto: gli indesiderati da Marzia non sono più andati, preferendo con ogni probabilità rimanere nei giardini di S. Andrea. Ma forse la titolare non ha pensato alle conseguenze dello stratagemma utilizzato per allontanare i balordi. Innanzitutto potrebbe vedersi appioppare una multa salata per aver adottato prezzi non esposti nel listino all'interno dell'esercizio. "Ma dubito - ribatte Marzia - che un tossico si rechi dai Vigili con in mano lo scontrino da due euro battuto da me". In secondo luogo ora deve fare i conti con chi l'ha additata come un'ennesima emanazione di una Treviso fin troppe volte additata come razzista e xenofoba. Questa mattina la sua caffetteria sarà teatro di un volantinaggio messo a punto dai radicali trevigiani e veneziani "per protestare di fronte ad atteggiamento discriminatorio e razzista", scrive Raffaele Ferraro, presidente dell'associazione radicali delle due province. "Mercoledì - si legge nel comunicato diffuso da Ferraro - siete tutti invitati alla caffetteria da Marzia per bere insieme agli amici della non razza Piave un ottimo caffè nero". Ma Marzia non si scompone, e questa mattina sarà pronta ad attenderli. "Il mio è un locale pubblico, può entrare chi vuole, cosa volete che faccia? Che vengano pure, non c'è nessun problema", ammette sconsolata. "Io non sono razzista - ribadisce - è solo che in qualche modo dovevo pur tutelarmi, poi la gente può pensare quello che vuole, io ho le mie idee e me le tengo".

Federica Baretti



IL MANIFESTO
Prezzi maggiorati a immigrati e tossicodipendenti
Treviso, la titolare di un bar contro i clienti indesiderati. I radicali protestano, ma il sindaco è dalla sua parte
LAURA GENGA
I prezzi maggiorati sono «solo per i tossicodipendenti», non per gli immigrati. E' così che aggiusta il tiro e si difende dalle accuse di razzismo Marzia Marchi, la titolare del bar Da Marzia di Treviso, che nei giorni scorsi ha alzato i prezzi delle consumazioni ai clienti extracomunitari. La precisazione è arrivata ieri, mentre fuori dalla caffetteria i un gruppo di radicali di Treviso e Venezia protestavano distribuendo volantini informativi ai passanti. Appellandosi all'articolo 3 della Costituzione -che sancisce l'uguaglianza di fronte alla legge e la parità di dignità sociale tra tutti i cittadini, senza distinzione di razza, lingua, religione o condizioni personali - i manifestanti sono entrati nel bar per ribadire alla signora Marchi che la sua «politica dei prezzi» è illegale e anticostituzionale. Ma lei ha risposto di non aver «mai parlato di extracomunitari» e ha spiegato che la sua decisione «è dovuta esclusivamente all'esigenza di allontanare dal bar gli assuntori di stupefacenti sia per motivi igienici, sia per i fastidi che spesso queste persone arrecano alla clientela».

Come a dire, insomma, che lei non è razzista e non discrimina nessuno. Il problema, ha spiegato, è che «i clienti non consumerebbero un caffé sapendo che da quella stessa tazza ha bevuto una persona che si droga» e questo la costringe a sterilizzare tazzine e bicchieri usati per servire i tossicodipendenti. E sembra che questo lavaggio speciale sia così costoso da giustificare da solo l'aumento dei prezzi. Maggiorazioni a cui la Marchi non rinuncia, pur sapendo di rischiare una multa salata nel caso qualcuno si recasse alla polizia municipale con uno scontrino difforme dal listino esposto. Anche perché, come lei stessa ha dichiarato, conta molto sul fatto che «un tossicodipendente comunque non si rivolgerebbe a un vigile».

Oltre ai radicali e all'associazione dei commerciati, che già nei giorni scorsi aveva condannato l'iniziativa, in città non protesta nessuno. La gente, stanca di vedere extracomunitari senza lavoro e tossicodipendenti gravitare intorno ai giardini
di Sant'Andrea, tradizionale ritrovo della Treviso bene, non solo non condanna la barista, ma esprime solidarietà alla «coraggiosa» Marzia. Il sindaco Giancarlo Gentilini, da parte sua, anziché prendere provvedimenti giudiziari, ha annunciato che risolverà il problema cacciando gli immigrati dai giardini. Sant'Andrea, ha spiegato, va restituita ai trevigiani. Così, promette il primo cittadino, emetterà presto un'ordinanza per selezionare gli ingressi ai giardini, consentendo l'entrata solo ad anziani e mamme con i bambini.

