"volevamo, in coda alle domande, esprimere la nostra posizione come comitato promotore del referendum. Ma gli oratori ci hanno negato la possibilità di intervenire, alla faccia del principio di Voltaire "non condivido le tue idee, ma darei la vita per consentirti di poterle esprimere"".
La denuncia è di Raffaele Ferraro di Veneto Radicale , Luigi Calesso, dell'associazione ulivista "Oggiperdomani", e di Martino Pani, dell'associazione "Luca Coscioni", tre fra i più attivi esponenti a Treviso del comitato che ha promosso il referendum per l'abrogazione della legge sulla procreazione assistita, in programma il prossimo 12 giugno.
Domenica i tre si sono recati a un incontro sul referendum all'istituto Canossiano, organizzato da Diocesi di Treviso, Pastorale Giovanile del Vicariato di Treviso, Movimento per la Vita e Centro Aiuto alla vita. Tema: "E quando facciamo fatica ad aver figli... così è la procreazione medicalmente assistita? Incontro di conoscenza e approfondimento del valore della vita in vista dei referendum". Relatori, fra gli altri, Bruno Taurino, vicepresidente del movimento per la vita, e l'avvocato Mariagrazia Stocco, consulente del Centro Aiuto alla Vita. Alla fine, è stato lasciato spazio alle domande del pubblico presente. Gli esponenti del comitato hanno chiesto di intervenire, per 4-5 minuti, alla fine delle domande. Lì è scattato il "no", cortese ma fermo.
"Sorvoliamo sui contenuti dell'incontro, in cui inopportunamente sono state mescolate valutazioni etico morali a dati scientifici - dicono i tre in una nota - alla fine del dibattito avremmo voluto portare il nostro punto di vista come arricchimento, ma anche come completamento dialettico delle posizioni in campo. Non è stato possibile, anche se chiedevamo non più di 5 minuti in un incontro durato quasi tre ore. Per carità, decisione legittima. Noi rinnoviamo l'invito al confronto, ma soprattutto ad andare al voto, contro il gravissimo tentativo di boicottare il referendum invitando all'astensionismo. E' indegno che i cittadini vengano privati di un loro fondamentale diritto".
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