VenetoRadicale e i referendum

grande l'amarezza e l'indignazione per la sentenza con la quale, dichiarando inammissibile il referendum totalmente abrogativo della legge sulla fecondazione assistita, la Corte Costituzione ha fatto prevalere nuovamente la costituzione materiale su quella formale, una sentenza perfettamente in linea con un operato di carattere politico-partitico ma che, in attesa della motivazione, sembra davvero inconciliabile con quanto recita l'articolo 75 della Costituzione: “E' indetto referendum popolare per deliberare l'abrogazione, TOTALE o parziale, di una legge...”.

Dopo l'amarezza, per coloro i quali si sono impegnati nella raccolta firme diventa assolutamente prioritario capire come riuscire a garantire ai cittadini di potersi esprimere sui quattro referendum parziali. Ora, come sempre del resto, la questione fondamentale è quella dell'informazione, poter contare su di un'informazione in grado di salvaguardare l'einaudiano principio del “conoscere per deliberare” è l'unica speranza per poter rendere evidente l'enormità della posta in gioco, infatti oltre alla questione del diritto alla cura (l'OMS definisce la sterilità come una malattia) e della libertà di ricerca (secondo la relazione del premio Nobel Dulbecco la ricerca sulle cellule staminali embrionali è la più promettente per dare a milioni di malati affetti da malattie neurodegenerative una speranza di cura), la battaglia contro la legge 40/2004 riguarda anche la difesa delle libertà individuali, della laicità dello stato, contro una visione confessionale che confonde il peccato con il reato e che vuole imporre il dettato del: io non lo farei quindi tu non lo devi fare.

Fondamentale quindi che da parte di quanti si sono dichiarati contrari alle norme di questa legge si passi dalle parole ai fatti con un impegno concreto al fine di mettere in campo le risorse per realizzare momenti d'incontro e dibattito attraverso i quali rendere evidenti le enormi storture di questa legge. Per assicurare la vittoria dei si potrebbe essere sufficiente la sola consapevolezza che a causa dei limiti e divieti - senza pari in Europa - contenuti nella normativa, è consentito di fatto solo a quanti dispongono dei mezzi economici per recarsi all'estero di usufruire delle più moderne ed efficaci cure mediche.

Vi è un altro fronte su cui porre grande attenzione, quello della data di svolgimento delle votazioni. La consultazione dovrà tenersi tra il 15 aprile e il 15 giugno: evidente come scegliere l'ultima data possibile, cioè il 12 giugno, equivale a cercare di far fallire il referendum per mancato raggiungimento del quorum. A conferma di ciò basta leggere le dichiarazioni dei contrari al referendum tutte dirette a cercare di scongiurare la consultazione con accordi di chiaro sapore particratico volti a modificare marginalmente la legge per far decadere i quesiti, o, nel caso questi non andassero a buon fine, con l'invito all'astensione da raggiungersi soprattuto con lo svolgimento del voto il 12 giugno, quando cioè molte persone sicuramente saranno già in ferie. In tal senso sconcerta la convergenza nelle dichiarazioni dell'Onorevole Dorina Bianchi dell'UDC illustratrice della legge 40/2004 alla Camera, e dell'Onorevole dei DS Livia Turco, le quali affermano che la data del 12 giugno non sarebbe affatto una sventura per il referendum ma, al contrario, una grande opportunità per meglio informare i cittadini. Peccato solo che l'informazione verrà recepita sotto l'ombrellone! Lo stesso Segretario dei DS Fassino ha dichiarato di non vedere nessun problema nella data 12 giugno, in pratica invece di incalzare il Presidente del Consiglio per costringerlo ad essere conseguente con le sue affermazioni favorevoli ad un voto da tenersi nel primo periodo all'interno delle date possibili, ci si dichiara disponibili ad accettare la proposta caldeggiata da quanti auspicano il fallimento del referendum. Atteggiamenti di questo tipo fanno capire come in realtà si sia disposti a calpestare la volontà dei cittadini pur di realizzare qualche accordo in grado di non mettere a rischio quei rapporti di forza tutti interni alle coalizioni.

Auguriamoci sia assicurata questa volta la possibilità di essere costantemente e correttamente informati, solo se ciò accadrà sarà possibile assicurare al nostro paese una grande stagione di confronto democratico attraverso il quale ribadire la prevalenza, in uno stato laico, della libertà e responsabilità individuale rispetto ad una visione etica e confessionale.

Franco Fois
Segretario Associazione VenetoRadicale