Procreazione assistita Tutte le ragioni del "sì"
«C'è ancora tanta confusione»

(a.s.) Manca ancora un mese e mezzo al voto eppure ancora in pochi sanno che si andrà al voto sulla procreazione assistita. I comitati schierati per il sì (dunque per l'abrogazione parziale) iniziano a mobilitarsi facendo anzitutto una battaglia di informazione per sensibilizzare sul contenuto dei quesiti e per portare la gente alle urne. "C'è scarsa attenzione alla questione - lamenta Franco Fois, segretario dell'associazione VenetoRadicale - gli stessi che hanno firmato non sanno quando si voterà. Come Comitato per il sì staremo in mezzo alla gente per dire che si vota e spiegare le motivazioni per votare sì. Astensione su tematiche così delicate significa disinteressarsi e disimpegnarsi mentre il pericolo paventato sul far west riproduttivo è un'invenzione". Molte le donne presenti, ieri, alla conferenza stampa per il sì. "Sono referendum delle persone non dei partiti, che riguardano problemi propri di un terzo delle giovani coppie tra i 30 ed i 40 anni. E' un problema di coscienza sollevato dalla legge europea peggiore", spiega Anna Palma Gasparrini coordinatrice donne Diesse. Secondo la deputata verde Luana Zanella, "la stessa data del voto ostacolerà il diritto del popolo italiano a decidere. Nella società civile c'è disinteresse di fronte ad una legge che tende a regolamentare pratiche e tecniche mediche anziché configurare principi lasciando alle persone la facoltà di scelta col buon senso. Entrare nel dettaglio è un errore. E' una legge che contrasta con la legge 194 del 1978 sulla maternità, che non risolve neppure il problema etico. Bisogna consentire a chi esprime un progetto genitoriale di concretizzarlo, non si capisce perché non si possa ricevere uno spermatozoo o un ovulo se il coniuge è sterile. Servirebbe un margine europeo di normazione in materia".