| VIETATI I GAZEBO, SABATO MANIFESTAZIONE |
(cfdp) Scoppia la polemica sui gazebo elettorali. Il ministero dell'Interno ha infatti messo per iscritto un parere (diffuso a tutti i Comuni attraverso la Prefettura) nel quale si dice che i gazebo "non devono presentare raffigurazioni, fotografie, simboli, diciture o coloro che direttamente richiamino formazioni politiche o candidati". Inoltre "all'interno e all'esterno di tali strutture non devono essere esposte bandiere o affissi drappi, striscioni, manifesti e quant'altro sia riconducibile a forme di propaganda elettorale a carattere fisso". Il che significa in pratica vietare i classici gazebo, una delle forme più frequenti di propaganda elettorale usata dai partiti, anche se il ministero alla fine precisa che possono essere utilizzati "per un più agevole esercizio delle forme di propaganda consentite dalla legge quali, ad esempio, la distribuzione di volantini o altro materiale di propaganda".
Una disposizione che ha immediatamente provocato la reazione della Rosa del pugno. Affermano Ottavio Pasquotti e Raffaele Ferraro: «Non intendiamo piegarci a una circolare chiaramente illegittima e provocatoria e invitiamo tutte le forze politiche, anche di centrodestra, a cominciare dalla Lega, a una manifestazione di protesta da organizzare davanti alla Prefettura di Treviso sabato a mezzogiorno». I due esponenti della Rosa nel pugno hanno anche una spiegazione per questo ordine inatteso giunto da Roma alle amministrazioni locali: «Il governo Berlusconi, non contento di occupare militarmente tutto il sistema radiotelevisivo, di disporre di fondi illimitati per la propaganda elettorale, di utilizzare le amministrazioni locali, come la Provincia di Treviso, per fare propaganda mascherata da informazione istituzionale, vuole vietare anche qualsiasi possibilità ai partiti di essere presenti in campagna elettorale con i mezzi che tradizionalmente vengono utilizzati dai volontari e dai militanti della politica che, privi di mezzi finanziari, dedicano il loro tempo libero a far conoscere le proprie idee. È una forma di censura stupida, che dimostra il terrore del centrodestra di perdere le elezioni». |