Anche nella Marca accordo fra lo Sdi e i radicali
Nasce la "Rosa nel pugno" «Via la gestione clientelare»

"Puntiamo sulla laicità. Siamo contro le ingerenze politiche della Chiesa. E ci presentiamo alle provinciali con un candidato di area cattolica". Nessuna contraddizione di intenti. Raffaele Ferraro, radicale della Rosa nel pugno, non nasconde "qualche iniziale mugugno" sul nome di Lorenzo Biagi, messo tuttavia subito da parte in virtù della promessa dello stesso candidato del centrosinistra: "Le nostre battaglie per la laicità avranno infatti cittadinanza all'interno dell'Unione", chiarisce Ferraro. La Rosa nel pugno, nuovo soggetto politico nato anche a Treviso dall'aggregazione tra Sdi, Radicali, Federazione giovani socialisti e Associazione Luca Coscioni, punta su difesa del lavoro, riconoscimento delle unioni civili, testamento biologico, difesa del servizio sanitario, della scuola pubblica e della legge 194, oltre che sulla modifica dell'otto per mille nella dichiarazione dei redditi, affinché il contribuente possa scegliere se sostenere - oltre a Chiesa e Stato - ricerca scientifica o lotta al cancro. La sfida più importante è in ogni caso quella di scardinare da via Battisti la Lega Nord. "Treviso è una zona difficilissima - spiega Ottavio Pasquotti (Sdi) -. La gestione clientelare del potere da parte della Lega in provincia è evidente e costituisce una situazione anomala in tutta Italia. I leghisti spendono una valanga di soldi in comunicazione, si mettono in contatto con enti affidati a persone piazzate sempre da loro, portando avanti un'attività non trasparente. Non puoi neppure vederne i bilanci". "Non vogliamo fare i forcaioli nei confronti della Lega - aggiunge Ferraro -, ma intendiamo rimarcare che sono stati proprio loro quelli che hanno fatto della questione morale una bandiera, comportandosi poi come gli stessi partiti da loro accusati". L'analogia con Panto - che più di tutti spara a zero sul presunto attaccamento leghista alle poltrone - non passa certo inosservata. Del resto, lo stesso Pasquotti riconosce una certa affinità con Progetto Nordest, seppur limitata al giudizio sul Carroccio. "Panto? Spero porti via voti alla Lega - afferma Pasquotti -. Una cosa ci unisce: riconosciamo entrambi il modo clientelare con cui la Lega prende decisioni. Tre settimane fa ci hanno perfino negato una piazza per un gazebo". Dopo la bocciatura di ieri al Senato della mozione taglia-firme, la Rosa dovrà in ogni caso misurarsi con le spine: 90 mila sono le sottoscrizioni che dovranno raccogliere.
Anna Girotto