CORRIERE ADRIATICO

In un bar di Treviso caffè più caro ai tossici


TREVISO - Il rincaro della tazzina di caffè fino a due Euro è applicato, nel bar "Da Marzia" di Treviso, "solo per i tossicodipendenti". Lo ha precisato la titolare, Marzia Marchi, durante un volantinaggio operato all'esterno del locale dall'associazione radicale di Treviso e Venezia per informare i passanti sulla "violazione dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica" che si configurerebbero nel comportamento della barista. "Non ho mai parlato di extracomunitari - ha detto la donna, rispondendo alle domande dei giornalisti -, la mia decisione è dovuta esclusivamente all'esigenza di allontanare dal bar chi assume stupefacenti sia per motivi igienici, sia per i fastidi che spesso queste persone arrecano alla clientela". Secondo Marchi, infatti, tazzine e bicchieri usati per servire bevande a tossicodipendenti devono essere sottoposte ad un processo di sterilizzazione che incide sui costi e che perciò giustificherebbe anche l'aumento dei prezzi applicati.


LA GAZZETTA DEL SUD

Caffè più caro per tossicodipendenti – Il rincaro della tazzina di caffè fino a due euro è applicato, nel bar «Da Marzia» di Treviso, «solo per i tossicodipendenti». Lo ha precisato ieri la titolare, Marzia Marchi, durante un volantinaggio operato all'esterno del locale dall'associazione radicale di Treviso e Venezia per informare i passanti sulla «violazione dei principi fondamentali sanciti dalla Costituzione della Repubblica» che si configurerebbero nel comportamento della barista. «Non ho mai parlato di extracomunitari – ha detto la donna, rispondendo alle domande dei giornalisti –, la mia decisione è dovuta esclusivamente all'esigenza di allontanare dal bar gli assuntori di stupefacenti sia per motivi igienici, sia per i fastidi che spesso queste persone arrecano alla clientela». Secondo Marchi, infatti, tazzine e bicchieri usati per servire bevande a tossicodipendenti devono essere sottoposte a un processo di sterilizzazione che incide sui costi e che perciò giustificherebbe anche l'aumento dei prezzi applicati. «I clienti – ha detto – non consumerebbero un caffè sapendo che da quella stessa tazza ha bevuto una persona che si droga».


ANSA:  CAFFÈ PIÙ CARO PER IMMIGRATI,RADICALI PROTESTANO A TREVISO

   (ANSA) - TREVISO, 22 APR - L'associazione radicale di Treviso
e Venezia ha promosso per domani mattina, a Treviso, un
volantinaggio di protesta davanti ad un bar il cui titolare ha
deciso, nei giorni scorsi, di applicare un prezzo maggiorato per
le consumazioni dei clienti extracomunitari.
   Nel documento che sarà distribuito, oltre alle copie degli
articoli pubblicati dalla stampa sulla vicenda, i radicali
ricordano, in particolare, il terzo articolo della Costituzione
della Repubblica Italiana, riguardante l'uguaglianza di fronte
alla legge e la parità di dignità sociale tra tutti i
cittadini, senza distinzione di razza, lingua, religione o
condizioni personali.
   Con il volantino l'associazione intende «informare ci
clienti della caffetteria» del comportamento della titolare,
considerato c h e «in uno stato che si reputa e reputiamo civile
- si legge ancora - i prezzi non possono variare a seconda del
colore della pelle dei clienti».
   La proprietaria dell'esercizio, nei giorni scorsi, aveva
spiegato che la sua decisione di far pagare una tazzina di
caffé fino a due Euro sarebbe stata dettata dalla necessità di
tenere lontano dal locale immigrati e sbandati. La stessa
associazione dei commercianti aveva definito «scorretto» il
comportamento della donna, ricordando che il prezzo di un
prodotto è libero ma deve sempre essere indicato nel listino
affisso all'interno del locale.

 

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