Una sala gremita e attenta, interventi degli oratori di livello assoluto. Potrebbe essere sintetizzato così il convegno "Scegliere. Scienza, etica, laicità" che si è tenuto martedì 29 gennaio 2008 a Venezia presso l'auditorium S. Margherita dell'università Ca' Foscari.
All'incontro, organizzato dalla Cellula Coscioni di Venezia, dall'associazione Area d'Incontro - Laici, Liberali, Socialisti, Radicali, e dalla Costituente Socialista veneziana, hanno partecipato Massimo Cacciari, filosofo e Sindaco di Venezia, Giulio Giorello, professore ordinario Cattedra di Filosofia della Scienza dell'Università Statale di Milano, Giuseppe Testa, biologo direttore laboratorio di epigenetica delle cellule staminali presso l'Istituto Europeo di Oncologia, componente Cellula Coscioni di Milano, Mirella Parachini, ginecologa membro di giunta dell'Associazione Coscioni e vice presidente della Fiapac (Federazione Internazionale degli Operatori di Aborto e Contraccezione), Carlo Flamigni, professore ordinario di Ginecologia e Ostetricia presso l'Università di Bologna membro del comitato nazionale per la bioetica, Valdo Spini, parlamentare socialista.
Gli oratori, preceduti nel dibattito da un'introduzione di Diego Mantoan del senato accademico degli studenti di Ca' Foscari e moderati dalla giornalista Anna Maria Zanetti, hanno approfondito con argomentazioni di alto livello, ma con una chiarezza espositiva tale da mantenere fino alla fine un pubblico attento e quasi oltre la capienza della sala, questioni legate al sempre più stretto rapporto tra innovazioni scientifiche, in particolare nel campo della genetica, l'etica e la responsabilità individuale, il mondo della politica. Un mondo quest'ultimo a cui è demandato il dovere di assumere decisioni in grado di garantire ai cittadini la possibiltà di disporre di un ventaglio di opzioni tra cui operare, in modo quando più possibile autonomo, le scelte di vita.
E' assolutamente impossibile fare una sintesi degli interventi in grado di rendere conto in maniera esaustiva di quanto detto, tanti, e tutti di grande interesse, gli argomenti e gli spunti di riflessione portati durante l'incontro. Sarebbe certamente fare un torto, ad esempio, a Carlo Flamigni e a Mirella Parachini cercare di riassumere le argomentazioni con con le quali hanno condotto i presenti ad analizzare e riflettere sulle storture di leggi come la 40 sulla fecondazione assistita, o su come la classe politica sembra ignorare completamente la vita reale e quotidiana dei cittadini, quando legifera o discute di questioni quali testamento biologico o libertà di ricerca e di cura. Parimenti incomprimibili le argomentazioni storico/filosofiche di Massimo Cacciari e Giulio Giorello che hanno certamente posto molte domande alle menti e, probabilmente, stimolato più d'uno ad approfondire questioni che sempre più diventeranno centrali nel dibattito politico. Dibattito, auguriamoci, più alto e ragionato di quello a cui assistiamo in questi ultimi tempi. Molto meglio quindi risentire, e rivedere, gli interventi nella registrazione integrale di Radio Radicale in fondo a questa pagina.
Un intervento però è stato particolarmente apprezzato, oltre che dal pubblico anche dagli altri oratori, quello del biologo e ricercatore Giuseppe Testa. Il professor Testa, che da poco è tornato a fare ricerca in Italia, oltre ad affrontre il tema della ricerca sule cellule staminali dal punto di vista dei progressi scientifici, si è soffermato sull'illustrazione di come tre diversi paesi, Inghilterra, Stati Uniti e Italia, hanno affrontato dal punto di vista politico la ricerca sulle cellule staminali embrionali. Davvero chiarificatore di molte cose sentire, e si consiglia di farlo in integrale sulla registrazione, come il mondo politico inglese assume su di se l'onere e l'onore di scelte forti ed innovative, frutto però non di convizioni precostituite ma elaborate attraverso un costante dialogo ed aggiornamento con i ricercatori, acquisendo così una conoscenza con la quale, inoltre, informare correttamente i cittadini. Altresi interessante l'approccio della politica statunitense che, pur non avendo lo stesso coraggio della politca inglese, chiede agli scienziati di creare un "qualcosa" attraverso il quale poter contemporaneamente superare i limiti etici e fare ricerca sulle cellule staminali embrionali. L'Italia invece, dice testualmente Testa, "con la legge 40 inventa la natura". Grazie alle linee guide infatti si arriva a dichiarare che gli eventuali embrioni non impiantati, quei sovranumerari di cui la legge voleva impedire la creazione ma che invece esistono perchè, come prevedibile, sentenze successive dichiararono non impiantabili embrioni contro il volere della donna, tali embrioni, quindi, devono essere mantenuti in vita fino al loro "estinguersi". Concetto questo, dell'estinzione dell'embrione, scientificamente errato ma mutuato da una concezione filosofica/religiosa di vita e morte "naturale" che il legislatore cerca di trasferire, con evidente ignoranza, nel campo scientifco. Appare allora di tutta evidenza come mentre nel mondo si cerchino strade per non bloccare la ricerca scientifica, ed anzi attraverso il dialogo tra scienziati e politici si trovino vie, ognuno nel proprio ambito, per farla progredire, in Italia si cerchi di ricondurla all'interno di visioni del mondo che nulla hanno a che fare con l'obbiettività e lo sviluppo scientifico.
Drammaticamente vera quindi l'affermazione, sempre di Giuseppe Testa, che ad una domanda su come vede i politici italiani un ricercatore che come lui dopo anni torna in Italia dice: "Si ha la sensazione che i politici nel nostro paese abbiano perso di vista quanto è avvenuto nel mondo scientifico internazionale negli ultimi 20-25 anni".
E' stato certamente questo un grande incontro, un'incontro che ha visto una partecipazione da parte della cittadinanza come non si vedeva da molto tempo. Lo stesso Sindaco Cacciari in apertura ha reso onore a questa iniziativa alla quale probabilmente non immaginava di vedere una tale partecipazione. Un'iniziativa che, oltre ad evidenziare l'esistenza a Venezia di associazioni e singole persone, riconducile all'area laica riformatrice, desiderose di lavorare assieme per far crescere il dibattito nella città e nella regione, ha anche dimostrato, e questo era l'obbiettivo primario dell'incontro, come di temi quali scienza, etica e laicità a Venezia si può e si deve discutere, perchè i cittadini sono interessati e pronti a stare 3 ore immobili sulla sedia per conoscere e capire.
Il professor Carlo Flamigni al termine in uno scambio di battute ha così valutato l'incontro: "alla tua domanda dell'altra sera sul "se vale ancora la pena conferenziare in giro per l'Italia", ti posso solo rispondore che all'ambiente veneziano avete dato una buona boccata d'aria."



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