Cari Amici,
Ho letto la discussione sullo stato laico pubblicata in bacheca.
Credo che non sia solo il confine tra stato laico o religioso il problema, bensì il sentimento religioso in sè stesso e tutto ciò che questo comporta sia individualmente che globalmente.
Noi che ci dichiariamo laici non dobbiamo limitarci a difendere le nostre libertà dall'influenza papalina (così come dobbiamo difenderci dal fanatismo islamico che in questi giorni sta mietendo le sue vittime per motivi a noi quasi incomprensibili), ma 
dobbiamo anche lottare per difendere la religiosità che è dentro ogni donna ed ogni uomo al Mondo, rispettando un sentimento che, anche se noi siamo laici o atei, ha il sacrosanto diritto di essere espresso.
Altrimenti facciamo la fine dei capicellula sovietici i quali spiavano i compagni "deviati" mentre andavano a pregare in chiesa di nascosto; dopodichè li convocavano alla sezione per interrogarli su questa loro strana mania.
Non voglio più alzare steccati, nè politici nè religiosi, in un mondo che deve essere aperto, internazionale, globale, ecumenico (ecumene è un termine bellissimo e usato dai cristiani che intende, letteralmente, "l'insieme delle terre emerse", cioè la terra in cui abita l'essere umano).
La libertà deve essere libertà anche di credere (senza obbligarmi a fare altrettanto), e non mi spaventano le parole di un papa al parlamento nè le parole dei vari capi religiosi sparsi per il mondo.
Ciò che spaventa è il peso (nel bene e nel male) che si dà a tali parole.
E cerchiamo di non dar peso alle cose. Ho appena letto, in un libro, una bellissima frase che vi voglio riportare:
"Sapete perchè gli angeli possono volare?
Perchè prendono la vita alla leggera."
Pier-Angelo Piccolo