Padova 11 marzo 2004
Disobbedienza Civile di Rita Bernardini
Tesoriera di Radicali Italiani


RADICALI CONSEGNANO HASHISH A DIRIGENTE DIGOS PADOVA INIZIATIVA DI DISOBBEDIENZA CIVILE DI RITA BERNARDINI (ANSA)
- VENEZIA, 11 MAR - È stata portata in questura e identificata Rita Bernardini, tesoriera dei Radicali Italiani, al termine di una iniziativa di disobbedienza civile a Padova. Al termine di una conferenza stampa indetta per spiegare la posizione dei radicali in relazione alla legge Fini in discussione alla camera, Rita Bernardini, per sostenere la sua campagna per la legalizzazione delle droghe cosiddette leggere, ha distribuito, assieme a Nicolino Tosoni, Presidente dei Radicali di Padova, un pacchettino contenente, a quanto detto, hashish, consegnandolo al dirigente della Digos Lucio Pifferi, che ha così dovuto procedere all'identificazione. I due sono stati poi accompagnati in questura per gli accertamenti del caso. «È la diciannovesima volta che metto in atto questa forma di disobbedienza civile - ha ribadito Rita Bernardini - sono già stata condannata, con Marco Pannella, a quattro mesi di reclusione in via definitiva ed altri processi sono in corso. Ma la mia coscienza mi dice di non mollare, perché in questo paese manca il dibattito su questa questione. Noi non chiediamo la liberalizzazione delle droghe leggere, ma la loro legalizzazione, perché chi si compra le sigarette, o una bottiglia di vino, non è costretto a vivere come un criminale, come succede invece a moltissimi ragazzini che, ormai è evidente, fanno sempre più uso di queste sostanze. La liberalizzazione a mio parere è quella che è già in atto, senza nessun serio controllo. Si stima che ci siano in Italia 4 milioni di consumatori di droghe leggere. La legge in discussione alla Camera, poi, - ha aggiunto Bernardini - toglie anche la distinzione tra droghe pesanti e leggere e stabilisce una soglia minima per l'uso personale, superata la quale si è considerati spacciatori. Questa è una politica che non riesce a governare il fenomeno, come quelle precedenti, perché è un crescendo di proibizionismo. Credo che si debba pensare a sperimentare qualche altra soluzione, come per esempio la sperimentazione controllata di eroina, che dove è stata attuata, ha portato a buoni risultati. E poi c'è il problema di cambiare le disposizioni Onu in materia - ha concluso -, da cui dipendono anche le politiche dei singoli Stati».

12/04/2004 IL GAZZETINO

Rita Bernardini, ieri mattina davanti al Pedrocchi, ha collezionato la sua 19. denuncia
La tesoriera radicale offre hascisc alla Digos
La droga è stata sequestrata. Lei è stata accompagnata in Questura insieme a Nicolino Tosoni

Al termine di una conferenza stampa ha estratto un pacchetto di carta stagnola e lo ha consegnato ad un dirigente della Digos. Rita Bernardini, tesoriera dei Radicali italiani, ieri mattina davanti al Pedrocchi, ha così collezionato la sua diciannovesima denuncia per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. L'involucro, che conteneva 2 grammi di hascisc, è stato invece sequestrato. L'antiproibizionista è stata poi accompagnata in Questura insieme a Nicolino Tosoni, presidente della federazione radicale padovana, per essere identificata. La clamorosa protesta è stata inscenata contro la legge Fini in discussione alla Camera, e per sostenere la campagna dei radicali per la legalizzazione delle droghe cosiddette leggere. «È la diciannovesima volta che metto in atto questa forma di disobbedienza civile - ha spiegato Rita Bernardini - sono già stata condannata, con Marco Pannella, a quattro mesi di reclusione in via definitiva ed altri processi sono in corso. Ma la mia coscienza mi dice di non mollare, perché in questo Paese manca il dibattito su questa questione. Noi non chiediamo la liberalizzazione delle droghe leggere, ma la loro legalizzazione, perché chi si compra le sigarette, o una bottiglia di vino, non è costretto a vivere come un criminale, come succede invece a moltissimi ragazzini che, ormai è evidente, fanno sempre più uso di queste sostanze». Ed ha aggiunto: «Si stima che ci siano in Italia 4 milioni di consumatori di droghe leggere. La legge in discussione alla Camera, poi, toglie anche la distinzione tra droghe pesanti e leggere e stabilisce una soglia minima per l'uso personale, superata la quale si è considerati spacciatori. Questa è una politica che non riesce a governare il fenomeno, come quelle precedenti, perché è un crescendo di proibizionismo. Credo che si debba pensare a sperimentare qualche altra soluzione, come per esempio la sperimentazione controllata di eroina».

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